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    IL NUOVO IMPIANTO DEI RIFIUTI A LO UTTARO / Cobianchi: “La firma del sindaco è un atto scellerato”


    COMUNICATO STAMPA – Durissimo attacco del consigliere di opposizione che ritorna su quello che appare, anzi, è sempre apparso, anzi è sempre stato il nocciolo della questione: l’assenza decisiva del Comune di Caserta dalla Conferenza dei Servizi ha consentito alla New Ecology di avere il lasciapassare per infliggere il colpo di grazia ad una zona […]

    Nelle foto, da sinistra, Luigi Cobianchi e Pio Del Gaudio

    COMUNICATO STAMPA – Durissimo attacco del consigliere di opposizione che ritorna su quello che appare, anzi, è sempre apparso, anzi è sempre stato il nocciolo della questione: l’assenza decisiva del Comune di Caserta dalla Conferenza dei Servizi ha consentito alla New Ecology di avere il lasciapassare per infliggere il colpo di grazia ad una zona già martirizzata

    COMUNICATO STAMPA – CASERTA - La firma da parte del sindaco Del Gaudio del “Decreto di Classificazione di Industria Insalubre” in favore della “New Ecology s.r.l.” rappresenta un atto scellerato, il coronamento di un lucido disegno che viene da lontano, da quell’infausto giorno di luglio del 2011 nel quale un primo cittadino, pur appena eletto, ritenne non solo – e non tanto – di non prendere parte alla Conferenza dei Servizi in cui sarebbe stata scritta una delle pagine più devastanti per la storia del Capoluogo e dei Comuni limitrofi, ma di non delegare né il suo Vice, né uno degli altri otto assessori, e neppure uno dei trentadue consiglieri della città.

    Ahinoi, anche le cambiali elettorali vanno a scadenza ed esigono di essere onorate….! E’ il prezzo che deve pagare chi antepone a tutto la propria ambizione personale, anche quando non vi sono le condizioni oggettive per darle soddisfo.

    Quando, allora, richiamai pubblicamente il sindaco alle sue responsabilità, ancora una volta venni minacciato di querele (non si sa per cosa), fui accusato di essere un visionario. Ebbene, anche in questa occasione – purtroppo per la città – fatti che pesano come macigni mi danno tristemente ragione, dicono chi abbia detto la verità e chi no (vedi housing sociale, che continua la sua irrefrenabile marcia, passando dalla fase della negazione, a quella degli annunci trionfalistici).

    D’altra parte solo dopo un pressing senza tregua riuscii ad ottenere che l’amministrazione si aggregasse – sia pur per ultima – al giudizio promosso da quelle dei Comuni viciniori presso il Tribunale Amministrativo.

    E solo l’alta professionalità del Patrocinante scelto dall’Ente riuscì ad impedire che la richiesta di ammissione al Giudizio venisse respinta da parte del Collegio Giudicante, che ben avrebbe potuto dire semplicemente: se l’amministrazione di Caserta davvero avesse voluto impedire che si proseguisse su quella strada, perché non prese parte alla Conferenza dei Servizi?! Gli altri Comuni promuoventi il ricorso, invero, chiedevano l’annullamento degli esiti della Conferenza avendovi debitamente partecipato ed essendo stati messi in minoranza.

    Quella di ieri, martedì, è una firma che gronda sangue, che ha l’afrore della morte, né più né meno di quelle apposte, a suo tempo, da precedenti amministrazioni comunali e provinciali di Caserta, con le quali si autorizzò la creazione, nel tenimento di “Lo Uttaro”, di un ulteriore mega alveo – irriguardoso di ogni prescrizione di legge e che interrompeva una falda acquifera – ove sversare, oltretutto, non i rifiuti di Caserta, ma quelli provenienti addirittura da altre province, in particolare da Napoli, ottimamente tutelata, ancora una volta, dai suoi rappresentanti.

    E’ una firma che ha il potere di compromettere definitivamente il futuro di intere generazioni: dati epidemiologici che nessuno, vivaddio, riesce più a nascondere tracciano il quadro di una intera cittadinanza casertana costretta, attorno al 2060, ad un esodo di biblica memoria per l’impossibilità di continuare a vivere in un territorio ove tutte le matrici ambientali sono irreparabilmente compromesse.

    Più, e più volte ho invocato in Consiglio Comunale l’istituzione di un “Registro Comunale dei Tumori”, atteso che gli Organi competenti non provvedono ad istituirlo. I fatti di oggi dicono che anche l’aver reiteratamente respinto – e con infastidita veemenza – questa mia richiesta ha un perché.

    Il Sindaco, la sua Amministrazione ed i Dirigenti direttamente coinvolti provano, a cose fatte, a giustificarsi, trincerandosi dietro il pretesto che la mancata sottoscrizione dell’atto in parola avrebbe costretto l’Ente a pagare i risarcimenti che, eventualmente richiesti dalla ditta dianzi citata, le venissero riconosciuti nelle sedi competenti.

    Perché non ci hanno pensato prima, quando nessuno si presentò a quella Conferenza dei Servizi che avrebbe potuto, con il peso politico del Capoluogo, avere esito ben diverso?

    Ma, soprattutto, si preoccupano oggi di gravare i Casertani di ulteriori costi, quando non hanno esitato irresponsabilmente a scaricare su ciascuno di noi, attraverso un’immotivata dichiarazione di dissesto, il prezzo di trent’anni di una politica scellerata della quale, peraltro, sono stati attori in ruoli non certo da comprimari?!

    Bene, sappia il Sindaco che c’è un’intera Città che, pur di salvaguardare il futuro dei propri figli ben sarebbe stata disposta a pagare a chicchessia ogni cifra, per impedire lo scempio di vedere l’inizio di una nuova stagione di sversamento di rifiuti, definiti, oltretutto – una volta tanto con onestà – “tossici e pericolosi”.

    Sappia l’Amministrazione – e non solo – che la misura è colma, che i Cittadini Casertani sono pronti alle barricate.

    Sempre con la firma apposta ieri, finisce un’altra farsa, quella del Policlinico: non so a cosa realmente si abbia intenzione di destinare l’oscena colata di cemento realizzata in quell’area maledetta.

    Anche stavolta spero di sbagliarmi, di essere davvero quel malpensante per il quale mi si vorrebbe far passare; ma un dato è incontrovertibile: se già un nosocomio non poteva sorgere, e lege, in un’area resa a dir poco insalubre dalle discariche di “Lo Uttaro” e “dintorni”, oltre che dalle cave e dai cementifici, a maggior ragione ora, con l’apertura di questo nuovo sito, il sogno di vedere a Caserta il nascere di un Polo Sanitario d’eccellenza naufraga miseramente.

    E Salerno gongola!

    Il Rettore della Seconda Università di Napoli, medico, non può ignorare queste cose, avendo, oltretutto, a disposizione, gratuitamente, ottimi Tecnici, Suoi Colleghi, sia nel campo dell’Ingegneria, che del Diritto, che nelle branche più disparate delle Scienze Mediche e Biologiche.

    E’ semplicemente allucinante che la Regione Campania, mentre con danaro pubblico che costa sudore e sangue a noi Contribuenti, si appresta finalmente a tentare di bonificare i disastri pregressi (qualcuno dovrebbe spiegarmi come, alla luce dell’attuale patrimonio di conoscenze scientifiche e tecnologiche) non si sia opposta – e si opponga – recisamente, con ogni mezzo, alla realizzazione di nuove discariche ed impianti di trattamento dei rifiuti, a pochi metri di distanza dall’area oggetto di risanamento (sempre che le bonifiche abbiano realmente inizio, prima che tutto il denaro per esse stanziato venga prosciugato da inutili attività di caratterizzazione, che sembrano giovare solo a chi le esegue).

    Eppure ci voleva davvero poco per bloccare certi progetti: bastava che l’assegnataria, da parte del locale Consorzio ASI del suolo oggetto di intervento, interrompesse od impugnasse, su impulso della Politica (quella vera, quella sana, quella senza compromessi che ha veramente a cuore le sorti della Città) il rapporto di locazione con “New Ecology s.r.l.”, contestandole la totale incompatibilità delle attività che intendeva svolgere rispetto alla destinazione prevista per quei terreni, ovvero “la costruzione di un capannone industriale, con annessa palazzina e piazzale antistante, per produrre ed assemblare prodotti metalmeccanici”.

    Su questo aspetto nessun interferenza poteva provenire da parte della richiamata Conferenza dei Servizi.

    E, poi, rispetto a siffatti cambiamenti di destinazione d’uso, oltre all’espressione dell’Amministrazione dell’ASI – che doveva essere coinvolta nel giudizio amministrativo in essere – non sarebbe occorsa una pronuncia del Consiglio Comunale, atteso che, allorquando costituisce nel PRG/PUC un’Area di Sviluppo Industriale, contemporaneamente deve definirne gli scopi, né più, né meno di quello che si fa con un’area “F6”?

    Rivolgo un accorato appello al neoeletto Ministro dell’Ambiente, per il tramite del Prefetto Pagano, Rappresentante del Governo sul territorio; all’Assessore Regionale al ramo ma, soprattutto, alla Magistratura Sammaritana, affinché, qualora la Politica continui a prendere strade diverse da quelle che perseguono l’interesse generale, scrivano un’altra pagina alta di Giustizia, sul modello di quella prodotta dai Loro Colleghi di Taranto, che, anche a Caserta, ripristini il primato del Diritto alla Salute su ogni altro, anche costituzionalmente tutelato.

    Sempre per il tramite del Prefetto Pagano, chiedo al Signor Ministro dell’Interno l’invio, con l’urgenza dettata dal caso, di una Commissione d’Accesso che faccia chiarezza sulle gravissime ed oramai innegabili commistioni che esistono nel Casertano tra la politica, da una parte, ed il mondo legato al ciclo dei rifiuti, con tutto quanto vi gravita, dall’altra.

    Non so se sia ammissibile parlare di “Modello Caserta”, riferendosi all’utilizzo dell’Esercito per strada, in tempo di pace, ciò che, in ogni altra parte del mondo, viene interpretato come il primo e più grande segnale di fallimento dello Stato. Saranno gli Storici e gli Storiografi ad esprimersi, a suo tempo.

    Quello che è certo è che, soprattutto con riferimento al ciclo dei rifiuti, esiste un vero e proprio “Problema Caserta” che non può più essere negato, anche alla luce delle mie recenti denunzie alla Procura della Repubblica su episodi relativi al rimescolamento dei rifiuti differenziati, all’atto della raccolta, e della reazione dell’Amministrazione, che ha ignorato le parole di un Consigliere della Città, consentendo, per contro, alla Ditta appaltatrice del servizio di usare l’account e-mail dell’Ufficio “Staff del Sindaco” per diffondere propri comunicati diffamatori, nel vano tentativo di opporre improbabili giustificazioni, peraltro subito infrantesi contro l’evidenza di filmati diffusi anche dalla rete.

     Luigi Cobianchi

    PUBBLICATO IL: 1 maggio 2013 ALLE ORE 20:24