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    ESCLUSIVA Lo strano caso della guerra mossa al digestore anaerobico di Iavazzi, della GI.SE.A. targata Sorbo e di PIGNATARO PATRIMONIO


      Una battaglia irriducibile combattuta con le note di un ambientalismo da duri e puri contro l’impianto che il presidente della Juvecaserta voleva insediare a Calvi Risorta. Ma poi ti accorgi che l’uomo del sindaco Cuccaro è liquidatore dell’azienda che a suo tempo fu “inventata” da Magliocca padre e figlio ed è amministratore della società […]

     

    Nella foto Sorbo, Cuccaro e Iavazzi

    Una battaglia irriducibile combattuta con le note di un ambientalismo da duri e puri contro l’impianto che il presidente della Juvecaserta voleva insediare a Calvi Risorta. Ma poi ti accorgi che l’uomo del sindaco Cuccaro è liquidatore dell’azienda che a suo tempo fu “inventata” da Magliocca padre e figlio ed è amministratore della società dei germani casapullesi che smaltiscono l’umido prodotto nel comune caleno

    PIGNATARO MAGGIORE - Siamo stati a fare i giornalisti in questa terra per un tempo sufficiente per comprendere l’identità, la ragion d’essere di certe posizioni. Parliamoci chiaro: in provincia di Caserta noi non abbiamo ancora conosciuto un sindaco, un rappresentante delle istituzioni locali, un’associazione che, seriamente e senza coltivare altri obbiettivi si sia disinteressatamente messo a combattere per l’affermazione della legalità.

    Qui la legalità è diventata l’indotto principale dell’illegalità e purtroppo una sua propaggine che ne conferma il movente storico-antropologico.

    Non è certamente il solo il sindaco di Pignataro Maggiore, Cuccaro, a esprimersi con stile roboante quale difensore delle norme, quale bonificatore dell’amministrazione comunale locale, preda, secondo lui, negli anni della sindacatura Magliocca, di camorristi e birbaccioni di ogni risma.

    Ma anche Cuccaro è un figlio di questa terra e anche Cuccaro spesso compie delle azioni di difficile comprensione proprio sul terreno di quell’alfabeto della legalità tout court che non è solamente costituita dal rispetto delle leggi che Cuccaro osserva fino a prova contraria, ma è fatta di quelle azioni tipiche di un modus operandi largamente diffuso in questo territorio e che investe il rapporto non sempre adamantino tra pubblica amministrazione e imprenditoria assistita, cioè quei soggetti economici, sedicenti imprenditore, che esistono solo ed esclusivamente in quanto titolari e terminali di commesse pubbliche, cioè finanziate dai cittadini-contribuenti.

    Prendete questa vicenda del digestore anaerobico. Per mesi siamo stati inondati da tonnellate di comunicati stampa, che annunciavano manifestazioni, momenti di approfondimento  che tenevano viva la fiammella della mobilitazione civile nel nome della difesa di un ambiente e di un territorio che non voleva essere più sfregiato.

    Quel progetto aveva la paternità del gruppo Iavazzi, cioè del gruppo dell’attuale presidente della Juvecaserta.

    Bene, si può discutere tranquillamente sulla materia. Il sindaco Cuccaro ha legittimamente espresso la sua contrarietà all’impianto. E Iavazzi non può certo protestare dato che sull’impatto dei digestori anaerobici non c’è una pacifica letteratura che ne decreta la sua innocua incidenza.

    Ma la questione dello sversamento dei rifiuti umidi a Pignataro non ha avuto sempre un tratto rettilineo, anche e soprattutto in relazione alla scelta dei fornitori dei servizi. Oggi, ad occuparsi dello smaltimento dell’umido è l’impresa GE.SI.A. Spa che fa riferimento a una nota famiglia di imprenditori di Casapulla: i Sorbo.

    Ai tempi in cui il sottoscritto si occupava della loro attività dalla poco onorevole cattedra del Corriere di Caserta si chiamavano Ecologia Sorbo S.r.l.

    Facevano spurghi ed altre cosine simili. Successivamente, abbiamo saputo che Ecologia Sorbo è stata posta in liquidazione ed è ufficialmente deceduta con atto fallimentare n° 74/2013 del 13/06/2013 del Tribunale di S.Maria C.V.

    Fermo restando che dovremo e vorremo conoscere bene le consistenze patrimoniali di Ecologia Sorbo nei vari periodi, per controllare cosa sia sopravvissuto all’atto di liquidazione, le vicende del gruppo Sorbo hanno avuto un ulteriore evoluzione.

    La ESOGEST AMBIENTE S.r.l ha rappresentato lo strumento imprenditoriale con cui i fratelli Sorbo hanno operato negli anni scorsi sulle ceneri della genitrice Ecologia Sorbo.

    Siccome fare l’imprenditore è rischioso e dato che esistono le alee, diciamo che non è ascrivibile ad una cattiva qualità dei fratelli Sorbo, ma alle incerte sorti di un’attività economica, svolta in questi territori, anche la quasi dipartita della Esoget Ambiente S.r.l che però, prima di aspettare il trapasso nel letto di morte della liquidazione ha avuto il tempo di cedere un suo ramo d’azienda alla nuova creatura della famiglia Sorbo, la GE.SI.A. Spa, una società per azione, e non una semplice società a responsabilità limitata. Un segno chiaro che da queste parti i fallimenti aiutano a crescere.

    In questo ramo d’azienda ceduto sono stati inseriti il patrimonio immobiliare, gli impianti, le attrezzature e tutte le autorizzazioni per le attività di gestione dei rifiuti pericolosi e non. Quello che di Esogest non è entrato nel ramo attaccato al nuovo albero di GE.SI.A. lo sa il dottor Passaro persona di fiducia e che gode della piena considerazione del sindaco Cuccaro.

    Passaro è stato messo a capo della GE.SI.A. dai fratelli Sorbo che, evidentemente hanno ammirato il lavoro che lo stesso Passaro ha compiuto da liquidatore della PIGNATARO PATRIMONIO S.r.l. La società messa in piedi da Giorgio Magliocca, che si occupava del trasporto dell’umido dal comune di Pignataro agli impianti di ESOGEST al tempo titolari della funzione di smaltimento.

    Ora, si potrebbe essere naturalmente portati a pensare che un simbolo fetido del potere della famiglia Magliocca, così come è stato considerato anche dal sindaco Cuccaro, Pignataro Patrimonio S.r.l, al di là della necessità del rispetto di una procedura di liquidazione, sia stato cancellato dalla carta geografica dei soggetti giuridici che contribuiscono alla gestione amministrativa comunale. No, non è così. Passaro non è un liquidatore passivo, nel senso che non è un ricognitore di quello che la Pignataro Patrimonio può ritrovare al suo interno per quietanzare eventuali creditori. No, la Pignatoraio Patrimonio S.r.l, con Passaro al suo timone, diventa un’azienda attiva seppure in liquidazione.

    Citiamo testualmente l’ordinanza sindacale n° 42 del 15 luglio 2013: “Per seguire il servizio secondo le nuove modalità la Soc. Pignataro Patrimonio s.r.l.in liquidazione ha acquisito, con un contratto di nolo della durata di sei mesi, la disponibilità di un autocompattatore a quattro assi AN86EY in grado di trasportare fino a 200 quintali di rifiuti. Con ordinanza n°30 del 30.05.2013 il suddetto autocompattatore è stato autorizzato per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti raccolti sul territorio comunale (carta, cartoni e ingombranti) ai seguenti impianti di smaltimento e trattamento: Stir di S.Maria C.V., discarica di S.Tammaro, Gesia di Pastorano, Sri di Gricignano d’Aversa e Ilside di Bellona.”

    E non finisce qui dato che con un altro atto amministrativo lo stesso sindaco Cuccaro autorizzò lo sversamento dei rifiuti raccolti sul territorio comunale presso la piattaforma della Cosmer S.p.a e dispose di trasmettere tale ordinanza oltre alla Comser anche “alla società Pignataro Patrimonio srl in liquidazione in persone del presidente prof. Francesco Passaro”

    Passaro è diventato liquidatore della Pignataro Patrimoni per volere del sindaco Cuccaro. Ed ecco, dunque, quello che non va in questa storia. Se uno fa una battaglia contro un nuovo impianto anaerobico da insediare nel comune vicino di Calvi Risorta, poi non può tenere un uomo di fiducia a capo dell’azienda che oggi contiene ed esprime gli interessi della famiglia Sorbo che fa esattamente le stesse cose del gruppo Iavazzi rimasto travolto dalle intemerate e dalle denunce degli ambientalisti di Cuccaro. Non può tenere questa persona a capo della GI.SE.A. dove svolge l’a funzione di amministratore e a capo, nella veste di liquidatore, della PIGNATARO PATRIMONIO che nonostante sia, appunto, un’azienda in liquidazione continua ad erogare servizi a favore del comune di Pignataro e in relazione all’attività di GI.SE.A. Dunque, Passaro, in quanto liquidatore di Pignataro Patrimonio eroga servizi a se stessa in quanto amministratore di GI.SE.A.

    No, così non va. Questione di stile e di opportunità.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 24 settembre 2013 ALLE ORE 13:01