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    ESCLUSIVA ALTRE 5 ASSUNZIONI Avete un figlio disoccupato? Andate all’ospedale di Caserta, lo assumeranno. Ma fatelo accompagnare da un politico o da un altro dipendente


      La Tempor colpisce ancora, preso un infermiere figlio di una caposala. Quando finirà questa vergogna CASERTA - C’è un posto in Italia che è un’oasi del benessere. Un posto dove la crisi occupazionale non è mai arrivata. Un posto che regala… posti a bizzeffe. E’ l’ospedale di Caserta. Naturalmente, il nostro non è un […]

    Nelle foto, da sinistra, Diego Paternosto, Francesco Bottino e Mimmo Ovaiolo

     

    La Tempor colpisce ancora, preso un infermiere figlio di una caposala. Quando finirà questa vergogna

    CASERTA - C’è un posto in Italia che è un’oasi del benessere. Un posto dove la crisi occupazionale non è mai arrivata. Un posto che regala… posti a bizzeffe. E’ l’ospedale di Caserta. Naturalmente, il nostro non è un racconto surreale, come potrebbe apparire parlando di una cosa apparentemente impossibile in considerazione delle restrizioni durissime, assolute, che la Regione con la sanità più scassata d’Italia ha stabilito proprio sul fronte delle assunzioni. Ma nell’ospedale di Caserta abita un’azienda fornitrice di servizi in service che tra poco avrà più dipendenti della General Motors: si chiama Tempor e nel suo oggetto sociale c’è l’assunzione senza freni e senza vincoli di giovani disoccupati. O meglio, un vincolo c’è: devono essere rigorosamente raccomandati dai politici o essere figli di dipendenti, perché nella strategia della direzione generale, della direzione sanitaria, della direzione amministrativa, cioè di Francesco Bottino, Diego Paternosto e Domenico Ovaiolo, detto Mimmo, c’è una pratica quasi commovente, diciamo così di welfare creativo: le famiglie vanno riunite non solo a casa, ma anche sul posto di lavoro. Per cui se una mamma fa la caposala in un reparto, è giusto e serio come è capitato in questi giorni che un figlio si prepari a raccoglierne l’eredità, lavorando da infermiere in un altro reparto.

    Si, avete letto bene: è stato assunto un figlio di un altro dipendete. Qui ci sono famiglie completamente distrutte, ridotte alla canna del gas, in cui basterebbe un reddito per risollevare un po’ le proprie sorti e all’ospedale di Caserta, invece, assumono famiglie intere, ovviamente attraverso il solito giochino della Tempor che queste assunzioni, ufficialmente a termine, ma che godono di moltissime proroghe a scadenza di contratto, realizza materialmente.

    L’ultima infornata, avvenuta sotto l’occhio vigile, autorevole del direttore sanitario Paternosto, ha portato all’assunzione dell’infermiere figlio di famiglia, ma anche di altri 3 suoi colleghi e di un medico.

    Volete sapere i nomi? Dovete schiattare. La vergogna va centellinata con la lambicco dell’alchimista. Ci sentiamo più tardi.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 17 settembre 2013 ALLE ORE 10:41