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    ESCLUSIVA CASERTA – Campo sportivo di S.Commaia, altro pasticcio. Procedura di gara sospesa tra guerre, accuse della Casertana, lo Scalera “di famiglia” e la trasparenza che non corrisponde solo a un’etica della legalità


        Il 19 dicembre scorso si sarebbero dovute aprire le buste. Poi un funzionario non c’era e tutto è stato rinviato a dopo le feste   CASERTA – Ne succedono di tutte e di più nella “sala appalti” del comune di Caserta, diventata, ormai, un qualcosa che sta nel mezzo tra il laboratorio del […]

     

    Nelle foto da sinistra: Pio del Gaudio, il presidente della Casertana Lombardi e Edoardo Scalera

     

    Il 19 dicembre scorso si sarebbero dovute aprire le buste. Poi un funzionario non c’era e tutto è stato rinviato a dopo le feste

     

    CASERTA – Ne succedono di tutte e di più nella “sala appalti” del comune di Caserta, diventata, ormai, un qualcosa che sta nel mezzo tra il laboratorio del dottor Frenkenstein e quello in cui il mago “Silvan” preparava i suoi storici esperimenti di prestidigitazione.

    Sul Più Europa abbiano scritto un libro di anatomia, oggi vale la pena porre l’accento sulla vicenda, legata ad un affidamento, da cui, da mesi, in città, si dice di tutto e di più. L’affidamento è quello del campo sportivo Santa Commaia di rione Acquaviva, quello, per capirci che si affaccia sulla strada che collega la zona di viale delle industrie a quella della frazione di Falciano e San Benedetto attraverso il sottopasso che sbocca sul secondo tratto di viale Lincoln.

    L’impianto è diventato oggetto di polemiche anche arcigne, sollevato dal presidente della Casertana Lombardi, il quale, in più di un occasione ha sollecitato il comune, a sostenere, attraverso la concessione pluriennale di questo campo e di questo impianto proprio alla Casertana, perchè diventi la casa dei propri allenamenti, oggi girovaghi e pellegrini nei campi di mezza provincia. Una richiesta, quella formulata da Lombardi, che non è andata via fluida, come si poteva pensare rispetto alla necessità da parte della società sportiva più antica e più amata insieme alla Juvecaserta della città capoluogo.

    Fino ad oggi, l’amministrazione comunale, pur rappresentata, tutto sommato, all’interno della società, dal consigliere Tonino Maiello, ha fatto orecchie da mercante ed è andata dritta per la strada decisa dal sindaco del Gaudio e da Angelo Polverino: quella di una gara di aggiudicazione, alla quale avrebbe dovuto partecipare, come è poi effettivamente successo, anche l’attuale gestore di questo impianto comunale.

    Un gestore, che da molti anni fa soldi legittimamente con le scuole calcio della sua Intercasertana nei diversi campi della città, caro alla causa politica di del Gaudio e Polverino, dato che Edoardo Scalera , è stato vicinissimo alle sorti politiche ed elettorali di entrambi, candidandosi alle elezioni comunali di Caserta del 2006 proprio per Alleanza Nazionale. Una decina di giorni fa, precisamenete giovedì 19 dicembre, si sarebbero dovute aprire le buste per l’aggiudicazione, stabilendo chi tra Scalera, la Casertana che, pur mugugnando, ha deciso alla fine di partecipare alla gara e un altro soggetto acquisisse il diritto alla gestione del campo sportivo di Santa Commaia nei prossimi anni.

    All’ultimo momento nell’officina del dottor Frenkenstein, è successo qualcosa un intoppo, un funzionario impegnato. Fatto sta, che la procedura di gara è stata sopspea e rinviata a dopo le feste di fine di inizio anno. Non un rinvio ad kalendas, ma un tempo utile per abbassare le tensioni, gettare acqua sulle polemiche, creare condizioni in un clima diverso come se l’aggiudicazione della gara non fosse una roba regolamentata dalla legge sovrana e dalle norme che da essa discendono, piuttosto che dalle menti e motivi che forse, secondo il sindaco del Gaudio, anchilonsano le dita di chi deve aprire queste benedette buste che, in questo modo giaceranno in qualche cassaforte o qualche cassetto per anni 20 giorni, che si aggiungono ai 10 già trascorsi dal 19 dicembre ad oggi.

    Noi non possiamo sostenere che nel comune di Caserta si perpetri la pratica dell’illegalità. Non lo sosteniamo assolutamente, prchè non abbiamo elementi concreti probanti per affermarlo. Ma che al comune di Caserta si lavori, soprattutto nel settore delle gare, delle aggiudicazioni, delle procedure concorsuali in maniera tale da alimentare dietrologie, sospetti, pettegolezzi, veleni, questo è fuori discussione ed è dimostrabile con centinaia di esempi che possiamo illustrare in questa sede e anche in altre sedi.

    E quest’altra storiaccia del campo di Santa Commaia ne è l’ennesima dimostrazione.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 28 dicembre 2013 ALLE ORE 11:18