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    IL RETROSCENA ESCLUSIVO – Sportello anti-violenza, a guidarlo c’era la nipote del sindaco Sagliocco. A un certo punto si è stufata……


      Completiamo la trilogia, dedicata a questa vicenda con un nostro contributo giornalistico, che va al di là delle posizioni a cui già abbiamo dato ospitalità, del primo cittadino da una parte e della presidentessa dell’associazione “Noi Voci di Donne” dall’altra parte AVERSA - Non deve mai succedere che Casertace su una notizia, per giunta […]

    Nelle foto, da sinistra Francesca Petrella e lo zio Giuseppe Sagliocco, sindaco di Aversa

     

    Completiamo la trilogia, dedicata a questa vicenda con un nostro contributo giornalistico, che va al di là delle posizioni a cui già abbiamo dato ospitalità, del primo cittadino da una parte e della presidentessa dell’associazione “Noi Voci di Donne” dall’altra parte

    AVERSA - Non deve mai succedere che Casertace su una notizia, per giunta importante come questa, non sveli ai suoi lettori tutto ciò che conosce rispetto alla vicenda in questione.

    Qualche giorno fa ci siamo occupati della non ancora molto chiara vicenda della revoca, da parte dell’amministrazione comunale di Aversa, del protocollo con l’associazione “Noi Voci di Donne” per l’esercizio di uno sportello anti-violenza.

    Abbiamo ospitato tesi e motivazioni esposte dal sindaco Sagliocco, proponente della delibera di revoca, per poi dare spazio alla replica di Pina Farina, presidente dell’associazione.

    In poche parole, il sindaco Sagliocco ha affermato che lo sportello è stato chiuso in quanto abbandonato dall’associazione; la stessa associazione ha replicato che quello sportello era un grande bluff, in quanto la struttura non era dotata neppure del telefono e del riscaldamento.

    Il sindaco, per ovvi motivi, l’associazione “Noi Voci di Donne” che sta continuando a lavorare ad Aversa, facendosi rappresentare dalla delegata Unicef, per evitare di rendere troppo accesa la polemica, non hanno inserito nelle loro rispettive prese di posizione quello che era l’elemento sostanziale di questa storia. Un elemento che va inserito perchè, in caso contrario, tutta l’impalcatura cognitiva risulterebbe fragile e inefficacemente parziale.

    In effetti, chi ha compulsato l’associazione “Noi Voci di Donne” ad aprire uno sportello anti-violenza ad Aversa è stata la nipote del sindaco Sagliocco, Francesca Petrella, la quale per un certo periodo è anche stata presente nei locali dello sportello, assumendone la conduzione.

    Dopo un pò, la Petrella ha mollato il suo incarico. Sui motivi, ne abbiamo sentite molte, ma non ci arrischiamo nel privilegiare una motivazione piuttosto che l’altra. Fatto sta, che da quel momento lo sportello è rimasto completamente senza presidio e anche le posizioni del sindaco nei confronti dell’associazione “Noi Voci di Donne” sono diventate, com’è testimoniato dai contenuti duri della delibera di revoca, molto più dure e volte alla liquidazione del protocollo e di ogni rapporto tra le due istituzioni.

     

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 20 gennaio 2014 ALLE ORE 16:05