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    I VIDEO – IL REPORTAGE ESCLUSIVO – Dai buchi di Castel Volturno visti dallo spazio alla darsena fantasma. Il primo rapporto di CASERTACE ad un anno dal voto


    Viaggio lungo la vie delle cave laghetti e lungo il perimetro del cantiere porto. Il volto di cemento della località rivierasca e la sua colonna vertebrale fatta di acqua e rifiuti   di Massimiliano Ive CASTEL VOLTURNO – Ad un anno dal voto… Abbiamo deciso come testata giornalistica di effettuare un rapporto video-giornalistico su due questioni […]


    Viaggio lungo la vie delle cave laghetti e lungo il perimetro del cantiere porto. Il volto di cemento della località rivierasca e la sua colonna vertebrale fatta di acqua e rifiuti

     

    di Massimiliano Ive

    CASTEL VOLTURNO – Ad un anno dal voto…

    Abbiamo deciso come testata giornalistica di effettuare un rapporto video-giornalistico su due questioni che dopo decenni continuano a condizionare e caratterizzare la storia di Castel Volturno. Le cave laghetti e il porto di Pinetamare, al momento, sono le due vicende che hanno conquistato negli ultimi giorni il nostro cosiddetto “primo piano”: le prime,subito dopo le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa del collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone sul traffico e lo sversamento dei rifiuti tossici; mentre il secondo caso, quello dello scalo turistico del Villaggio Coppola, dopo che è cominciato il conto alla rovescia per l’apertura del cantiere.

    Due situazioni che sembrano così diverse, così distanti ma che rappresentano le “due facce della stessa medaglia…”: l’azione dell’uomo  sul paesaggio.

    Dai buchi di Castel Volturno visti dallo spazio, alla creazione di una nuova città costruita a ridosso della battigia…

    Potrete rendervi conto facilmente che Castel Volturno ha un viso ormai cementificato e una colonna vertebrale fatta d’acqua e buchi.

    L’elemento centrale che ha determinato, poi, la nascita, l’arricchimento, il depauperamento, la morte e la risurrezione della cittadina rivierasca è stata la sabbia. Lì dove, oggi non c’è più la sabbia, c’è l’acqua o ci sono rifiuti occultati, sommersi e disseminati.

    Come raccontano i nostri video, lì dove l’uomo non è riuscito a ricolmare il vuoto lasciato, nonostante lo sversamento di carcasse d’auto, cemento, monnezza ecc, ecc, ci ha pensato la natura a coprire spaventosamente il tutto con canneti, pioppi, arbusti e anche con l’acqua sgorgata dalla falda perforata dai cavaoioli.

    Per quanto concerne invece, la questione Pinetamare, sul futuro del cantiere porto pendono due interrogativi che vanno ben al di là della conoscenza o meno del giorno preciso in cui partiranno i lavori: quale sarà il destino del famigerato e degradato parco Saraceno che sorge a pochi passi dalla darsena S. Bartolomeo e quale reale e fattibile indotto economico verrà garantito dallo scalo turistico al territorio di Castel Volturno?

    Ad un anno dal voto… ci sono parecchie questioni ancora da chiarire, a partire dal progetto politico del recupero dei laghetti di Castel Volturno, per non parlare poi dell’indotto economico che si intende creare attorno allo scalo portuale. Che fine faranno gli altri interventi da realizzare sul territorio e previsti nell’Accordo di Programma con i Coppola?

    Nella città delle cave e dell’abusivismo edilizio i Coppola saranno costretti a rivedere il vecchio protocollo d’intesa o a formulare un nuovo Accordo di Programma?

    Ebbene, partiamo da qui con questi due flash che descrivono il nostro primo rapporto giornalistico su Castel Volturno.

     

    PUBBLICATO IL: 15 settembre 2013 ALLE ORE 0:40