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    ESCLUSIVA. Duello milionario tra i Quaranta di Mediaservice e il Centro Commerciale Campania. L’avvocato: “Quel contratto è simulato”. Aria di rivolta tra gli altri commercianti


    In calce all’articolo la copia integrale del contratto e il testo del ricorso arbitrale, presentato dall’avvocato Renato Labriola in nome e per conto della famiglia Quaranta CASERTA – “Non è che perché” su un contratto ci siano le firme di ognuna delle parti, questo contratto debba essere necessariamente valido. Non è che se i due […]

    In calce all’articolo la copia integrale del contratto e il testo del ricorso arbitrale, presentato dall’avvocato Renato Labriola in nome e per conto della famiglia Quaranta

    CASERTA – “Non è che perché” su un contratto ci siano le firme di ognuna delle parti, questo contratto debba essere necessariamente valido. Non è che se i due contraenti si accordano e assumono reciproci e dimensionati impegni per svaligiare una banca o per fare esplodere un’autobomba, il negozio è giuridicamente valido e, dunque, oggetto di sanzioni per inadempienza.

    Senza ricorrere a esempi cosi estremi e paradossali, si può serenamente discutere sul fatto che un accordo firmato da due contraenti, nel caso specifico un proprietario locante e un conduttore, su un affitto, diciamo così un po’ particolare di un ramo d’azienda, possa essere valido oppure non valido.

    Perché se l’affitto di un ramo d’azienda è un  istituto del diritto civile diverso da una semplice locazione commerciale, vuol dire che siamo di fronte a due cose diverse e che possono essere utilizzate non in maniera completamente libera, collegando l’opzione solo alle contingenze della convenienza di una delle parti o di entrambi.

    Se affitti un ramo d’azienda, non ti limiti a fittare un locale nudo e crudo. Associ all’immobile una serie di servizi, che possono andare dall’arredamento ad altre attrezzature, impianti ecc.

    Perché, il fitto di un ramo d’azienda non determina una relazione tra i contraenti, quasi impersonale, collegata solo all’uso di un locale, ma trova il suo fondamento giuridico in una relazione tra gli attori che riguarda e investe direttamente la gestione dell’attività commerciale che si svolge in quel locale.

    Tanto è vero che il proprietario locante incassa un canone variabile collegato ai profitti, a cui, formalmente e sostanzialmente, partecipa in una relazione di una società di fatto, fondamento di questa tipologia contrattuale.

    Se uno, invece, fitta una stanza o cento stanze a un altro soggetto, che vuole insediare un’attività commerciale, con un semplice contratto di locazione , prima di tutto riceverà un canone fisso e stabilito, sul quale non incide assolutamente alcun aspetto della gestione, secondo, in caso di interruzione del rapporto, dovrà, se ricorreranno determinate condizioni, versare 18 mensilità che, non si chiamano buona uscita, ma il significato, praticamente, è lo stesso.

    Il preambolo serve, perché come vi avevamo annunciato nei giorni scorsi, questo duello rusticano tra i gestori del Centro Commerciale Campania e i titolari di Mediaservice, a cui il Campania non ha rinnovato, alla scadenza, il contratto, ha solleticato molte nostre curiosità di tipo intellettuale.

    I centri commerciali, il Campania primo fra tutti, relazionano il loro rapporto con tutti i titolari delle attività che insistono all’interno dei propri locali, con un contratto di affitto di ramo d’azienda.

    Badate bene, il preambolo è utile perché, come vedrete in uno dei due documenti che pubblichiamo in calce a questo articolo, il signor Quaranta, notissimo imprenditore casertano, e titolare di Mediaservice all’interno del Campania, queste clausole discutibili le ha accettate, le ha sposate. Anzi, ha fatto di più: nel medesimo giorno, precisamente il 24 settembre 2007, oltre a firmare il contratto ha anche firmato quella sorta di liberatoria relativa alla ricognizione delle clausole negoziali. Insomma, se era un discorso di minestra o di finestra, il signor Quaranta ha fatto una scorpacciata di vegetali.

    Dopo 5 anni rispetto alla volontà di rimanere all’interno della struttura del Campania, Quaranta si è, infine, accorto che aveva firmato qualcosa che per lui era diventato, ma solo in quel momento, un vero e proprio contratto capestro, perché l’affitto di ramo d’azienda era svuotato per contratto e nel contratto.

    Leggete un po’ cosa ha firmato l’imprenditore di Caserta. “Il ramo d’azienda oggetto del presente contratto è privo di strutture, impianti, apparecchiature, arredi e finiture interni e non ricomprende dotazione di scorte, di tale situazione essendosi tenuto conto nella determinazione della durata del contratto e della misura del corrispettivo”

    Ecco perché, apparentemente, il ben servito che la Corio, gestore del Centro commerciale Campania, ha dato alla Mediaservice, è inattaccabile. Inattaccabile, ma fino a un certo punto, visto che l’avvocato Renato Labriola, a cui la famiglia Quaranta si è rivolta, ritiene che esistano le condizioni per invalidare il contratto fondato sull’affitto di ramo d’azienda attraverso la classica considerazione, dottrinale e con copioso rafforzamento giurisprudenziale, del contratto simulato.

    Queste cose Labriola le ha messe nero su bianco nel ricorso presentato, nei giorni scorsi, presso la Camera Arbitrale Nazionale e Internazionale di Milano, aprendo un contenzioso giudiziario che potrebbe svilupparsi a lungo e che soprattutto potrebbe determinare un precedente pesantissimo, dato che questo giochino del fitto del ramo (vuoto) d’azienda è applicato da quasi tutti i centri commerciali.

    Ovviamente, il frequentatissimo e consultatissimo articolo di Casertace dell’altro giorno (CLICCA QUI) ha creato più di una fibrillazione tra le centinaia di conduttori che operano nel Campania.

    Per il momento ci fermiamo qui poiché la pubblicazione integrale della copia del contratto tipico che Corio stipula con i commercianti la pubblichiamo integralmente in calce e dato pure che pubblichiamo il testo integrale del ricorso arbitrale che l’avvocato Labriola ha presentato in nome e per conto della famiglia Quaranta titolare di Mediaservice.

    Naturalmente rimaniamo a disposizione qualora la direzione del centro Commerciale Campania volesse esprimere la sua tesi sull’argomento.

    Gianluigi Guarino

    CLICCA QUI per leggere il contratto di fitto di ramo d’azienda

    CLICCA QUI per leggere la domanda di arbitrato

    PUBBLICATO IL: 21 febbraio 2014 ALLE ORE 15:52