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    ESCLUSIVA MONDRAGONE – La serata di gala al Palazzo Ducale diventa un caso: secondo Casertace non c’era l’autorizzazione della Soprintendenza. E ora smentiteci se ne siete capaci


      Potrebbe essere stata una serata a rischio per centinaia e centinaia di mondragonesi in quanto il restauro dell’intero monumento non risulta essere né completo, né completato. Al di là della facciata, dello scalone recuperato e del rinforzo delle strutture portanti, l’opera di restauro ha caratterizzato solo una parte del palazzo. Fu proprio l’ex parlamentare […]

    Nella foto, il palazzo Ducale

     

    Potrebbe essere stata una serata a rischio per centinaia e centinaia di mondragonesi in quanto il restauro dell’intero monumento non risulta essere né completo, né completato. Al di là della facciata, dello scalone recuperato e del rinforzo delle strutture portanti, l’opera di restauro ha caratterizzato solo una parte del palazzo. Fu proprio l’ex parlamentare Landolfi a palesare la necessità di investire altri fondi per completare la riqualificazione del simbolo di Mondragone nel suo insieme. Pertanto se c’è un’autorizzazione alla riapertura straordinaria, su quali basi è stata concessa.

    MONDRAGONE – E’ passato qualche mese dalla kermesse Calici Sotto Le Stelle, mediante la quale fu organizzata la riapertura provvisoria e straordinaria al pubblico del Palazzo Ducale di Mondragone. In questo periodo abbiamo apparentemente rimosso quella notizia, ma in realtà abbiamo lavorato per elaborarla, ma soprattutto per stabilire un fatto che ci era sembrato strano, anomalo, sin dal momento in cui la manifestazione fu annunciata: l’agibilità della struttura per accogliere un evento che, a sua volta, raccolse la partecipazione di centinaia e centinaia di persone.

    Fummo incuriositi dalla solerzia con cui telecamere e giornalisti furono tenuti fuori con una motivazione sorprendente: “motivi di sicurezza che impedivano la ripresa degli spazi occupati da quella grande folla e presunti vincoli architettonici“.  (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO N.1) (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO N.2)

    In un primo tempo pensammo al solito ostracismo cialtrone e censoreo nei confronti di una stampa che fa molta fatica a riscontrare le ragioni di un’amministrazione comunale completamente scollegata dai tempi e che da poco aveva sancito la sua sopravvivenza con un ribaltone e un patto consociativo di potere tra Pdl e Pd.

    Poi ci pensammo bene: perchè non avevano voluto far riprendere?

    Ci siamo informati da chi di dovere e oggi torniamo a scrivere partendo da un presupposto: badate bene, non scriviamo che la Soprintendenza ai beni storici e architettonici non ha dato l’autorizzazione. Diciamo una cosa solo apparentemente simile: quell’autorizzazione non poteva essere data.

    Ora, aspettiamo una reazione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale, che ha il dovere di dire ai tanti mondragonesi che visitarono il palazzo Ducale se hanno vissuto o meno una serata a rischio.

    Se questa dichiarazione ufficiale e formale dell’amministrazione non arriverà, vorrà dire che l’autorizzazione non c’era.

    I palazzi storici oggetto di restauro o ristrutturazione ancora da completare non possono aprire al pubblico, nemmeno in via straordinaria. Tanto è vero che fu proprio l’ex parlamentare, Mario Landolfi a sottolineare che occorrevano altri fondi per ultimare il restauro dello storico simbolo di Mondragone. Al di là della facciata, dello scalone recuperato e del rinforzo delle strutture portanti dell’edificio, lo stesso non è completamente ristrutturato.

    Red. Prov.

    PUBBLICATO IL: 19 settembre 2013 ALLE ORE 11:55