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    Ospedale, sospesi i ricoveri nella cardiochirurgia. Tre morti in una sola notte. E Paternosto blinda la notizia con i suoi amici de il MATTINO


      Ufficialmente, il provvedimento è legato, secondo la direzione generale, alla necessità di realizzare alcuni lavori di adeguamento e di ristrutturazione. Ma fanno riflettere i numeri dei decessi: 13 dall’inizio dell’anno. E molto si discute anche sulla promiscuità nella sala di terapia intensiva, spesso abitata da portatori di patologie, potenzialmente erogatori di infezioni. I congiunti […]

     

    Ufficialmente, il provvedimento è legato, secondo la direzione generale, alla necessità di realizzare alcuni lavori di adeguamento e di ristrutturazione. Ma fanno riflettere i numeri dei decessi: 13 dall’inizio dell’anno. E molto si discute anche sulla promiscuità nella sala di terapia intensiva, spesso abitata da portatori di patologie, potenzialmente erogatori di infezioni. I congiunti si sono rivolti al tribunale del malato e a Cittadinanzattiva per vederci chiaro

     

    CASERTA – La notizia era già nota da ieri, e oggi, giovedì, il direttore sanitario Diego Paternosto, uomo sagace e avveduto ha provveduto a farlo pubblicare dal suo amico Claudio Coluzzi su il Mattino, anticipando e, con grande capacità diplomatica e relazionale, governando la notizia. Insomma, il direttore sanitario ha fatto il suo. Noi cominciamo a fare il nostro, andando un pò dentro alla notizia: i ricoveri nel reparto cardiochirurgia dell’ospedale di Caserta , oggi, sono stati bloccati. Ufficialmente, fa sapere la direzione generale, per lavori di ristrutturazione.

    Una spiegazione che va accettata e va considerata come la via maestra nella linea interpretativa degli eventi in corso.

    La decisione di fermare temporaneamente i ricoveri arriva, però, dentro ad un periodo piuttosto complicato per il reparto diretto dal noto cardiochirurgo casertano Piazza. Dal 1° gennaio, infatti, si sono verificati ben 13 decessi. Beninteso, un operato al cuore non è un operato di tonsille.

    Chiaramente, la percentuale di una evoluzione negativa della sua patologia è molto più alta rispetto ad altre patologie. Ma lo stesso, i numeri sono alti anche in rapporto ad altre realtà ospedaliere.

    Qualche giorno fa, i decessi sarebbero stati, addirittura 3 nel giro di poche ore. Non si può certamente considerare come esistente la relazione tra questi avvenimenti luttuosi e la decisione di chiamare un time out, da parte del direttore generale Bottino e del direttore sanitario, Diego Paternosto.

    Però non si può nemmeno escludere a priori che questa possa essere una pausa di riflessione, anche in relazione al funzionamento della sala di terapia intensiva della cardiochirurgia, rispetto alla quale, in passato, si sono sviluppate molte polemiche interne che hanno contrapposto la direzione sanitaria ai sindacati.

    Per logica, ma anche in applicazione di un rigoroso criterio relativo alla sicurezza di un delicato servizio come quello della terapia intensiva, dovrebbe accadere che in un reparto come questo andassero solamente i reduci da operazioni di chirurgia cardiaca.

    A quanto pare, invece, questa sala di terapia intensiva è stata utilizzata anche per altri tipi di malati, con patologie potenzialmente in grado di causa e far propagare qualche infezione.

    Un sospetto che ha assalito alcuni congiunti di coloro che sono deceduti in questo periodo e che, oltre a Casertace, si sono rivolti al tribunale del malato e a Cittadinanzattiva.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 21 marzo 2013 ALLE ORE 10:32