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    ESCLUSIVA – CHE BUFFONATA!!! Zinzi consente alla Publiservizi, coperta, udite udite, dall’Osservatorio per la legalità, di far attaccare i suoi concorrenti nel palazzo della Provincia


          Ogni giorno che passa ne vediamo una, in questa terra dove le istituzioni sono un’entità ancora più impalpabile di quanto non lo siano nel resto dell’Italia meridionale   CASERTA – Avrebbe potuto anche essere un momento di utile, interessante approfondimento, il convegno, svoltosi stamattina, venerdì nel palazzo della provincia di Corso Trieste, organizzato […]

     

     

    Nelle foto, la brochure della manifestazione e il pm Guarriello

     

    Ogni giorno che passa ne vediamo una, in questa terra dove le istituzioni sono un’entità ancora più impalpabile di quanto non lo siano nel resto dell’Italia meridionale

     

    CASERTA – Avrebbe potuto anche essere un momento di utile, interessante approfondimento, il convegno, svoltosi stamattina, venerdì nel palazzo della provincia di Corso Trieste, organizzato almeno nominalmente, dall’osservatorio per la legalità, organismo che il presidente della Provincia Zinzi ha affidato al questore in pensione di Santa Maria Capua Vetere, Natalino Argirò.

    Chi è capace, ma soprattutto ha il coraggio, collegato allo sprezzo del pericolo, non solo di leggere in controluce certe cose, ma anche di scriverle e di dirle senza peli sulla penna, sulla lingua e sulla tastiera del pc,  può asserire tranquillamente che si è trattato di una solenne buffonata.

    Ne abbiamo detta un’altra, ancora una volta, abbiamo usato un’etichetta roboante per qualificare, anzi per squalificare un sedicente avvenimento istituzionale. Casertace, sin dalla sua nascita,  fa infuriare le anime belle e i perbenisti di ogni risma per il suo frasario volutamente eccessivo e colorito. Ma proprio per questo considera un impegno d’onore verso i propri lettori accompagnare, anzi strutturare con serietà una scrittura di questo tipo di forti ed inoppugnabili argomentazioni.

    Ed eccole le argomentazioni che, tutto sommato faranno sembrare anche indulgente la definizione che abbiamo coniato per il convegno di stamattina, venerdì, dato che le buffonate sono espressioni dell’arte popolare e i buffoni erano attori che si guadagnavano il pane sollazzando re e cortigiani.

    Il convegno si proponeva di approfondire il tema serissimo della legge 190/2012 che tra le altre cose sottrae ad Equitalia la possibilità di svolgere la funzione di esattore per i comuni per quel che attiene la riscossione coattiva dei tributi.

    Siamo arrivati al 20esimo rigo e non abbiamo ancora accennato alla deriva buffonesca. Ma gli occhi più svegli hanno già visto dalla fotografia pubblicata qui in alto l’identità del grande sponsor dell’evento: la Publiservizi.

    Mettiamo insieme le tessere del mosaico: al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo e al pubblico ministero Silvio Marco Guarriello, benemerito titolare di molte indagini sulle ruberie che si verificano all’interno della Pubblica Amministrazione e tra la Pubblica Amministrazione e soggetti privati fornitori di servizi, hanno detto che questo convegno era organizzato da una istituzione pubblica, come è l’amministrazione provinciale, anzi, hanno detto loro che sarebbe stato l’Osservatorio per la legalità, braccio operativo della stessa amministrazione provinciale, a proporre l’interessante terreno di discussione.

    Risultato: sia il procuratore Lembo che il Pm Guarriello erano presenti stamattina ai lavori e hanno anche ascoltato, con giustificato interesse, la lunga relazione di un dirigente dell’Agenzia delle Entrate che, proprio sul terreno della tutela e del presidio della legalità ha espresso più di una perplessità sull’operazione dell’ASMEL, società costituita da 1563 enti territoriali italiani, di cui 1500 comuni.

    Di questi, stranamente, 540 sono enti locali della Campania. Un numero che rappresenta 1/3 del totale. Tra i 540, almeno 530 sono comuni a fronte di un numero complessivo di 560 comuni istituiti nel territorio della nostra Regione.

    Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che questa Asmel ha la sua sede legale a Gallarate e la sua sede operativa nel centro direzionale di Napoli si può ben dire che le perplessità espresse dal dirigente dell’Agenzia delle Entrate, al cospetto del procuratore Lembo e del Pm Guarriello, non sono certo infondate.

    L’Asmel, per fare una sorta di esempio di semplificazione, è come se fosse un’enorme conferenza dei servizi attraverso cui alla fine di una trattativa conveniente per i comuni che la costituiscono, attribuisce la possibilità a questi ultimi di affidare direttamente e senza gara  la concessione dei servizi di riscossione coattiva a delle imprese che garantiscono aggi favorevoli. E le imprese sono: “la mitica” Gosaf dell’ex pretoriano mastelliano di S. Agata dei Goti, Piccoli; la Romeo di Napoli, un nome, una garanzia e la Rti Infotirrena.

    Dall’elenco manca la Publiservizi.

    Per farvi leggere tutto l’articolo  non vi abbiamo svelato subito l’inghippo di questa storia. Indovinate un po’ chi era l’organizzatore tecnico dell’evento di stamattina? La Publiservizi di Caserta che, come si vede dalla brochure che pubblichiamo in alto, non ha avuto problemi a rendere, sfrontatamente, nota la sua sponsorizzazione dell’evento.

    L’avvenimento si sarebbe rappresentato come un legittimo convegno di lobbing qualora la Publiservizi, senza coinvolgere l’istituzione pubblica, se lo fosse organizzato a casa sua e non nel palazzo dell’amministrazione provinciale, sotto l’egida di un organismo pubblico creato da Zinzi. In quel caso, il procuratore della Repubblica Lembo e il Pm Silvio Marco Guarriello sarebbero stati un pelo più prudenti e forse non sarebbero intervenuti.

    Invece sono andati, forse non sapendo che era la Publiservizi ad avere architettato tutto. Badate bene, per noi di Casertace che spesso critichiamo questa azienda, non esiste, per il momento, un problema di marca legalitaria nella valutazione del suo operato, però, riteniamo un pizzico inopportuno che l’amministrazione provinciale copra istituzionalmente, addirittura attraverso il suo Osservatorio per la legalità, un’azienda colpita meno di un anno fa da un’interdittiva antimafia e che, nella città di Caserta continua, con la graziosa complicità del Comune (stamattina, il sindaco Del Gaudio era seduto, ovviamente, a fianco di lady Natale)  a non pagare la Tarsu per i parcheggi che gestisce, nonostante la Corte di Cassazione abbia più volte sancito, come ha riportato inconfutabilmente Casertace in più articoli, che le società concessionarie di servizi di carattere pubblico devono pagarla eccome la Tarsu.

    Avendo compiuto qualche ricerca sulla vicenda Asmel, che in tutta sincerità a noi puzza eccome (ma lo possiamo dire noi, questo, non certo la Publiservizi) abbiamo anche scoperto che i Comuni, i quali affideranno il servizio di riscossione coattiva, all’inizio dell’anno prossimo, quando l’Equitalia, ai sensi della legge 190/2012 non potrà essere più esattore degli enti locali, alla Go.saf, alla Romeo e alla Rti Infotirrena, corrisponderanno unitariamente  un aggio del 7,17 % a fronte dell’8% richiesto da Equitalia.

    Domandina semplice, semplice: indovinate un po’ quanto prende di aggio la Publiservizi dal Comune di Caserta? Il 9%, che su una massa di recuperi ingenti, come possono essere quelli di una città di quasi 100.000 abitanti, rappresentano un differenziale enorme rispetto al 7,17%.

    Pensierino finale di un liberale inguaribile ed incurabile: caro Mino Natale, cara Publiservizi, chi di cartello ferisce, di cartello perisce.

    Chi di monopolio o di oligopolio ferisce, di monopolio o di oligopolio perisce. E siccome non l’abbiamo scritto ancora a sufficienza, lo scriviamo per la terza volta: il convengo di stamattina è stata una buffonata. Ed è grave che Zinzi abbia consentito una roba del genere.

     

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 18 ottobre 2013 ALLE ORE 17:08