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    ESCLUSIVA – La strana guerra di Goffredo Del Vecchio da Casal di Principe contro Menduni per l’accreditamento di 11 strutture sanitarie casertane


    L’altro giorno ci siamo occupati di un’altra delibera bocciata dai revisori dei conti e poi reiterata: quella relativa al primario luscianese del Melorio, Luciano Fattore. Oggi, affrontiamo i contenuti dello scontro, fondato tutto sul ruolo e la funzione avuti da Giuseppe Gasparin CASERTA – Il punto è sempre lo stesso: non si può leggere all’interno […]

    L’altro giorno ci siamo occupati di un’altra delibera bocciata dai revisori dei conti e poi reiterata: quella relativa al primario luscianese del Melorio, Luciano Fattore. Oggi, affrontiamo i contenuti dello scontro, fondato tutto sul ruolo e la funzione avuti da Giuseppe Gasparin

    CASERTA – Il punto è sempre lo stesso: non si può leggere all’interno dei contenuti di una normale dialettica tra un organo dirigente di un’azienda sanitaria e l’organo di controllo della medesima elementi intriganti e oscuri il contenuto di quella dialettica fa parte, infatti, del normale esercizio delle rispettive funzioni, espresse da un lato dal direttore generale dell’Asl di Caserta Paolo Menduni, dall’altro dal presidente del collegio dei revisori della stessa azienda Goffredo Del Vecchio.

    Dicevamo, il punto è un altro: come mai a un certo punto e in un certo tempo, Goffredo Del Vecchio, professionista di Casal di Principe, con una lunga esperienza nei collegi dei revisori in molti comuni della provincia, tra cui lo steso comune di origine e di residenza, durante le sindacature non certo agevoli dei vari Martinelli, Cipriano Cristiano e compagnia, modifica il suo atteggiamento, l’approccio stesso alla valutazione degli atti deliberativi di Menduni.

    E questo che ha incuriosito Casertace. All’improvviso, Goffredo Del Vecchio e Paolo Menduni cominciano a litigare di brutto. Il primo diventa un severo controllore e un altrettanto arcigno censore della gestione del manager, indicato, al tempo, da Mario Landolfi su dritta di Gianni Alemanno.

    Una delle partite  più accesa si è giocata, come abbiamo già scritto nei giorni scorsi (CLICCA QUI per leggere quel nostro articolo) sul rinnovo per altri 5 anni del contratto da primario dell’ex sindaco di Lusciano, Luciano Fattore, cardiologo in organico nell’ospedale Melorio di S.Maria C.V.

    Stavolta, invece, ci siamo soffermati su una delle 11 delibere bocciate dai revisori dei conti e relative alla delicata procedura di accreditamento da parte dell’Asl di strutture sanitarie private, cliniche, laboratori, centri di riabilitazioni ecc.

    Tutto ruota sulla figura e sugli atti espressi da Giuseppe Gasparin, il quale, per la cronaca, si trova in carcere dal 6 novembre per un’altra vicenda sempre legata alla sua attività di dirigente Asl.

    Il racconto deve essere semplice e dobbiamo evitare di farci irretire nel ginepraio di tecnicismi. In poche parole, Goffredo Del Vecchio sostiene che Gasparin non era legittimato a esprimere il proprio parere, secondo i revisori, obbligatorio su quella delibera dato che lo faceva il 10 luglio 2013, cioè 7 giorni dopo l’uscita dall’organico, per raggiunto pensionamento della direttrice amministrativa Milani.

    Ad avviso dei revisori, con la Milani fuori, Gasparin non  poteva essere considerato più un facente funzioni e, automaticamente, veniva annullata la sua legittimazione a esprime il parere vincolante, sempre secondo i revisori, obbligatorio sulla delibera che, a quel punt doveva essere annullata.

    Menduni, al contrario, in una lettera scritta a Del Vecchio & C. confuta totalmente questa impostazione. Secondo il massimo dirigente dell’Asl, non esisteva l’obbligo di un parere da parte dell’organismo amministrativo. Un’affermazione tarata sul dettato normativo 19 giugno 1999, n° 229 all’art. 3-comma 2-rubricato “Modificazioni all’art.3 D.Lgs 502/92. Non solo, ma Menduni contesta apertamente anche il difetto di legittimazione individuato dai revisori dei conti per i quali Gasparin 7 giorni dopo il pensionamento formale della Milani non poteva essere considerato un facente funzione. Per Menduni, al contrario, lo era a tutti gli effetti in quanto “le funzioni di Direttore amministrativo di questa Azienda; funzioni che sono state esercitate dal Dr. G. Gasparin anche successivamente al collocamento a riposo della dr.ssa F.Milani, intervenuto in data 3 luglio 2013, unicamente ed esclusivamente in ossequio al principio di leale collaborazione quale espressione del buon andamento dell’attività amministrativa di questa Azienda.”

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 17 dicembre 2013 ALLE ORE 13:31