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    ESCLUSIVA / Piano ospedaliero, terremoto in vista: ecco le prime teste dei medici che cadranno. Il gioco delle coppie Massa, Iarrobino


      Fine mese scadenza improrogabile. Applicando alla lettera le linee guida della Regione potrebbero restare 1,3 unità semplici per ogni unità complessa. Ma oggi ci sono 50 UOC, 120 UOS e quasi 100 UOSD   CASERTA - Chissà se la signora Lea correrà in soccorso alla direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera S. Anna e San Sebastiano […]

    Nelle foto, da sinistra, Rosaria Calabrese, Diego Paternosto e Gianfausto Iarrobino

     

    Fine mese scadenza improrogabile. Applicando alla lettera le linee guida della Regione potrebbero restare 1,3 unità semplici per ogni unità complessa. Ma oggi ci sono 50 UOC, 120 UOS e quasi 100 UOSD

     

    CASERTA - Chissà se la signora Lea correrà in soccorso alla direzione strategica dell’Azienda Ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta per togliere molte castagne dal fuoco, perchè la presentazione, ormai prossima ed ineludibile dopo vari rinvii, del nuovo piano ospedaliero, non trasformi le corsie in un vero e proprio Vietnam con pletore di scontenti, di retrocessi pronti a recriminare e a piazzare mine guerrigliere sotto le fondamenta, già piuttosto friabili, di un servizio sanitario reduce da un pesante danno di immagine, all’indomani della chiusura per verifiche e ristrutturazioni del reparto di terapia intensiva cardiochirurgica a serio rischio infezioni.

    La signora Lea non è fatta di carne. O meglio, nella sua struttura ci sarebbero le necessità, che i pazienti, i malati ricoverati in ospedale hanno di essere assistiti da questa signora premurosa: Lea, anche conosciuta per Livelli essenziali di assistenza. Sarà questa la carta giocata dal direttore generale Franco Bottino e dal direttore sanitario Diego Paternosto.

    Ma, a meno che i loro amicissimi che abitano nelle stanze che contano della Regione Campania non si sbrachino consentendo all’ospedale di Caserta, un modello di gestione speculare ad un nosocomio zonale siciliano degli anni 60 (4 malati, 40 medici), Bottino e Paternosto dovranno impugnare la cesoia. Tagliare. Perchè è difficile rendere credibile una struttura che ha 10 chirurgie, 6 cardiologie e un esercito di medici specializzati in queste discipline, circa un centinaio tra cardiologi e chirurghi.

    Questo mentre ci sono settori letteralmente abbandonati a se stessi come la neurologia. Sarà un po’ difficile riscrivere in un atto aziendale la formula della scomposizione dell’atomo che ha portato a una proliferazione impressionante di Unità Complesse,  Unità Semplici e Unità Semplici Dipartimentali.

    Ci sono casi veramente esilaranti. Con tutto il rispetto della memoria dell’ex sindaco Falco, che è stato un ottimo medico, dentro alla Neonatologia furono create 3 unità, perchè al tempo il principale obiettivo del presunto management non era quello dell’efficienza dei servizi, ma della moltiplicazione dei posti di primario. Ora, dopo la morte di Falco, quella di Terapia Inetnsiva Neonatale e Trasporto Di Emergenza Neonatale potrebbe accorparsi con la Neonatologia di Attilio Romano, anche se qualche rumors parla di una certa ambizione che nutrirebbe il neonatolo Bernardo, che è stato per anni un assistente di Falco.

    Insomma 50 Unità operative Complesse tra sanitarie e amministrative, con 50 super stipendi. Circa 120 Unità operative Semplici. Quasi 100 Unità operative Semplici dipartimentali. Con questi numeri a Caserta dovrebbero morire tutti a 130 anni. E invece no. In ospedale si muore: in 19 se ne sono andati dal 1 gennaio al giorno di San Giuseppe tra la Terapia Intensiva Cardiochirurgica e la Rianimazione Generale.

    Occorre razionalizzare, puntare sulla qualità, tagliare i servizi sovrapponibili, potenziare quelli che hanno un’identità scientifica e sanitaria fondamentale e che oggi sono penalizzate.

    Bottino è un uomo equilibrato e probabilmente saprà arginare il più focoso Paternosto, il quale molto spesso purtroppo fa prevalere la ragion politica sulla ragion sanitaria.

    Di nomi se ne possono fare pochi per il momento. Uno che gira molto in questi giorni, anche in relazione alle disgrazie politiche di colui che le è più vicino è quello della responsabile della Neurologia – Stroke Unit, in pratica la cura degli ictus, l’ottima dott.ssa Quarantiello, di cui  tutti parlano bene per il suo profilo professionale e scientifico, ma che potrebbe essere sacrificata sull’altare di una politica che la vede storicamente collegata ad un consigliere comunale di Caserta, oggi Udc e cioè a Luigi Del Rosso, reduce, tra l’altro da una semiscazzottata con l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Greco.

    Il prossimo pensionamento dell’ottimo chirurgo Luigi Casale, papà dell’assessore comunale ai servizi sociali dimissionario del Comune di Caserta, Emiliano Casale, potrebbe anche condurre ad un declassamento del Trauma Center, che magari diventerebbe un’unità operativa semplice dipartimentale a cui da tempo aspira Chicco Massa, un fedelissimo di Paternosto, che però ha anche la moglie da collocare, la dott.ssa Gallo che, anche lei concentratissima sull’Anestesia e Rianimazione. posto che è stato della Cincotti, poi diventata assessore provinciale con Zinzi,

    Questo potrebbe essere un pacchetto targato Paternosto. Ma il gioco delle coppie affascia anche le necessità di intervento e di interazione di Angelo Polverino, il quale ha il presidente del Consiglio comunale di Caserta, Gianfausto Iarrobino da tutelare come capo della Uosd della Laparoscopia.

    Ma come Massa, anche Iarrobino, ha una moglie in ospedale, insomma, tiene famiglia. La dott.ssa Rosaria Calabrese, infatti, che si occupa di chirurgia di superficie accarezza l’ambizione di avere un’Unità Semplice.

    Poi ci sono alcuni casi da verificare nei settori più pletorici. Uno che qualche rischio di declassamento lo corre è Franco Mascia, ex presidente dell’ordine dei Medici di Caserta e responsabile dell’Utic. I rapporti tra Mascia e Paternosto sono tutt’altro che idilliaci, insomma il rischio c’è.

    Naturalmente queste sono solamente ipotesi e tracce previsionali. Qui se effettivamente si vorranno rispettare le linee guida scritte dalla Regione Campania, ci dovrà essere per ogni Unità Complessa, 1,3 unità semplici. E i conti non tornano, dato che il rapporto attuale non è di 1,3 ma del triplo. Insomma, dovrebbe essere una strage. Ma si sa che le vie della spesa pubblica e della clientela sanitaria sono infinite.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 5 aprile 2013 ALLE ORE 10:06