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    ESCLUSIVA CASERTA – Il comune mette in vendita i negozi affittati da Albero, ma si scorda (chissà perchè) i 1200 mq del giardino che valgono quasi 1 milione


      Abbiamo letto con attenzione la delibera di giunta n.71, quella con cui, giovedì scorso, 23 maggio è stato stabilito l’elenco dei beni da alienare per finanziare il dissesto. Abbiamo confrontato questi dati con il contratto di locazione della galleria di via Mazzini, di cui ci siamo occupati un mese fa e a noi certi […]

    Nella foto, l’ingresso al Bar Contemporaneo in via Mazzini

     

    Abbiamo letto con attenzione la delibera di giunta n.71, quella con cui, giovedì scorso, 23 maggio è stato stabilito l’elenco dei beni da alienare per finanziare il dissesto. Abbiamo confrontato questi dati con il contratto di locazione della galleria di via Mazzini, di cui ci siamo occupati un mese fa e a noi certi conti non tornano

     

    CASERTA – Come volevasi dimostrare e come largamente annunciato un mesetto fa da Casertace, i locali della galleria commerciale di via Mazzini, per intenderci, quelli che la società Intercultura, controllata sostanzialmente dalla famiglia Albero, ha avuto in affitto e per i quali è morosa con il Comune per centinaia e centinaia di migliaia di euro, verrà venduta.

    Questo si evince con chiarezza inoppugnabile dalla delibera di giunta comunale n.71, approvata lo scorso 23 maggio. In pratica giovedì scorso.

    Il valore attribuito ai locali commerciali che oggi, ospitano ad esempio il Bar Contemporaneo è di 2 milioni e mezzo di euro.

    I metri quadrati messi in vendita sono 765. Probabilmente per un mero errore materiale di trascrizione mancano all’appello 1,40 m rispetto ai 766,40 metri quadrati che erano così definiti nel contratto di locazione.

    Ma il punto non è questo. Nella qualificazione complessiva della superficie da alienare mancano sia il fondaco, cioè il corridoio coperto che attraversa e costeggia tutti i negozi, la maggior parte dei quali, da tempo, desolatamente chiusi, ma soprattutto mancano i circa 1200 metri quadrati del giardino che il bar Contemporaneo ha usato ed usa per i suoi tavolini nella sua versione Primavera-Estate.

    Un paio di domande innocenti.

    Cosa ci vuole fare il Comune di Caserta con un giardino che diventerebbe in pratica uno spazio intercluso rispetto ad una proprietà privata? Organizzare delle serate in cui gli ospiti vengono accompagnati in elicottero?

    E che facciamo, vendiamo i locali commerciali e il fondaco con forma di corridoio, che conduce ai medesimi rimane di proprietà pubblica?

    All’apparenza si tratta di vere e proprie fanfaronate. Non solo, ma la questione del giardino assume connotati molto seri, anche dal punto di vista economico finanziario, dato che questi sono soldi che saranno utilizzati per liquidare i creditori nella procedura del dissesto.

    Nel capitolato che stabilisce ( si fa per dire) le regole e le obbligazioni reciproche del proprietario e del locatario viene espressamente scritto che la valutazione della parte scoperta, cioè del giardino è pari al 25% del valore per metro quadro della parte coperta. Ora, siccome la valutazione della parte coperta, corrisponde alla cifra di 3200 euro a metro quadro, ogni metro quadro del giardino vale 800 euro tondi tondi, che moltiplicati per i 1200 metri quadri del giardino, danno a quest’ultimo un valore complessivo di 960mila euro, che aggiunti ai 2 milioni e mezzo, con qualche spicciolo incassato per il fondaco, supererebbe la cifra di 3 milioni e mezzo di euro.

    Dunque, all’appello manca un milione.

    Delle due l’una. Tertium non datur:  o è accaduto, come spesso capita ai professoroni che popolano gli uffici delle alte burocrazie del Comune di Caserta, hanno sbagliato la delibera o qui c’è qualcosa che non quadra.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 29 maggio 2013 ALLE ORE 17:23