Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    ESCLUSIVA CASERTA – PUBLISERVIZI, altra spericolata cessione di ramo d’azienda da Natale a Natale. E molti dipendenti diventeranno precari


          Dal 1 novembre è iniziata la vita di Publiparking, in cui a comandare, sostanzialmente, è Elena Natale, la quale insieme al papà, comanda, pure sostanzialmente, anche in Publiservizi. Ai dipendenti contratto di 22mesi, “possibilmente” accompagnato da un atto formale di rinuncia a rivendicare l’assunzione a tempo indeterminato       CASERTA – […]

     

     

     

    Dal 1 novembre è iniziata la vita di Publiparking, in cui a comandare, sostanzialmente, è Elena Natale, la quale insieme al papà, comanda, pure sostanzialmente, anche in Publiservizi. Ai dipendenti contratto di 22mesi, “possibilmente” accompagnato da un atto formale di rinuncia a rivendicare l’assunzione a tempo indeterminato

     

     

     

    CASERTA – Sarebbe anche ora che Publiservizi chiarisse cosa diavolo sta combinando con questo tourbillon di aziendine parallele che nascono come funghi.

    Con tutti i rami d’azienda che vengono ceduti in questa Provincia, ci si potrebbe riscaldare tre inverni di Cina e India messe insieme. Un dinamismo febbrile, che ti da l’idea di un’imprenditoria aperta, competitiva, disposta a combattere sul mercato, attenta nel definire e ridefinire i propri assets aziendali e l’identità del proprio core business.

    E poi ti accorgi, invece, che la magna pars di queste operazioni riguarda aziende che esistono solo ed esclusivamente perchè esistono i committenti, ma soprattutto le committenze, del settore pubblico.

    Non è questo il momento per allargare il discorso relativo agli oligopoli protetti della Provincia di Caserta, ma la premessa era d’obbligo.

    Ritornando a bomba, da mesi si sente parlare di una galassia di nuove imprese, nate attorno alla “gigante”, per il momento ancora attiva, sperando che non faccia la fine delle giganti nane, di Publiservizi.

    Oggi discutiamo della costituzione della Publiparking, che ha acquisito un ramo di azienda dalla Publiservizi.

    Dalla Publiservizi gestita dalla famiglia Natale, originaria di Casal di Principe, questo settore di attività è stato travasato  in un’azienda in cui il punto di riferimento, non sappiamo se formale, ma sicuramente sostanziale, è rappresentato da Elena Natale, figlia del patron di Publiservizi.

    Uno cede un ramo d’azienda perchè un’altra entità economica è in grado di perseguire meglio il business in un settore che l’azienda cedente non è in grado più di seguire o rispetto al quale non è più in grado di essere competitiva per una serie di motivi che possono essere di vario genere.

    Si da il caso, però, che questa operazioncina da Natale a Natale, se è fondamentalmente indifferente da un punto di vista dell’algebra familiare, non lo è da un punto di vista della tenuta occupazionale.

    Ai dipendenti della Publiservizi, che dovranno transitare nella Publiparking, è stato, infatti, propinato questo bel discorsetto: con Publiservizi di Natale avevate un contratto di assunzione (di cui Casertace non tarderà a stabilire la natura); con la Publiparking di Natale avrete un contratto di 22 mesi a tempo determinato, già partito, tra l’altro, con decorrenza 1 novembre. Non solo, ma sarebbe elegante da parte di voi dipendenti firmare una sorta di liberatoria, nella quale rinunciate già da adesso, a rivendicare, alla fine di questo periodo, l’assunzione a tempo indeterminato.

    Sui manuali di diritto commerciale, avevamo letto che le cessioni di ramo d’azienda servivano a nutrire soprattutto le esigenze e le ambizioni dell’impresa acquirente. Tutti gli studiosi di economia e gli analisti aziendali delle più importanti università del mondo, da Harward al Mit di Boston, sono invitati ad accorrere a Caserta per scrivere un nuovo capitolo relativo a questo particolare istituto del diritto commerciale.

    Perchè qui da noi le cessioni di rami d’aziende servono ad altre cose. Servono alle necessità delle imprese eccedenti, che spesso, manco a dirlo, hanno le stesse facce e lo stesso (si fa per dire) management delle acquirenti.

     

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 12 dicembre 2013 ALLE ORE 12:31