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    ESCLUSIVA – Invece di dimettersi, rinunciando agli 8mila euro al mese che guadagnano, di Donato e Farina Briamonte pensano ad una provocazione: il licenziamento collettivo di tutti i dipendenti Cub


      Il Commissario liquidatore ne avrebbe già parlato ai sindacati, chiedendo loro di non alzare il tiro contro di lui. L’obiettivo sarebbe quello di stanare la Regione Campania.   CASERTA – Il ragionier di Domenico, commissario liquidatore del consorzio rifiuti, è alla ricerca di un atto provocatorio che possa smuovere qualcosa dal pantano, dalle sabbie […]

     

    Nella foto Briamonte e di Domenico

    Il Commissario liquidatore ne avrebbe già parlato ai sindacati, chiedendo loro di non alzare il tiro contro di lui. L’obiettivo sarebbe quello di stanare la Regione Campania.

     

    CASERTA – Il ragionier di Domenico, commissario liquidatore del consorzio rifiuti, è alla ricerca di un atto provocatorio che possa smuovere qualcosa dal pantano, dalle sabbie mobili in cui si è cacciato lo stesso consorzio ma soprattutto si sono cacciate le vite dei 200 e oltre lavoratori che, ancora oggi sono formalmente dipendenti del Cub.

    Noi, un’idea in testa ce l’avremmo: quale miglior atto provocatorio, finalizzato a rimettere le istituzioni, la Regione prima di tutto e poi le due amministrazioni provinciali di Napoli e Caserta, quantomeno sul problema, dato che ormai della sorte di questi 200 e oltre pare non fregare più a nessuno, dicevamo quale migliore provocazione delle dimissioni immediate ed irrevocabili dello stesso di Domenico e di Farina, sub commissario con responsabilità per la cosiddetta ripartizione di Caserta?

    Sì, state freschi..! Questi due non se ne andranno mai, nemmeno con le cannonate. Se è vero, infatti, che quantomeno non si anticipano i soldi del loro stipendio rispetto a quelli dei dipendenti, se è vero che il loro ultimo bonifico “se lo sono fatti” in riferimento alle spettanze di Marzo, dunque in linea con quello che tutti e 200 dipendi hanno introitato fino ad oggi, è anche vero che come è vero che uno stipendio di di Domenico e di Farina ne vale 9 di quello medio di un dipendente, 7, 8 mila euro al mese.

    Escluso, dunque, categoricamente un atto eroico di chi eroe non lo è e non lo sarà mai, resta in campo l’idea di cui di Domenico ha già parlato ai sindacati, pregandoli di non insorgere contro di lui, dato che si tratterebbe solo di una provocazione per smuovere le acque. E sapete qual è l’idea? Attuare la procedura di licenziamento collettivo.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 9 settembre 2013 ALLE ORE 11:33