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    ESCLUSIVA CASERTACE – 4 simpatiche critiche a Casimiro Lieto. A Settembre al Borgo ha scelto le tavolette, la security e le accompagnatrici. TUTTI I NOMI


        L’eccentrico giornalista (?) che lo ha intervistato per quella rubrichetta di Promoctional Editing, che chiamano Tg Regione, così ha qualificato le inchieste di Casertace, suffragate da un pesantissimo ed incotestabile materiale documentale. E allora, noi continuiamo a fare i simpatici CASERTA – Un sedicente giornalista di quella rubrica di veline e notizie di ieri […]

     

    Nella foto, Casimiro Lieto

     

    L’eccentrico giornalista (?) che lo ha intervistato per quella rubrichetta di Promoctional Editing, che chiamano Tg Regione, così ha qualificato le inchieste di Casertace, suffragate da un pesantissimo ed incotestabile materiale documentale. E allora, noi continuiamo a fare i simpatici

    CASERTA – Un sedicente giornalista di quella rubrica di veline e notizie di ieri che chiamano Tg3 Campania ha affermato, ponendo una domanda al direttore artistico di Settembre al Borgo, che alcuni mezzi di informazione locale avevano rivolto allo stesso Lieto (testuale) “delle simpatiche critiche”.

    Caliamo un velo pietoso su quella che spacciata per intervista, non era degna nemmeno di una velina dell’Istituto Luce che spesso il nostro impareggiabile esperto di cose storiche, Tommaso Bianchi, al secolo Mauro Nemesio Rossi pubblica in accoppiata con i suoi articoli. Pensate un po’ che per non turbare il clima idilliaco e comicamente adulatorio, corrivo, della pseudo intervista, le critiche sono state definite simpatiche.

    Roba da deferimento al Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, campa cavallo…

    E allora dato che sono così simpatiche queste critiche (lodevole, ma purtroppo inutile, vista la tempra del soggetto in questione, il tentativo di Zinzi di far dire a Casimiro Lieto qualche autentica parola di autocritica), siccome sono simpatiche non dispiaceranno al direttore artistico, il quale ha detto che dalle critiche lui trae spunti costruttivi. Naturalmente costruttivi per lui, non per la città, offesa dal suo atto veramente inqualificabile di aver depositato come proprietà personale il logo di Settembre al Borgo, compiendo una roba che dal tempo del ratto delle Sabine, non si verificava come dimostrazione brutale di spirito predatorio.

    Naturalmente di questo fatto, che sfido ogni giornalista del pianeta a non considerare una notizia importante ed interessante nella pseudo intervista scendiletto, non si è fatta alcuna menzione.

    Prima simpatica critica: la speranza è che quest’anno il direttore artistico, faccia il direttore artistico e basta, per evitare che tra qualche mese ci giunga un incartamento simile a quello speditoci alcune settimane fa, relativo all’edizione di Settembre al Borgo di due anni fa. Per evitare che Casimiro Lieto scriva al dirigente della Provincia, De Sarno, lettere ufficiali di questo tipo, che partono puntualmente da una formuletta rituale e farisaica, che recita così: “Pregiatissimo dott. De Sarno, negli ambiti contemplati dal rapporto di collaborazione e consulenza in corso, con la presente le inoltro….ecc, ecc”.

    Vabbé, il direttore artistico aveva una necessità non artistica e si è rivolto al dirigente della Provincia per accelerare i tempi. No, non è così. Il direttore artistico aveva diverse decine di necessità non artistiche ed infatti, così continua la sua missiva datata 30 agosto 2011, in cui giusto per collaborare senza invadenze, l’ineffabile Casimiro non propone, ma utilizza il modo indicativo, quello della certezza, quando verga sul foglio una comunicazione che sa tanto di ordine: “Le inoltro il nominativo della società che avrei“. Un condizionale che piomba improvviso come se fosse un atto di resipiscenza e che invece, assomiglia a quelle scene di vita, immortalate anche nelle rappresentazioni della vita, una forma retorica di direttiva non passibile di discussioni. Dunque, Casimiro aveva individuato la fornitura del servizio security, “svolto – così scrive testualmente – con 6 unità maschili di bella presenza e di età compresa tra i 30 e i 40 anni, di cui uno coordinatore… bla bla bla“.

    Nella lettera i bodyguard di bella presenza abitavano, secondo Casimiro nella impresa Total Service Srl di via Perlasca a Santa Maria Capua Vetere. Il tutto “per un costo stimato – scrive ancora Lieto – di 11mila euro Iva inclusa, più le spese dei costi relativi alle automobili, benzina, pedaggio autostradale ( ma per andare dove?), parcheggi, etc

    Seconda simpatica critica: lettera partita sempre il 30 agosto 2011 da Roma, verso il dirigente De Sarno. Questa volta, il discreto “suggerimento” riguarda quelli che Lieto definisce “talenti professionali, utili per lo sviluppo tecnico dell’evento Settembre al Borgo“.

    Per il coordinamento casting Piazza, una certa Teresa Chegia, la quale andrà a beccare 5000 euro. Poi c’è il piano di sicurezza. In questo caso Lieto “segnala” un certo Mario Petrella, un geometra che in quanto geometra sarebbe esperto del settore dell’edilizia e dell’impresa. Bohhhh.

    Da un casting all’altro: la signora Chegia da sola non ce la fa. Allora ne occorre un’altra per il casting Duomo. Un 2000 euro non si nega a nessuno, neanche a Nicoletta Tassan, esperta di produzioni musicali e anche talento scout, scrive Lieto.

    Terza simpatica critica: il direttore artistico, sempre per l’edizione del 2011, intitolata “l’oltre e l’altrove”, (altro che oltre e altrove, qui quattrini, e che quattrini!, naturalmente pubblici, Lieto li ha incanalati a vagonate nella molto terrena e tutt’altro che metafisica Caserta) “consiglia” al buon De Sarno anche  il nome dell’impresa che deve fornire il tavolato. Si tratta di Fidea, via 4 novembre, San Nicola La Strada, 16000 euro Iva inclusa.

    Quarta e ultima (per oggi) simpatica critica: il direttore artistico, occupandosi di arte, ci ingloba dentro anche la materia della sicurezza degli impianti elettrici, per il controllo della quale consiglia a De Sarno di servirsi di una vecchia conoscenza dell’amministrazione provinciale: la Nasta Impianti, via Gandhi, palazzo Landolfi, Caserta: 6000 euro per i controllori.

    Potremmo continuare per ore, ma poi va a finire che diventiamo troppo simpatici e disperdiamo l’identità di Casertace.

    Bye Casimiro Lieto. Bye a lei e a tutta la stampa marchettara che le regge la coda.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 30 agosto 2013 ALLE ORE 10:53