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    LA MORTE DEL VESCOVO FARINA, il vescovo di Alife-Caiazzo, Di Cerbo:”Nel disfacimento del corpo, il suo spirito si è rinnovato giorno per giorno”


      Il ricordo e il cordoglio del prelato che ha diretto in successione la diocesi che dal ’99 al 2009 era stata diretta da mons. Farina ALIFE – CAIAZZO - Il Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo Mons Valentino Di Cerbo dichiara: “La morte di Mons. Pietro Farina, vescovo di Caserta e già pastore della nostra Diocesi dal […]

    Nelle foto, il vescovo Valentino Di Cerbo e Pietro Farina

     

    Il ricordo e il cordoglio del prelato che ha diretto in successione la diocesi che dal ’99 al 2009 era stata diretta da mons. Farina

    ALIFE – CAIAZZO - Il Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo Mons Valentino Di Cerbo dichiara: “La morte di Mons. Pietro Farina, vescovo di Caserta e già pastore della nostra Diocesi dal 1999 al 2009, non ci sorprende, ma ci addolora molto. E’ giunta a conclusione di una lunga sofferenza, iniziata nello scorso novembre, in cui l’uomo esteriore si andava disfacendo, mentre quello interiore si rinnovava di giorno in giorno (cfr Rm 5,5). Infatti, l’esperienza della malattia è stata da lui accolta soprattutto come una grazia del Signore, che lo ha portato a ricentrare la propria vita sulla “cose di lassù” ed a considerare con maggiore spirito di fede la propria esistenza e la sua missione di
    cristiano e di vescovo. Aveva scelto come motto episcopale “Et resurrexit”, che ben manifestava il proposito di voler essere innovatore e risolutore di situazioni intorpidite, caratterizzando il suo ministero episcopale con un
    dinamismo non comune.

    Tutti ricordiamo il suo entusiasmo e la sua capacità di semplificare i problemi e di farne intravedere la soluzione a portata di mano. Tale caratteristica lo rendeva talora insofferente di fronte a ritardi presenti nel monto ecclesiastico e civile, a perseguirne con determinazione, talora un po’ solerte, il superamento e a chiedere maggiore efficienza nella pastorale come nell’amministrazione dei beni della Chiesa. Sulle orme del Papa che lo
    aveva eletto vescovo, il Beato Giovanni Paolo II, aveva un concetto alto della missione del vescovo e desiderava una chiesa attiva e rispettata, ben collegata con le istituzioni del territorio, capace di testimoniare la sua presenza efficace nella storia e di stimolare, con la forza della sua tradizione e del consenso che la circonda nelle nostre zone, politici e società civile a scelte più rispettose dei valori cristiani. Personalmente gli sono grato per l’accoglienza e la disponibilità che mi ha riservato all’inizio del mio ministero episcopale in Alife-Caiazzo, come pure dei tanti segni di sincera amicizia con cui mi ha sempre circondato. Lo accompagniamo con il nostro ricordo grato e soprattutto con la nostra preghiera nel suo ultimo viaggio, quello che lo ha condotto al cospetto del Signore, augurandogli che gli sia accanto come Madre dolcissima e misericordiosa, la Vergine Santa”.

    PUBBLICATO IL: 24 settembre 2013 ALLE ORE 18:31