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    ESCLUSIVA – Ciccio Conte segato dal figlio di Ventre da nucleo di valutazione dell’Ospedale. Mentre la Marottacuccarini si conferma “la più incaricata dei casertani”


        Ci dispiace che un nostro articolo abbia potuto determinare l’azione del collegio sindacale contro lo zinziano maddalonese, il quale, però con molta correttezza, ha tolto di impaccio il direttore generale Bottino, dimettendosi dalla carica CASERTA - Un atto di sottile e sadica perfidia, naturalmente, stiamo scherzando, ma in realtà ci dispiace sul serio […]

     

    Nelle foto, Ciccio Conte, Rosanna Marotta e lo spot di Lorella Cuccarini per la Scavolini

     

    Ci dispiace che un nostro articolo abbia potuto determinare l’azione del collegio sindacale contro lo zinziano maddalonese, il quale, però con molta correttezza, ha tolto di impaccio il direttore generale Bottino, dimettendosi dalla carica

    CASERTA - Un atto di sottile e sadica perfidia, naturalmente, stiamo scherzando, ma in realtà ci dispiace sul serio di aver provocato con un nostro articolo l’uscita del simpaticissimo maddalonese Ciccio Conte dai componenti di supporto di quello che una volta si chiamava nucleo di valutazione e che oggi si chiama organismo indipendente di valutazione, ma è sempre la stessa cosa, cioè un organismo per far brucare un po’ di erbetta colorata con la vernice degli euro ai propri clientes, ai propri figlioli, ai propri nipoti, alle proprie girls e compagnia cantata.

    Quando è uscito quel nostro articolo, il severo e austero collegio sindacale dell’Ospedale Civile di Caserta ha immediatamente scritto la lettera al direttore generale, Francesco Bottino, informandolo e ricordandogli che il gruppo di supporto era in sovrannumero, cioè conteneva un’unità in più: quella, appunto, di Ciccio Conte, storico zinziano di ferro, ma che si considera anche molto amico di Francesco Bottino.

    In verità Conte ha dimostrato saggezza, lungimiranza e anche rispetto istituzionale. Non ha resistito, ma ha, immediatamente, prima offerto e poi rassegnato le dimissioni dal suo incarico. E così nella giostra di questi organismi semi inutili continuano a stare tutti gli altri, a partire dal presidente del collegio sindacale, Tommaso Ventre, figlio dell’ex presidente della Provincia ed ex Europarlamentare, Riccardo Ventre.

    Poi c’è Oscar Vesevo commercialista di Aversa. Pasquale Giuliano ha chiesto il favore a Paolo Romano di indicarlo a Bottino e Paternosto, et voilà il gioco è fatto. 

    Il rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze è Vito Tatò, altra vecchia conoscenza a Caserta. Fratello del noto menager, fu proprio lui a scrivere come ispettore del Ministero inviato al Comune di Caserta, la prima relazione sulla dissennatezza della spesa perpetrata ai tempi dell’amministrazione Falco. Quella relazione aveva inoculata in sé, come avemmo a scrivere, quando la esaminammo con grande attenzione, il virus del dissesto, che puntualmente si è verificato.

    Gli ultimi due, il primo indicato ancora da Paolo Romano, in quanto rappresentante della Regione, il secondo ancora un ministeriale. Ma la bagarre più grande c’è nel nucleo di valutazione o OIV che dir si voglia. Naturalmente alla presidenza non c’è storia. Mentre Lorella Cuccarini venne insignita ufficialmente da quelli della Scavolini della palma de “La più amata dagli italiani“, in un famoso spot degli anni 90 e dei primi anni 2000, lei la ineguagliabile Rosanna Marotta da Castel Campagnano è “la più incaricata dei casertani”.

    Anche questa presidenza si è “pappata”. Al suo fianco siedono Eugenio Russo che oltre ad essere il fratello di una delle migliori persone che abbiamo conosciuto a Caserta, cioè Adolfo Russo, è anche amico stretto di convivi del direttore sanitario Diego Paternosto, insieme al  quale è facile incrociarlo nelle loro ricorrenti libagioni post mattutine all’Angolo Verde, noto ristorante ad un passo dal Comune di Caserta; e ancora il giornalista della Gazzetta di Caserta, Alberto Gatto; e per finire Claudio Ursomando, commercialista indicato da Giovanna Petrenga.

    Poi ci sono anche altri nomi tra i componenti effettivi dell’OIV e quelli del gruppo di supporto. Uno di questi era di troppo: quello del povero Ciccio Conte, uomo di Zinzi segato dal figlio di Ventre.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 23 maggio 2013 ALLE ORE 12:17