Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    LA STORIA E LE STORIE, ALLUVIONE CASTEL VOLTURNO. LE FOTO – 4 giorni dopo, viali ancora allagati a DESTRA VOLTURNO. Quella pianificazione urbanistica sulle zone di golena… in una città senza Prg e in guerra contro i Coppola


    Gli anni 70 sono stati lo spartiacque politico in cui la città dell'abusivismo edilizio vide svilupparsi sistemi "Centro Storico" e "Villaggio Coppola". Liti, atti giudiziari, interrogazioni parlamentari anche sull'impianto di sollevamento della località alluvionata.

    Via Fiume Volturno

     

     

    CASTEL VOLTURNO – Siamo “discesi” a Destra Volturno, la frazione ubicata sulla sponda destra del fiume che bagna nel suo tratto finale il centro abitato di Castel Volturno. Ebbene, abbiamo effettuato un piccolo viaggio in un quartiere quasi “fantasma” e dai particolari e deprecabili scenari post allagamento.

    Nel tratto di via Gramsci che costeggia il fiume Volturno le fogne non riescono ancora ad assorbire l’acqua e molti accessi sono ancora chiusi in quanto i viali sono divenuti degli autentici stagni. Abbiamo scattato in loco qualche fotografia per rendere l’idea.

    Via fiume Volturno, una strada parallela al corso d’acqua che bagna Castel Volturno, è ancora inondata. La consortile è invece piena di cani randagi e spazzatura che purtroppo è stata sparpagliata dalle acque e dal vento.

    Una situazione non più di emergenza, ma pur sempre critica. In alcuni viali  per entrare occorrono mezzi da sbarco e autovetture adeguate.

    Emblematica è la scena dell’auto che uscendo dallo storico ingresso del Lido Luise è costretta ad attraversare un corso d’acqua che non ha più, fortunatamente,  le caratteristiche di quello dei giorni scorsi.

    Piano piano si sta tentando di tornare alla normalità, anche se di normalità a Destra Volturno non c’è nulla… La storia di questa località, infatti è stata già raccontata negli anni, e per i cronisti dell’ultima generazione, come il sottoscritto, appare quasi sbiadita, ma nel contempo, proprio quella, anzi questa storia è  il pilastro di un sistema di fondamenta che sorreggono le attuali vicende di un’opera architettonica chiamata Castel Volturno, città da sempre senza un Prg, in attesa che si incardini il Puc, ma con un Villaggio Coppola sorto in parte sul Demanio, a sua volta oggetto di una Transazione tra lo Stato e i privati di Pinetamare, e, una frazione a nord di Castel Volturno nata con una discutibilissima “Perimetrazione Urbanistica della città che ha incluso la zona golenare del fiume Volturno (zona destinata alle esondazioni del fiume)”.

    Gli anni 70 a Castel Volturno sono stati considerati quelli dello spartiacque, quelli in cui si è lasciato il passato alle spalle e si è consentito di tutto e di più a ridosso anche di zone acquitrinose ed ex paludi. Sono stati gli anni, che a loro volta hanno condizionato il futuro del paese. Da un lato il sistema Coppola, dall’altro quel mondo politico caratterizzato da scelte familiari dei potentati locali, liti e contrasti politici, nonchè incomprensioni che hanno generato frazioni cittadine dove l’abusivismo ha regnato sovrano. Alla fine, realizzate le periferie occorrevano le fogne, i depuratori, gli impianti di illuminazione e tutto il resto. Emblematiche sono le scene, che fanno parte della mia memoria di bambino, vedere gli “accampati” di Destra Volturno o quelle dei turisti che correvano lì per comprare una casa per 40, 30 milioni di vecchie lire (quindi a prezzi stracciati e risibili rispetto al mercato immobiliare di Baia Verde e di altri quartieri della città), passare interi pomeriggi in fila con orce, taniche e bottiglie, per approvvigionarsi dell’acqua potabile alle fontane pubbliche del centro storico, soprattutto d’estate, perchè non si era in grado mediante l’acquedotto pubblico di soddisfare il loro fabbisogno. Questo solo per rendere l’idea di quanto sia stato improvvisato lo sviluppo urbanistico e turistico di un territorio senza né testa e né coda.

    Gli anni 70, ripetiamo sono stati gli anni in cui si sono formati i politici della storia della cittadina rivierasca a partire da Mario Luise ex sindaco di Castel Volturno, per concludersi poi con i Rocco Russo, Lorenzo Marcello, Antonio Scalzone e via discorrendo che hanno caratterizzato la scena politica locale dagli anni 80 in poi.

    Una storia dunque, che oggi, tutti conoscono e che è stata contraddistinta da atti giudiziari, inchieste di camorra, da interrogazioni parlamentari in cui la politica che ha consentito oltre il consentibile, ha posto nel tritacarne delle faide familiari e di partito vicende come quella dell’impianto di sollevamento di Destra Volturno, del depuratore, delle fogne, dell’uso dei demani e chi ne ha più ne metta.  Non vogliamo, ora, accusare nessuno e non vogliamo scendere nei particolari della realtà storica di Castel Volturno, anche perchè basta una ricerca su google per capire, leggere e apprendere la strana storia  di Destra Volturno, in relazione a quelle del Villaggio Coppola, di Baia Verde e di Castel Volturno centro.

    Una cosa, però la dobbiamo scrivere: oggi, Destra Volturno non è più il mondo del turismo trash, ma è un vero e proprio bronx di cittadini italiani ed extracomunitari che in molti casi vivono nell’indigenza…. Proprio questi ultimi, stamattina li abbiamo intravisti tentare di attraversare l’intraversabile al fine di giungere in abitazioni fatiscenti, che non hanno più nemmeno le porte e le finestre, e che fanno da contorno a lotti abbandonati e interclusi zeppi di rifiuti…

    Max Ive

    l’ingresso al lido Luise

     

     

    PUBBLICATO IL: 25 gennaio 2014 ALLE ORE 14:38