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    ESCLUSIVA – Con la stangata della Regione sullo sversamento dei rifiuti, tutti i comuni della provincia di Caserta rischiano il crollo definitivo. E anche le strade potrebbero riempirsi ancora di monnezza


      Abbiamo approfondito un poco, nel senso che abbiamo provato a comprendere gli effetti del rincaro, una vicenda maturata un paio di giorni fa. Aumento Tarsu Tares in vista. Rischio morosità e gravi problemi per gli stipendi dei lavoratori delle imprese private   CASERTA - Lavorare ad un quotidiano on line che, per sua stessa […]

    Nelle foto, da sinistra, il termovalorizzatore di Acerra e una foto sull’emergenza rifiuti a Caserta di qualche anno fa

     

    Abbiamo approfondito un poco, nel senso che abbiamo provato a comprendere gli effetti del rincaro, una vicenda maturata un paio di giorni fa. Aumento Tarsu Tares in vista. Rischio morosità e gravi problemi per gli stipendi dei lavoratori delle imprese private

     

    CASERTA - Lavorare ad un quotidiano on line che, per sua stessa definizione dovrebbe essere soprattutto ad uso all’informazione mordi e fuggi e doversi sobbarcare anche gli sforzi degli approfondimenti, patrimonio, ormai genetico, con l’affermarsi della web informazione, dei giornali old style, quelli cartacei per intenderci, può essere conveniente per noi in termini di interessi e di consensi aggiuntivi, ma è molto stancante.

    Prendete, ad esempio, questa vicenda relativa all’aumento dei costi di sversamento dei rifiuti indifferenziati a carico di tutti i comuni di Caserta.

    C’eravamo limitati, l’altra sera imbolsiti dalla stanchezza a pubblicare il comunicato stampa diramato dalla Gisec, la società dell’amministrazione provinciale che si occupa della gestione degli impianti di trattamento dei rifiuti in Provincia di Caserta, non di quelli di smaltimento, dato che qui non c’è ne è neppure uno.

    Abbiamo atteso con speranza il giorno dopo per leggere qualche dato più preciso. Speranza vana. C’era quel comunicato e basta.

    E allora, via all’azione di supplenza.

    Dunque, la Regione Campania ha inviato una bolletta salatissima alla Gisec per il conferimento dei rifiuti nel termovalorizzatore di Acerra e questo a Caserta ce lo meritiamo, perchè, invece di metterci al passo, costruendo un nostro termovalorizzatore, continuiamo a gigioneggiare tra improbabili ambientalisti, icone di una forma protestataria senza senso e con poche ragioni, e politici che con supremo spezzo della responsabilità, che dovrebbe essere legata alle funzioni istituzionali che ricoprono, cavalcano le proteste più becere.

    Comunque, questo è un altro discorso, ritorniamo a noi.

    La Gisec, naturalmente, non può far altro se non scaricare questa stangata della Regione sui comuni della provincia di Caserta.

    Ma in che cosa consiste questa stangata? Roba seria, serissima. Anche i comuni che pagavano 90 euro a tonnellata, in quanto avevano dimostrato di essere virtuosi nella raccolta differenziata, vedranno raddoppiarsi, in pratica, il prezzo, che si andrà ad attestare su circa 180 euro a tonnellata, dato che oltre all’aumento del costo legato all’utilizzo del termovalorizzatore, sarà applicata anche l’Iva al 10%.

    Tutto sommato, sono proprio i comuni virtuosi a prenderlo in quel posto, dato che quelli non virtuosi si andranno ad attestare sulla stessa cifra. E’ il caso di Caserta, che passerà dai 130 euro attuali ai circa 185 euro, vedendo crescere il costo complessivo annuale dai 3 milioni, circa che paga adesso, con lodevole puntualità, ai 4 milioni e rotti, che dovrà pagare con l’aumento.

    Naturalmente, questo calcolo si può fare con qualsiasi comune della provincia di Caserta.

    Ora, la Gisec può giustamente sostenere che in provincia di Caserta, nonostante questo aumento, si continuano a pagare le tariffe più basse della Regione.

    Ma Caserta è un posto particolarissimo, in cui ci sono comuni che da anni non versano un euro, dicendo di essere in bolletta. Con questo aumento che non prevede nessuna premialità ai comuni che differenziano, ma soprattutto ai comuni che hanno pagato regolarmente, si rischia seriamente che tanti altri decidano di darsi alla morosità.

    Si tratta di una situazione che mette Terra di Lavoro, questa Terra di Lavoro zeppa di debiti contratti soprattutto negli enti locali, su una sorta di Santabarbara. Come avete potuto leggere, infatti, in questi giorni, su Casertace, ora tutti i comuni della provincia, tranne qualcuno, tipo S. Felice, che ancora rimane aggrappato al Consorzio, si sono dotati di un fornitore privato. E i fornitori privati hanno dimostrato di incontrare enormi difficoltà a pagare gli stipendi ai loro dipendenti quando i comuni non riescono a saldare già una o due spettanze mensili alle imprese.

    Insomma, non significa fare sensazionalismo e allarmismo, nel momento in cui si afferma che con questa nuova doccia gelata che la Regione ha inflitto ai comuni della provincia di Caserta, si rischia di far esplodere una bolla sociale pericolosissima.

    I Comuni dovranno aumentare la Tares, per compensare i maggiori costi e questo potrà incidere anche sulla loro solvibilità nei confronti delle imprese private, che non pagando gli stipendi, innescheranno le proteste dei loro dipendenti, che potrebbero fermarsi infliggendo a città e paesi l’ennesima onta di quintali o tonnellate di rifiuti sparsi per le strade.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 19 giugno 2013 ALLE ORE 14:59