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    ESCLUSIVA CASERTA – Tremano l’ex dirigente del Comune Petrella e la Banca Tesoriera. Ecco il trucchetto per utilizzare milioni e milioni di fondi vincolati. La palla alla Procura della Repubblica


            Il vincolo sulla reversale veniva sempre messo, ma in molte occasioni la banca non lo rilevava. Non lo dice Casertace, ma il Procuratore della Corte dei Conti   CASERTA – Sabato la notizia della citazione, da parte della Corte dei Conti, dell’ex dirigente Gioacchino Petrella, per la notissima vicenda (notissima, naturalmente, […]

    Da sinistra: Gioacchino Petrella, ex dirigente del Comune di Caserta e Giovanni Marrone, ex presidente del Collegio Revisori ed ex assessore alle Finanze

     

     

     

     

    Il vincolo sulla reversale veniva sempre messo, ma in molte occasioni la banca non lo rilevava. Non lo dice Casertace, ma il Procuratore della Corte dei Conti

     

    CASERTA – Sabato la notizia della citazione, da parte della Corte dei Conti, dell’ex dirigente Gioacchino Petrella, per la notissima vicenda (notissima, naturalmente, per i lettori di Casertace) dell’uso disinvolto delle anticipazioni di cassa e di fondi del Bilancio, che, sulla carta, dovevano essere vincolati, ma che, in realtà, sono stati utilizzati dal 2008 in poi in maniera indiscriminata, allo scopo di evitare la dichiarazione di dissesto, aggravando ancor di più i conti del Comune di Caserta.

    Come avevamo promesso, oggi ritorniamo sulla vicenda che abbiamo studiato in maniera un po’ più dettagliata. L’operazione dei fondi vincolati era frutto di una intesa piena tra l’ufficio ragioneria del Comune e la Banca Tesoriera, cioè la Banca di Torre del Greco.

    Il Procuratore della Corte dei Conti descrive con precisione il sistema, grazie alle indagini compiute dalla Guardia di Finanza di Caserta. Indagini e conclusioni della Procura del Tribunale Contabile, che sono state trasmesse per intero alla Procura della Repubblica di S.Maria Capua Vetere.
    Il Procuratore scrive che il vincolo sulla reversale veniva sempre apposto, ma in alcuni casi, nonostante il vincolo fosse apposto o facilmente intuibile dall’oggetto, la Tesoreria non lo rilevava in fase di contabilizzazione.

    In questo modo entrate a destinazione vincolata venivano utilizzate come fossero libere, ciò comportando un maggior utilizzo di liquidità da parte dell’Ente e maggiori introiti per interessi passivi da parte del Tesoriere. Se oggi il Procuratore della Corte dei
    Conti ha ritenuto di non citare la Banca Popolare di Torre del Greco, questo non vuol dire che l’indagine aperta presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere non porti a conclusioni diverse, qualora la ricostruzione della Procura della Corte dei Conti trovasse riscontro.

    Tutto questo è potuto avvenire  anche a causa della scarsa attenzione dei Revisori dei Conti, che non a caso, erano bersagliati, un giorno si e l’altro pure, da Casertace. E d’altronde, certe commistioni, che hanno portato addirittura il Presidente dei Revisori, Giovanni Marrone, a diventare assessore alle Finanze, al tempo dell’amministrazione Petteruti, la dicono lunga su quale fosse il livello di indipendenza e di autonomia di giudizio del Collegio di Controllo sui conti comunali.
    I bilanci sono una cosa seria, meritano la giusta attenzione da parte di tutti.

    Naturalmente, su questa storia, Casertace, che ha sensibilità e competenze speciali nella materia contabile, racconterà ancora molte altre cose.

     

    PUBBLICATO IL: 25 novembre 2013 ALLE ORE 16:42