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    ESCLUSIVA CASERTA – PUC, la premiata ditta Greco, del Gaudio, Mazzotti e Sorbo usa carte geografiche 1 a 10 mila. Leggete cosa succedeva negli uffici tecnici con i pennini tremolanti


      Con tutti i soldi che buttano via, si sarebbe potuto utilizzare un impianto aerofotogrammetrico con una scala molto inferiore, utile per la qualità dei dettagli. E invece…   CASERTA – Sapete dove stanno disegnando il nuovo piano regolatore della città di Caserta o PUC che dir si voglia? In pratica, su una cartina geografica. […]

    Nelle foto da sinistra: Greco, Sorbo e Mazzotti

     

    Con tutti i soldi che buttano via, si sarebbe potuto utilizzare un impianto aerofotogrammetrico con una scala molto inferiore, utile per la qualità dei dettagli. E invece…

     

    CASERTA – Sapete dove stanno disegnando il nuovo piano regolatore della città di Caserta o PUC che dir si voglia? In pratica, su una cartina geografica. L’ennesimo atto di superficialità di un’amministrazione comunale, a cui, fondamentalmente, non frega un tubo dei valori che dovrebbero essere espressi dal nuovo piano, in termini di visione, di prospettiva strategica, collegata ai fondamentali elementi della vivibilità e dello sviluppo. E figuriamoci se a persone come Sorbo e Mazzotti interessa la vivibilità. Figuriamoci se interessa all’assessore all’urbanistica Giuseppe Greco, che in questi ultimi mesi ha autorizzato antenne telefoniche a gogo nelle zone collinari e ha edificato quello che ha edificato tra Pozzovetere e Casertavecchia.

    Allora, va bene anche una carta geografica, scala 1 a 10 mila per disegnare la Caserta del domani. Occorrerebbero circa 70 mila euro per appaltare uno studio serio, per fare aerofotogrammetria, cioè una carta non geografica, ma urbanistica, con una scala 1 a 2000 che permetta di fare uno studio di dettaglio, che permetta, attraverso il dettaglio di operare scelte più precise e di maggiore qualità.

    Con una aerofotogrammetria, si vede, giusto per fare un esempio, un orticello, si vede una cortina edilizia nella sua interezza.

    Per capirci, su una carta 1 a 10.000 , un centimetro equivale a 100 metri reali, un millimetro a 10 metri reali.

    Dunque, meglio risparmiarli quei soldi che magari li utilizziamo per dare qualche altro cottimo fiduciario agli amici e agli amici degli amici. Meglio risparmiarli perchè questo è un PUC che non deve ricercare la qualità, attraverso una conoscenza del dettaglio aerofotogrammetrico, ma deve solo individuare i posti dove fare le solite speculazioni a botte di cementificazione.

    E allora, torna buona una cartina geografica. Magari, per rinverdire i “fasti” di quelle cofecchie, che si consumavano, soprattutto negli anni 80, negli uffici tecnici dei comuni e che sfuggirono all’occhio attento e alla ricerca di Francesco Rosi mentre preparava il suo famoso film “Le mani sulla città“, quando su cartine geografiche veniva disegnato e perimetrato il territorio con i famosi pennini. La punta di un pennino, di 2 o 3 millimetri, su quelle carte, andava a occupare un’ area di circa 30 metri. Dunque, bastava che all’ingegnere dell’ufficio tecnico, tremasse un po’ la mano per spostare le zone edificabili di quei 30, 40, 50, cento metri, fondamentali per una lottizzazione. Un vero e proprio imbroglio.

    Ci fermiamo qui per il momento, ma questa storia del PUC più passano i giorni e più ci piace. Ne scriveremo ancora delle belle.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 20 gennaio 2014 ALLE ORE 12:06