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    ESCLUSIVA S. MARIA C.V/ Abbiamo le prove. Nel progetto approvato dalla sovrintendenza la canna fumaria non c’era


        Quella Architettonica ha partecipato al tavolo da cui è venuta fuori l’autorizzazione  Oggi esiste un documento cartaceo in cui si vede il ristorante senza quell’orribile orpello. Ed è quel documento che è stato approvato, non un altro. Il comune sapeva, la sovrintendenza ai beni archeologici sapeva, e ora fanno gli indiani, fingendo stupore dopo […]

     

     

    Quella Architettonica ha partecipato al tavolo da cui è venuta fuori l’autorizzazione  Oggi esiste un documento cartaceo in cui si vede il ristorante senza quell’orribile orpello. Ed è quel documento che è stato approvato, non un altro. Il comune sapeva, la sovrintendenza ai beni archeologici sapeva, e ora fanno gli indiani, fingendo stupore dopo che la notizia è uscita sui giornali.

    SANTA MARIA C.V – Il fatto che ieri ci siamo astenuti dall’occuparci della vicenda della canna fumaria, sollevata per prima dalla Gazzetta di Caserta, non significava aver abdicato. Abdicato rispetto all’argomento. Ci stavamo solo documentando meglio per darvi una notizia nuova e anche piuttosto seria.

    Il progetto del ristorante prospiciente all’anfiteatro è venuto fuori da un tavolo istituzionali a cui erano seduti rappresentanti del comune di Santa Maria Capua Vetere, rappresentanti della sovrintendenza ai beni archeologici e anche quelli della sovrintendenza ai beni architettonici.

    Fino a ieri si era sempre parlato con incertezza sugli attori istituzionali che avevano partecipato alla procedura che ha portato all’autorizzazione per la costruzione di questo ristorante. Oggi possiamo dire con certezze che la sovrintendenza ai beni architettonici c’era e il suo parere era dirimente e vincolante al pari di quello degli altri due attori istituzionali presenti a quel tavolo. E possiamo anche dire che la sovrintendenza ai beni architettonici ha detto si a un progetto di cui c’è copia cartacea presso gli uffici della stessa sovrintendenza in cui non c’è traccia della canna fumaria sul tetto del ristorante. Insomma quella canna fumaria è illegale in quanto il progetto approvato non la prevedeva.

    Questa la verità. Tutto il chiacchierume che viaggia in questi giorni tra rete e piombo dei giornali sono tutte sciocchezze. Il comune di Santa Maria C.V. sapeva e ha potuto ben verificare la difformità. E’ intervenuto solo quando la notizia è finita sui giornali. Ora sarà bene che quella canna fumaria sparisca al più presto, altrimenti sarà giusto sollecitare un’immediata interpellanza parlamentare al ministro competente.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 11 aprile 2013 ALLE ORE 18:07