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    LA DOMENICA DI C.CE CASERTA – Con i 40 milioni che arriveranno dal Governo a fondo perduto, la città salva il culo. Quante stronzate lette in questi giorni, vi spieghiamo col cucchiaino cosa è successo veramente


        Strani personaggi ed apprendisti stregoni della politica si intestano il risultato a cui non hanno certo contribuito, anche perchè quando per la prima volta è stata messa in campo questa operazione, finalizzata soprattutto a salvare la città di Alessandria, Fassino, ministro non era, ma ricopriva la carica di Presidente dell’Anci. Una chimera l’affermazione […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Pio Del Gaudio e Nello Spirito

     

    Strani personaggi ed apprendisti stregoni della politica si intestano il risultato a cui non hanno certo contribuito, anche perchè quando per la prima volta è stata messa in campo questa operazione, finalizzata soprattutto a salvare la città di Alessandria, Fassino, ministro non era, ma ricopriva la carica di Presidente dell’Anci. Una chimera l’affermazione del Primo Cittadino di una chiusura del dissesto entro il 2014.

     

    CASERTA - Vorremmo stare anche noi un po’ in vacanza, ma non c’è niente da fare. Per farlo occorrerebbe staccare i modem e non ricevere nulla dalla rete per almeno due settimane. Ma siccome i modem costano, evitiamo e ci imbattiamo, purtroppo, nelle solite fregnacce della politica locale che, nuotando in un mare di ignoranza, di superficialità, di scarsissime cognizioni da parte dell’ampia maggioranza dei cittadini di questa terra, si può permettere il lusso di affermare e scrivere di tutto.

    Prendete questa storia dei soldi che arriveranno a tre comuni dissestati, precisamente ai tre comuni dissestati più popolosi di Italia, e cioè Alessandria, Caserta e Terracina.

    Non si capisce come fa il Partito Democratico, ma addirittura il Sel, che di questo governo è all’opposizione, a rivendicare la paternità di questo successo. Però purtroppo qui siccome a puntare sono pochi ed invece c’è folla nella percorrenza dei sentieri della superficialità, nessuno ci ha fatto caso.

    Eppure, si tratta di una questione cruciale per la città capoluogo. Se il decreto “del fare”, che contiene questo provvedimento a favore dei comuni dissestati, dopo essere passato a fatica alla Camera, osteggiato duramente dall’ostruzionismo dei grillini, riuscisse a superare l’ostacolo del Senato, come probabilmente avverrà già nella settimana che va ad iniziare domani, Caserta in due anni riceverà un trasferimento statale di circa 40 milioni di euro, suddivisi in due soluzioni, una relativa al 2013, l’altra relativa al 2014.

    Si tratta di finanziamenti a fondo perduto che, vista la straordinarietà della crisi economica nazionale, fanno ritornare in pratica le procedure dei dissesti a 20 anni fa, quando i governi intervenivano proprio in questo modo, ovviamente caricando tonnellate di miliriardi sulla soma della spesa pubblica con le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

    Insomma, non più un mutuo agevolato, con un” bel” saltello di interessi passivi, da fare arrivare dalla Cassa Depositi e Prestiti, ma un vero e proprio regalo del Governo e del Parlamento.

    Già, perchè con 40 milioni di euro, Caserta può guardare con una certa tranquillità alla fase di uscita dal dissesto. Chi ragiona un po’ e non spara fanfaronate nei comunicati, ha stimato in circa 60 milioni di euro la cifra che il Comune avrebbe dovuto mettere a disposizione della chiusura di tutte le transazioni con i creditori dell’Ente.

    E 60 milioni di euro, con questi chiari di luna, con un mercato immobiliare praticamente fermo, col piffero il Comune di Caserta li avrebbe raggranellati in funzine della vendita dei suoi gioelli, o presunti gioielli, immobiliari. Gli osservatori più ottimisti parlavano di 20, massimo 30 milioni.

    Ora, questi sono soldi che diventano sufficienti a chiudere la pratica del dissesto, anzi, sono diventati soldi sufficienti alla luce dei 40 milioni che arriveranno dal Governo.

    Questo è cià che succederà. Ve l’abbiamo spiegato col cucchiaino e gradieremmo non leggere altre fregnacce tecniche a riguardo.

    Per quanto riguarda i meriti politici, tutta questa storia dei soldi salva-dissesti è iniziata già al tempo del Governo Monti, quando il Pd Piemontese che ha in Fassino una autorità di grande prestigio istituzionale, è corso in aiuto del Comune di Alessandria. Al tempo, non a caso,  fu posto come requisito per il riconoscimento del finanziament, il dato che il dissesto non avrebbe dovuto essere più anziano di 6 mesi. In parole povere, un vestito cucito su misura per il Comune dell’alto Piemonte.

    La cosa si bloccò ed è stata nelle ultime settimane riproposta sempre grazie alla spinta del Pd Piemontese. Non a caso, nel decreto del Fare, quell’indicazione temporale dei 6 mesi è passata ad un anno, dato che, essendo trascorso un po’ di tempo, Alessandria sarebbe uscita da quel termine.

    A quel punto, siccome tra le tante iatture questa città ha avuto anche la fortuna di avere un assessore alle finanze molto serio, il presidio quotidiano che Nello Spirito ha avuto nel cammino del provvedimento, prima nella forma di decreto e oggi nella forma di decreto in via di conversione in legge, ha suonato la sirena d’allarme. Il Sindaco del Gaudio si è dato una svegliata ed è riuscito, di questo gli si  deve dare atto, a mobilitare Francesco Nitto Palma ed Alfano, i quali sono riusciti a far allungare il termine temporale da 1 a 2 anni. Caserta, che il dissesto lo dichiarò nell’ottobre del 2011, vi è rientrata insieme ad un altro Comune del centro destra: il laziale Terracina.

    Questa storia a lieto fine, in cui anche il Sindaco si è mosso piuttosto bene, anche grazie al pressante tutoraggio di Spirito, ci offre, però, un piccolo spunto di divertimento , dato che il nostro Primo Cittadino quando ne fa una buona, e stavolta l’ha fatta, poi, per non perdere la sua identità di uomo delle istituzioni rigorose e competenti, ha fatto scrivere uno dei suoi proverbiali comunicati stampa, in cui ha annunciato che Caserta sarebbe uscita dal dissesto entro il 2014.

    Caro Sindaco, senza i milioni del governo, arrivati improvvisamente come una manna dal cielo, probabilmente Caserta ci avrebbe impiegato gli stessi anni, 13, che occorsero a Napoli per venire fuori dal suo dissesto. Lo sa quante sono le transazioni da chiudere? E lo sa quanti giorni alla settimana lavorano a Caserta quelli della Commissione Liquidatrice? E lo sa che chiudere una transazione non consiste nel mettere un timbro su una cartolina?

    Facendo quattro calcoli ed inserendo in questi i giorni di attività dei commissari liquidatori ed il numero di transazioni da chiudere, se questo dissesto viene archiviato entro il 2016, o meglio ancora, entro il termine della Primavera del 2016,periodo in cui il primo mandato di del Gaudio si esaurirà, questo costituirà un grande successo, reso possibile solo dai soldi che arriveranno da Roma, ripeto, inaspettatamente.

    Per il 2014, al massimo, si comincerà la fase di liquidazione di un numero abbastanza elevato di transazioni.

    Spero di non aver buttato via mezz’ora di una domenica rovente di luglio, in cui ci sarebbe altro e di meglio da fare. Ma non ci confido troppo vista la repellenza che hanno la maggior parte dei cittadini di Caserta a leggere cose serie e articoli di questo tipo.

    Vabbè, semmai nel pomeriggio, ovviamo mettendo quattro mignotte sul sito.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 28 luglio 2013 ALLE ORE 12:12