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    ESCLUSIVA CASERTA – Avrebbe detto Mike: “en pleeeeein”. La famiglia Caprio asso pigliatutto. Il cugino Francone vince anche la gara per la Casola Valle di Maddaloni


        Nell’articolo in basso ci siamo dimenticati di scrivere una nota di cronaca: la seconda classificata, l’impresa Noviello, anch’essa di Casal di Principe, ha intenzione di presentare ricorso. CASERTA – Per Maurizio Mazzotti, oggettivamente plurindagato per una cinquantina di casi che vanno dal presunto abuso d’ufficio, alla presunta corruzione, alla presunta associazione per delinquere finalizzata […]

     

    Nelle foto, Paolo Marzo e Maurizio Mazzotti

     

    Nell’articolo in basso ci siamo dimenticati di scrivere una nota di cronaca: la seconda classificata, l’impresa Noviello, anch’essa di Casal di Principe, ha intenzione di presentare ricorso.

    CASERTA – Per Maurizio Mazzotti, oggettivamente plurindagato per una cinquantina di casi che vanno dal presunto abuso d’ufficio, alla presunta corruzione, alla presunta associazione per delinquere finalizzata a compiere reati contro la pubblica amministrazione, la famiglia è sacra. E’ allora, siccome, negli ultimi due anni è diventato intimo di quella degli imprenditori Caprio, ha sofferto di un vero e proprio tuffo al cuore, quando ha saputo che i cugini Ubaldo e Franco Caprio avevano litigato di brutto, scindendo il connubio nella gestione del verde pubblico cittadino.

    Per Mazzotti, dunque quella del 2 agosto è stata una giornata di letizia e di buoni sentimenti, quando, da presidente della commissione esaminatrice si è reso conto che oggettivamente, inattaccabilmente, in base ad una equa e perfetta valutazione, Franco Caprio, o meglio l’impresa a lui riconducibile si era aggiudicata la gara per la costruzione del cruciale, strategico, decisivo asse stradale, che collega non Caserta a Napoli, non Caserta all’interporto di Nola, ma la frazione collinare di Casola, all’ameno paesino di Valle di Maddaloni, che avrà tutte le virtù, ma non crediamo rappresenti il fulcro da cui far partire attività di recupero del reddito e del valore aggiunto di questa provincia.

    E così anche il pingue Franco Caprio potrà tornare nella natia Casal di Principe e girare sotto la casa di “paperone”  Ubaldo urlando: “anche io ho vinto una gara, anche io ho vinto una gara…“.

    Ubaldo lo guarderà un po’ perplesso, poi ondeggiando tra il caostico, l’irridente e il commiserevole, lo asseconderà. “Bravo, bravo Francone hai vinto pure tu. Hai vinto, la mucca carolina?

    Si tratta di un piccolo appalto di fronte alle grandi scalate del “mattator” Ubaldo, il monopolista del secondo decennio, il Mario Pagano del 21esimo secolo: Global Service del verde, Global Service per la manutenzione delle strade e per la pulizia dei locali di proprietà del Comune. E ancora, qualificazione alle finali per un appalto molto più remunerativo e ricco di quello aggiudicato a Francone: la Tuoro Garzano per il quale Maurizio Mazzotti ha provveduto a sgomberare il campo, ravvisando privatamente e dopo aver ben esaminato in dettaglio le offerte a buste aperte, da sei imprese, tra cui quella del figlio dell’ex presidente dell’Unione Industriali Della Gatta, che si erano macchiate della gravissima colpa di non aver messo una firma sull’ultima pagina dei documenti progettuali.

    Anche stamattina, mercoledì, siamo ricorsi all’arma dell’ironia e ancora una volta abbiamo parlato a lungo delle vicende della famiglia Caprio. In più occasioni, ultimamente, miei conoscenti, di cui nutro incondizionata stima, mi hanno avvicinato per difendere le ragioni di Ubaldo Caprio e per programmare un incontro con lui.

    Il sottoscritto, lo ribadisco ancora, non ha nulla di personale contro questo imprenditore che ha incrociato per 3 secondi e mezzo d’orologio in un bar di Piazza Vanvitelli, mentre si accompagnava con il suo amico di sempre Paolo Marzo.

    Ubaldo Caprio è un professionista, è, appunto un imprenditore, degno, fino a prova contraria e al di là delle sue origini casalesi, con collegamenti parentali con noti esponenti del clan, che non possono inficiare, ripeto, fino a prova contraria la sua onorabilità, di fare il suo lavoro e di concorrere a tutte le gare per le quali la sua azienda o gruppi di aziende con cui si associa sono abilitati a concorrere.

    Il punto non è questo: io con Caprio posso prendere anche i famosi 7000 caffé di Alex Britti, ma con cortesia gli esprimerei gli stessi concetti che scrivo nei miei articoli.

    Questa sequela di affidamenti, di gare d’appalto vinte a go go, non può non interessare un normale giornalista. Poi, è chiaro che se il parametro di riferimento è il giornalismo che si fa sul noto quotidiano napoletano “La Marchetta”, se il giornalismo è quello ormai composto e tendente alla marchettizzazione selettiva (lì c’è un sole e una stella polare che si chiama Paolo Romano) del fu Corriere di Caserta, allora mi rendo conto che tutta questa attenzione da parte di Casertace sulle vicende della famiglia Caprio possa sembrare un’anomalia che diventa, nella visione aberrante e ribaltata del senso stesso dell’informazione incardinata in questa provincia, una trattazione anomala, come se un fatto anomalo fosse quello di scrivere che un’impresa, una famiglia, da 1 anno e mezzo a questa, parte becca tutti gli appalti e gli affidamenti; come se anomalo fosse porre una questione di opportunità al comune di Caserta, sul ruolo attribuito a Maurizio Mazzotti, dominus assoluto di queste operazioni, nonostante la vagonata di indagini che pendono su di lui e che se qualcuno riterrà, potremo rinverdire nei giorni prossimi, al posto dei cruciverba ferragostani, con 4, 5 puntate della rinomata storia dei Fantastici 4 del comune di Santa Maria Capua Vetere, raccontata in pagine e pagine scritte dal Pubblico Ministero della Procura della città del foro, Silvio Marco Guarriello.

    Spero di essere stato chiaro. Massima disponibilità al confronto trasparente, costruttivo con la famiglia Caprio. Ma il posto e il tempo lo decidiamo noi e a questo incontro non dovranno assistere meno di 200 persone, rappresentanti delle categorie sociali, professionali, dell’avvocatura, della magistratura, delle associazioni e dei partiti politici, con dibattito aperto sul sistema degli appalti, sulla trasparenza delle procedure, su quella autentica porcata legislativa costituita dal sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ecc, ecc.

    Noi siamo qui.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 7 agosto 2013 ALLE ORE 11:24