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    LA DOMENICA DI CASERTACE/ I registri dei tumori trasformati in carrozzoni clientelari. E la Corte costituzionale li blocca


      La sentenza, precisamente la numero 79 del 24 aprile scorsa, le considera incostituzionale perché la struttura che li muove viola palesemente le nuove norme costituzionali sul contenimento della spesa. E così, in Campania e in provincia di Caserta ci troviamo privi di un fondamentale strumento di analisi, in considerazione dell’acutissima emergenza e delle patologie […]

    Nell’immagine, le segnalazioni in diretta dei roghi tossici in Provincia di Caserta e Napoli, a cura del sito www.laterradeifuochi.it

     

    La sentenza, precisamente la numero 79 del 24 aprile scorsa, le considera incostituzionale perché la struttura che li muove viola palesemente le nuove norme costituzionali sul contenimento della spesa. E così, in Campania e in provincia di Caserta ci troviamo privi di un fondamentale strumento di analisi, in considerazione dell’acutissima emergenza e delle patologie nettamente in crescita legate a diverse forme di inquinamento 

    CASERTA - Una vera e propria ecatombe si sta consumando nelle nostre terre: la provincia di Caserta, insieme a quella di Napoli, è quella con il più alto tasso di mortalità per tumori maligni in Italia.

    Assistiamo inermi e forse anche un po’ con troppa indifferenza e superficialità a quanto sta accadendo intorno a noi.

    Dalle nostre parti i problemi, o meglio, le conseguenze di una cattiva se non pessima amministrazione locale, della corruzione e dei continui favoritismi, per non parlare del cancro sociale che ormai ci ha resi schiavi di una cultura becera e aberrante, non si riescono quasi più a contare.

    Inquinamento atmosferico, scarico illecito di rifiuti tossici e pericolosi, cave abusive, discariche abusive, roghi tossici, inquinamento delle falde acquifere, disseminamento di amianto: questa è la fotografia della nostra realtà territoriale.

    Morti di tumori in costante aumento.

    Con questi dati ben noti, o almeno si spera, a chi incaricato di gestire la cosa pubblica, si penserebbe, al primo cenno, una immediata approvazione delle iniziative che possano regolare e migliorare la disastrosa situazione.

    Invece è del 24 aprile scorso la sentenza della Corte Costituzionale, precisamente la numero 79, secondo cui, la norma che istituisce il registro dei tumori dei cittadini della Regione Campania è illegittima ed incostituzionale perché viola il piano di rientro della spesa nazionale. Inoltre, si spera per una distrazione, il compilatore ha omesso le modalità di attribuzione degli incarichi alle sette persone da designare previsti dalla richiesta, entrando così in contrasto con l’art. 97 della Costituzione, e quindi, con il principio del pubblico concorso oltre che “con i principi di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione “.

    La sentenza, però, chiarisce bene che ad essere incostituzionale non è tanto l’istituzione di un Registro dei Tumori, quanto invece la istituzione di nuove strutture organizzative e unità operative dedicate e strutturate. Infatti si legge: “[..]Tali norme, inoltre, disponendo nuovi incarichi professionali, interferirebbero con l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario affidata al Commissario ad acta: per un verso, infatti, esse menomerebbero le sue attribuzioni previste dal mandato commissariale che prevede «la razionalizzazione ed il contenimento della spesa per il personale», in violazione dell’art. 120, secondo comma, Cost.; per altro verso, esse non rispetterebbero i vincoli posti dal Piano di rientro dal disavanzo che prevede, tra l’altro, il blocco del turn over del personale e pregiudicherebbero il conseguimento degli obiettivi di risparmio ivi previsti.”.

    “Cornuti e mazziati”. Per anni e anni intossicano il nostro territorio nella più totale indifferenza e omertà dei cittadini e delle istituzioni ed ora, oltre a non poter più coltivare i campi, oltre a non poter più bere acqua e a respirare aria pulita, dobbiamo vederci meno un nostro diritto per un banale piano di rientro della spesa pubblica.

    Fabrizio Arnone

    CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

     

    PUBBLICATO IL: 5 maggio 2013 ALLE ORE 11:56