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    I MALI DELL’OSPEDALE DI CASERTA – I 10 punti su cui Rosa Nuzzo chiede un confronto.”Ascoltate Nursing up. Prossimo passo lo stato di agitazione”


    Inserita tra una nostra premessa e una nostra chiosa, la lunga intervista alla segretaria provinciale del sindacato più rappresentativo per quantità e per qualità del nosocomio cittadino. “Il direttore generale Bottino ci ha invitati ad un incontro, ma il direttore sanitario Paternosto non si è presentato” CASERTA - Oggi non vogliamo parlare, autolimitandoci con una moratoria temporanea, di assunzioni clientelari, ma […]

    Nella foto Bottino, Nuzzo e Paternosto

    Inserita tra una nostra premessa e una nostra chiosa, la lunga intervista alla segretaria provinciale del sindacato più rappresentativo per quantità e per qualità del nosocomio cittadino. “Il direttore generale Bottino ci ha invitati ad un incontro, ma il direttore sanitario Paternosto non si è presentato”

    CASERTA - Oggi non vogliamo parlare, autolimitandoci con una moratoria temporanea, di assunzioni clientelari, ma vogliamo affrontare temi legati all’erogazione dei servizi sanitari, agli utenti e ai malati all’interno dell’azienda ospedaliera di Caserta. Lo facciamo, come ci capita sovente, con Rosa Nuzzo, segretario provinciale del sindacato Nursing up.

    Prima di iniziare una premessa che ovviamente gli “scienziati” della direzione strategica dell’ospedale di Caserta si faranno scivolare addosso.

    Casertace, da quando è nata, non si è fatta mai scegliere, ma ha sempre scelto i suoi interlocutori, valorizzandoli giornalisticamente solo dopo aver apprezzato in loro determinate qualità. Ci sono persone che in pubblico schiumano bile nei nostri confronti e poi ci mandano continue ambascerie di pace. Sono persone con cui non vogliamo avere a che fare, anche se costituirebbero delle ottime fonti per notizie ed informazioni. Non vogliamo averci a che fare perché non li abbiamo scelti, ed essendo biologicamente impossibile che siano loro a poterci scegliere, le distanze restano e rimarranno abissali.

    La Nuzzo, ma non come persona fisica della quale non ci importa un fico secco, ma come rappresentante di quello che riteniamo l’unico vero sindacato che fa il suo lavoro di sindacato, senza inciucio e senza inguacchi, l’abbiamo scelta noi, proprio per questi motivi che hanno a che fare con una valutazione politico editoriale di cui siamo esclusivi titolari e che nessuno potrà mai pensare di poter in qualche modo condizionare.

    Casertace, usando un’espressione che c’è cara, mette il disco, e sono gli altri a ballare, non il contrario.

    Esaurita la premessa veniamo al punto, anche perché, avendo la casella di posta elettronica zeppa di segnalazioni di protesta, da parte di tutti coloro che vengono fregati nelle presunte selezioni, fatte dalla società di lavoro interinale, abbiamo bisogno di qualche giorno per leggerle e per valutarle.

    Il punto sono le parole, ma soprattutto i contenuti espressi da Rosa Nuzzo e, a nome, badate bene, a nome del Nursing up , sull’attuale situazione dell’ospedale di Caserta relativamente al funzionamento dei reparti, alla qualità dei sevizi, ai rapporti tra management e lavoratori, al tema forte, decisivo della trasparenza.

    Quando il direttore generale, dottor Bottino, – spiega la sindacalista – mi ha chiamata alcuni giorni fa per un incontro, mi sono detta finalmente cominciava un discorso serio, solare, in cui dei dirigenti si siedono intorno ad un tavolo, alla luce del sole, con un importante sindacato. Purtroppo a quell’incontro – rivela la Nuzzo – il direttore sanitario non si è presentato, dunque, il Nursing up ha deciso di non andare avanti dato che la maggior parte dei temi della nostra piattaforma riguardano proprio il settore sanitario dell’ospedale che è quello naturalmente più importante.”

    La Nuzzo spera che nei prossimi giorni il direttore generale possa organizzare un altro incontro a cui sia presente, questa volta, Diego Paternosto. “Noi non chiediamo altro che illustrare le nostre istanze che sono serie, trasparenti e chiare e che abbiamo riassunto in 10 punti”

    La dirigente sindacale riassume i contenuti di quella che con un antico e, tutto sommato sano termine, vista la qualità, il contenuto, la forma dei rapporti tra dirigenza ospedaliera e sigle, definisce piattaforma: “Non si può non affrontare – spiega ancora Rosa Nuzzo – una questione da anni bloccata. In quest’ospedale non si può più eludere il confronto relativo alle fasce retributive superiori. Secondo punto. E’ urgente che si affronti il tema dell’organizzazione del lavoro riguardante soprattutto ad alcune unità operative complesse dove insistano le urgenze meno eludibili: mi riferisco al 118 e alla terapia intensiva neonatale. Ci sono 27 persone che lavorano nella terapia intensiva neonatale. E ancora oggi, a distanza di mesi e mesi della denuncia di Nursing up, non esistono certezze ma solo un sistema eccentrico e disorganizzato basato su una rotazione pericolosa del personale che si deve occupare del ritiro delle sacche parenterali. Si tratta di una mansione delicata che va affidata ad una figura professionale ben precisa come hanno dimostrato i problemi verificatisi nei mesi scorsi”

    L’elenco della segretaria provinciale è lungo. “Un’altra questione incancrenitasi è quella relativa al passaggio di molte unità del personale che ne hanno pieno diritto, dalla categoria BS alla categoria C.  Un’equa promozione che fino ad oggi è stata negata, dato che è prevista esplicitamente dal contratto nazionale di lavoro per gli autisti di ambulanza e per le diverse unità di personale operanti nel settore tecnico. Altro nodo da sciogliere -  secondo Rosa Nuzzo  – è quello relativo ai controlli nei vari reparti realizzati da personale delegato, non si sa fino a che punto qualificato che, scavalca anche i primari e i capisala. I controlli sono sono sacrosanti, ma quando la loro frequenza  in certi periodi diventa spasmodica, mentre in altri periodi si allenta o scompare, allora il sospetto viene che queste verifiche avvengono con finalità diverse rispetto a quella della garanzia sulla qualità dei servizi.

    “Questa, – precisa la Nuzzo – è una di quelle vicende che rendono urgente una riflessione seria della direzione strategica sul tema della trasparenza, della serenità, di tutte le dinamiche organizzative del settore sanitario. Anche perché – continua Rosa Nuzzo – tutte quante queste cose si verificano mentre nei reparti continuano a consumarsi fatti gravissimi, continuano ad accatastarsi le barelle che sostituiscono i letti, letti che non ci sono e sui cui molti malati sono poco dignitosamente costretti a stazionare.”

    Il finale la Nuzzo lo dedica proprio alle vicende della assunzione degli interinali osservate da Casertace. “In questo settore si è creata una situazione fuori controllo. Dei 126 assunti si sa poco e soprattutto non si sa se servono veramente. Non si sa se la loro collocazione nei vari settori risponda a necessità e a carenze effettive. Insomma – conclude la Nuzzo -non si può andare avanti così e stavolta spero veramente che l’incontro con la direzione strategica avvenga su questi temi. In caso contrario, annuncio già da ora la proclamazione dello stato di agitazione da parte del sindacato Nursing Up.”

    LA CHIOSA DI CASERTACE

    Caro direttore generale Bottino questi sono contenuti. Se lei si vuole confrontare con Casertace su tali questione, queste si importanti rispetto alle bagattelle protoclientelari che occupano i vostri pensieri dal risveglio fino a quando non vi coricate la sera , le daremo tutto lo spazio che la sua autorevole funzione merita. In caso contrario lei e gli altri della direzione strategica, girate molto alla larga.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 19 settembre 2013 ALLE ORE 12:49