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    LA NOTA/ La stoccata di Enzo D’Anna e quelle voci su Paolo Romano all’europee e Diego Paternosto in staffetta alle regionali


        Nel bailamme delle dichiarazioni e dei momenti concitati, legati alle ispezioni dei parlamentari e alle visite dei Nas e della Dia non è passata inosservata ai nostri occhi una dichiarazione pronunciata dal Senatore Pdl Enzo D’Anna. Una dichiarazione che oggi merita un’adeguata riflessione.   CASERTA – Nei giorni concitati dell’ospedale civile, avvolto dalle […]

    Nella foto Paternosto, Romano e D’Anna

     

     

    Nel bailamme delle dichiarazioni e dei momenti concitati, legati alle ispezioni dei parlamentari e alle visite dei Nas e della Dia non è passata inosservata ai nostri occhi una dichiarazione pronunciata dal Senatore Pdl Enzo D’Anna. Una dichiarazione che oggi merita un’adeguata riflessione.

     

    CASERTA – Nei giorni concitati dell’ospedale civile, avvolto dalle polemiche legate alla chiusura della terapia intensiva cardiochirurgica e raggiunta da una visita, tutto sommato, senza precedenti dei rappresentanti parlamentari del Pdl, abbiamo cercato di rimanere aderenti, collegati al contenuto dell’emergenza, per informarne i nostri elettori, per ragionarci e discuterne con spirito laico.

    Ma non ci sono sfuggite alcune dichiarazioni fatte da autorevoli esponenti della politica casertana, i quali, senza mezzi termini, hanno sottolineato il fatto che nell’ospedale di Caserta si farebbe troppa politica e poca assistenza sanitaria. Una stoccata che il senatore Enzo D’Anna non ha mandato a dire, ma che ha espresso con parole franche e chiare.

    Ma se D’Anna che per esperienza personale non è certo digiuno di nozioni sanitarie ha detto questo, se ha messo  in relazione, in una funzione inversamente proporzionale l’assistenza sanitaria soffocata da un eccesso di politica, questa fase non può che investire la responsabilità della direzione sanitaria.

    Tertium non datur. O il direttore sanitario Diego Paternosto, agli occhi di Enzo D’Anna, subisce l’imperio e le pressioni della politica nelle nomine, nell’organizzazione dei servizi, nelle promozioni, nella sua difficoltà a perfezionare un proprio percorso cognitivo da medico igienista, colmando la lacuna della sua non specializzazione in questa cruciale materia, oppure Paternosto è il motore di questa tracimante e invasiva dittatura della politica tra i reparti dell’ospedale civile.

    Nel primo caso, sarebbe utile che il direttore sanitario Paternosto uscisse allo scoperto e dicesse forte e chiaro che lui, da oggi in poi, ha bisogno di lavorare  concentrandosi sulle emergenze, sulle difficoltà dell’ospedale, che non sono solo quelle della cardiochirurgia, ma riguardano anche altre questioni rimaste appese, inevase da troppo tempo, a partire dalla miniera d’oro che l’ospedale sta rappresentando per i centri diagnostici e radiografici Morrone e Cetac, quest’ultimo della famiglia Pilla, che da un anno incassano soldi a palate, visto che nell’ospedale civile di Caserta è impossibile tecnicamente fare ad esempio una risonanza magnetica. Impossibile anche per i degenti che, molto spesso, in ambulanza sono costretti a raggiungere queste strutture private , naturalmente appioppando un altro costo all’azienda ospedaliera.

    Meno politica più assistenza sanitaria, dovrebbe urlare il direttore sanitario con un rito liberatorio, affrontando un’altra questione incredibile, come quella della medicina nucleare, che eroga stipendi a primario, medici e personali, ma che in realtà è chiusa e non eroga alcun servizio.

    E passiamo al secondo  caso,  quello in cui consideriamo per ipotesi Diego Paternosto artefice di questa tracimazione della politica nelle stanze dell’ospedale, allora si potrebbe anche dare credito a una voce che da qualche tempo gira. Paternosto, in passato, non ha mai fatto mistero delle sue ambizioni politiche. Prima delle elezioni del 2006 accarezzò il sogno di poter correre per la fascia di sindaco di Caserta. Ora, si dice, ritiene di poter porre la sua esperienza di medico e di dirigente sanitario al servizio della regione campania, per la quale vorrebbe correre nel 2015, facendo staffetta con Paolo Romano, suo primo riferimento politico che Paternosto, naturalmente dovrebbe impegnarsi ad aiutare, in maniera massiccia alle prossime elezioni europee.

    Nei prossimi giorni proveremo a capire se Paternosto è vittima o artefice di quella che Enzo D’Anna ritiene una presa di potere assoluta, superiore ad ogni altro modello di rapporto tra sanità e politica che pure è presente in tutte le aziende ospedalieri e sanitarie  all’interno del nosocomio più importante della provincia di Caserta.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 30 marzo 2013 ALLE ORE 17:00