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    ESCLUSIVA CASERTACE – La Regione fa un regalo tra 300 miliardi delle vecchie lire alla Gori per i debiti nei confronti dell’Ato3. E così Sarro diventa asso di coppe e Caldoro asso di denari


      Ecco la foto del manifesto comparso ieri, martedì, in tutte le strade di Napoli. Casertace si è fatta un’idea. Si tratta di fuoco amico. OGGI LA SECONDA PUNTATA DI QUESTA STORIA CONTROVERSA E NEI PROSSIMI GIORNI TANTE ALTRE RIVELAZIONI ESCLUSIVE CASERTA – Questo è fuoco amico. Non c’è dubbio, almeno ai nostri occhi,  che dietro l’affissione […]

     

    Ecco la foto del manifesto comparso ieri, martedì, in tutte le strade di Napoli. Casertace si è fatta un’idea. Si tratta di fuoco amico. OGGI LA SECONDA PUNTATA DI QUESTA STORIA CONTROVERSA E NEI PROSSIMI GIORNI TANTE ALTRE RIVELAZIONI ESCLUSIVE

    CASERTA – Questo è fuoco amico. Non c’è dubbio, almeno ai nostri occhi,  che dietro l’affissione dei manifesti, rigorosamente anonimi per tutte le strade di Napoli, sulla vicenda della super transazione tra la Regione Campania e la Gori, società pubblico privata che ha gestito il ciclo delle acque dell’Ato 3, ci sia la manina di qualche gruppo del Pdl che non ha certo gradito questa operazione, che ha visto il deputato Carlo Sarro da anni dominus dello stesso Ato3, svolgere il ruolo di gran regista. La vicenda non è nuovissima. Casertace, 2 o 3 mesi fa vi ha dedicato un articoletto sfizioso.

    Ma ora è deflagrata con il manifesto dei 4 assi che campeggia in alto in questa pagina.

    Il Governatore Caldoro asso di denari, l’assessore Giovanni Romano, asso di spade, la Gori asso di bastoni e dulcis in fundo, Carlo Sarro, la cui faccia sovrasta un asso di coppe.

    La questione è complessa e un po’ lunghetta da spiegare. In questo primo articolo ci limitiamo a scrivere che recentemente la giunta regionale ha approvato una delibera che, se non cancella formalmente il debito,  lo spalma in pratica all’infinito, di 100 e più milioni di euro che la Gori ha accumulato nei confronti della Regione, in termini di mancate rimesse, negli anni in cui ha gestito tutte le articolazioni operative del ciclo delle acque nell’Ato 3, che raccoglie i comuni dell’agro nocerino sarnese e di altri a cavallo delle province di Napoli e Salerno. Comuni che per la maggior parte sono anche soci della Gori. La delibera, non solo spalma il debito, ma vi applica anche uno sconto.

    In questi mesi, Carlo Sarro è stato visto spessissimo negli uffici della Regione e si dice che sia stato proprio lui l’artefice della controversa operazione finanziaria, che potrebbe far pesare sui contribuenti campani, già voracemente tartassati dallo Stato e dalla stessa Regione, un ulteriore aumento sulla bolletta dell’acqua.

    Questa è la prima puntata della storia. In giornata ne scriveremo una seconda e nei prossimi giorni altre.

    Sentirete parlare di cifre iperboliche, di interessi enormi, di lobbies del potere economiche che si saldano a quelle del potere politico.

    Una storia di danari che ha sullo sfondo una pianificazione del regime delle acque in Campania, che, anche alla luce di questa enorme transazione, sembra essere già stato deciso dentro a questi circuiti politico economici.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 10 luglio 2013 ALLE ORE 10:24