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    LE FOTO CASERTA – La terra dei fuochi sbarca nel capoluogo. Ma la città snobba la manifestazione. Ed è polemica


      Non si può e non si deve parlare di un flop vista la perenne assenza dei casertani alle manifestazioni, ma non si può certo definire determinante l’incontro di questa sera per la nostra città. Tantissimi i richiami ed i ringraziamenti a don Maurizio Patriciello e al dott. Antonio Marfella.     CASERTA - Sembrava […]

     

    Non si può e non si deve parlare di un flop vista la perenne assenza dei casertani alle manifestazioni, ma non si può certo definire determinante l’incontro di questa sera per la nostra città. Tantissimi i richiami ed i ringraziamenti a don Maurizio Patriciello e al dott. Antonio Marfella.

     

     

    CASERTA - Sembrava impossibile, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Anche noi. Caserta, questa sera, domenica, ha fatto un primo piccolo passo verso la normalità. Da poco infatti, si è conclusa la prima manifestazione degna di essere chiamata tale per gli argomenti e le idee sviluppate, che si è svolta a piazza Carlo III, per intenderci difronte alla facciata principale del Palazzo Reale, contro il biocidio che si sta consumando nella nostra terra.

    Il sarcasmo iniziale è, ovviamente, voluto. Questa manifestazione, questo sit-in o questo primo incontro come vogliate chiamarlo voi, è stata sicuramente un primo passo verso la normalità, ma, dato lo straordinario menefreghismo di molte persone e, di conseguenza la loro assenza, questo passo si potrebbe definire anche importante se invece di essere città capoluogo, Caserta fosse stato un paesino da poco più di 2500 abitanti.

    Pochi infatti, poco più di un centinaio, erano le persone riunite. Tra di loro, ed è forse questo l’unico dato confortante, una percentuale altissima, quasi totale, di giovani casertani.

    L’incontro è durato oltre 1 ora, e tantissimi presenti hanno preso la parola per poter contribuire ad uno sviluppo di una soluzione. Tutti unanimi nello stabilire la priorità di bloccare dapprima gli sversamenti, i roghi tossici, e poi, dopo, in un secondo momento e con grandissima attenzione da parte delle istituzioni e dei cittadini, pensare ad una bonifica delle aree inquinate.

    Si è passati dal parlare quindi del cibo, delle campagne inquinate, dell’aria, del territorio e del vertiginoso aumento di malattie tumorali. E, sempre per essere ironici ma non troppo, davvero in pochi, quasi nessuno, crede ormai che i nostri cari deceduti per la “malattia”, siano morti per gli stili di vita malsani o per il troppo fumo e non per gli sversamenti illeciti nelle nostre campagne e nelle nostre falde acquifere.

    Non sono mancate le polemiche per la scelta del luogo. Buio, desolato. Quasi non ci si poteva riconoscere guardandoci in faccia.

    Altra questione che emerge è l’assenza del Primo Cittadino di Caserta. Assenza che, però, possiamo capire poichè della manifestazione, oltre ad un semplice “evento” su facebook, non vi era traccia da nessuna parte. Ma se da un lato “giustifichiamo” l’assenza del Sindaco, non possiamo non sollevare anche noi, come fatto da altri cittadini questa sera, il problema sulle sue dichiarazioni.

    Caserta è malata. Caserta, come tutta la Provincia, deve svegliarsi. E lo deve fare con la consapevolezza che l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo, e l’acqua che beviamo è la stessa che respirano, mangiano e bevono i nostri concittadini a pochi chilometri da noi e che pochi giorni fa erano in 60mila in piazza anche per noi. E questo, se non vogliamo poi pensare al sito di Lo Uttaro, alle cave e a tutti gli altri problemi più vicini a noi che più volte sono stati ripresi e sono ormai noti ai nostri lettori e sicuramente lo saranno ancor meglio al nostro Sindaco che, nonostante tutto, forse con troppo ottimismo, continua a sostenere che Caserta non sia interessata da questo disastro.

    Ma al di là delle polemiche che possano o meno svilupparsi, sottolineamo altri due aspetti.

    Il primo è che uno dei ragazzi che ha preso la parola ed è stato applaudito dalla platea al termine del suo intervento, ha detto chiaramente, che la manifestazione di questa sera e di quella che si ha in programma a breve molto più grande e sempre a Caserta, è spontanea e non deve essere strumentalizzata dai partiti. Partiti e, più in generale, politica in cui nessuno più ha fiducia.

    Il coordinamento delle manifestazioni è, infatti, del “comitato coordinamento fuochi”, oggi presente anche con altre sezioni della Provincia, i cui referenti hanno preso la parola condividendo le loro idee.

    Infine, è da sottolineare, riprendendo anche le parole pienamente condivisibili di una giovane 24enne, che questo è il tipo di manifestazione a cui dovrebbero partecipare in massa, come un fiume in piena, gli studenti. Manifestazioni fatte di domenica e, quindi, senza perdere giorni di scuola.

    Ahimè, condividendo in pieno il suo pensiero, aggiungo e preciso anche che l’assenza dei tantissimi giovani casertani, questa sera, è dovuta principalmente alle partite di calcio ed all’apertura di una discoteca.

    Con questa finale considerazione, non bisogna aggiungere altro, se non ricordare che solo pochi giorni fa siamo stati definiti un “popolo di merda”. A quanto pare nessuno o soltanto in pochi, hanno da riscattare il loro orgoglio.

    Fabrizio Arnone

     

     

    PUBBLICATO IL: 6 ottobre 2013 ALLE ORE 23:18