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    E che ci fa Lorenzo il Magnifico con Casimiro Lieto. Ha acquisito la proprietà di Settembre al Borgo per proteggere il marchio dai “birbaccioni”. Una pernacchia non basta


          Una lettera esilarante in cui l’ex direttore se la prende con il giornale e dice che il suo è stato un atto eroico. Invece di scrivere queste cose, risponda a qualche domanda che le facciamo ora.     Caro presidente ti scrivo, in nome dell’amicizia sincera e della stima profonda che ci […]

     

     

    Nelle foto, a sinistra, Casimiro Lieto

     

    Una lettera esilarante in cui l’ex direttore se la prende con il giornale e dice che il suo è stato un atto eroico. Invece di scrivere queste cose, risponda a qualche domanda che le facciamo ora.

     

     

    Caro presidente

    ti scrivo, in nome dell’amicizia sincera e della stima profonda che ci lega da anni, per farti partecipe del dispiacere che ho provato oggi nel constatare come certa stampa abbia voluto strumentalizzare, in maniera provocatoria e subdola, la registrazione del marchio di SETTEMBRE AL BORGO che nel lontano 2007 ho attivato per proteggere da speculazioni improprie ed impieghi indiscriminati la storia e la tradizione di un Festival, che per ragioni evidenti non può appartenere ad alcuno, se non alla Collettività casertana tutta.

     Il senso di quel gesto, e forse di quella necessità, peraltro rappresentati agli interlocutori istituzionali dell’epoca, nasceva dall’esclusiva esigenza di salvaguardare da utilizzi non consoni il nome e l’onorabilità della Rassegna, onde evitare che il primo venuto potesse liberamente impossessarsene per miopia involontaria di Enti ed Istituzioni per i quali certe procedure e certi approcci – per quanto positivi e lungimiranti – non rientravano, al tempo, nella normalità degli atti amministrativi ordinari.

     Si è trattato, com’è facile comprendere dai fatti che ne sono seguiti, di un atto di leale ed onesta paternità, che ho voluto compiere perchè mosso verso il Festival dal sentimento che non può non avere chi l’ha amato e dal rapporto profondo che mi lega ad una Terra che negli anni ha saputo accogliermi senza riserve, né pregiudizi ed apprezzarmi per le cose che ho fatto, la forza dei loro numeri e il senso dei loro risultati.

    Come sai, nessun’altra ragione ne ha motivato l’azione, atteso che – dal 2007 in avanti -,  tanto negli anni nei quali la direzione artistica è toccata al sottoscritto, quanto in quelli nei quali la gestione del Festival è stata in carico ad altri, chi ti scrive mai ha preteso né ottenuto alcunché per il libero ed incondizionato utilizzo di tre parole, che appartengono alla mia storia personale e per difendere le quali sarei ancora e comunque disposto a tutto.

     Eppure pensare di essere per un Festival –  al quale sono legati alcuni dei momenti più belli della mia vita ed al quale ho regalato fatica e passione –  motivo e ragione di polemiche e, ancor più, di divisioni mi amareggia e mi segna profondamente: per l’ingiustizia sommaria, che trovo verso di me immeritata, e per la mancanza di rispetto che tanto sudore affannoso, tanto impegno cristallino, tanta partecipazione profusa nel divulgare Caserta in Italia e nel mondo, avrebbero invece meritato.

     Ciò detto all’amico leale e all’amministratore irreprensibile, vorrei tuo tramite dare il mio ennesimo contributo alla storia di questa Rassegna, ed al momento disperato che attraversa per le ragioni che conosciamo, offrendo come liberalità autentica la proprietà di quel Marchio all’Ente, all’Istituzione, all’Associazione, all Persona che riterrai più meritevole ed idonea a preservarlo ed onorarlo nel tempo: è un grido di dolore il mio, ma anche e soprattutto un inno alla vita e al futuro, affinchè SETTEMBRE AL BORGO possa  regalarsi gli anni di ribalta che ancora merita ed i lustri di successo dei quali saprà ancora illuminarsi.

     Con l’affetto di sempre e l’ammirazione che mai mi mancheranno verso di te

    Casimiro Lieto

     

    LA REPLICA DI CASERTACE – Casimiro, Casimiro… nun ce provà. Mo va a finire che la stampa che ha rivelato la notizia che lei aveva segretamente assunto la proprietà del marchio di Settembre al Borgo è subdola provocatrice e strumentalizzatrice, mentre Casimiro diventa una sorta di eroe che ha tutelato, nascondendolo nel suo grembo, come facevano certe mamme per salvare i loro piccini dalla deportazione, il marchio di Settembre al Borgo, sottraendolo a quelli che Alberto Sordi definiva birbaccioni.

    Non voglio esasperare i toni su una lettera che è un dipinto d’ordinanza, nemmeno pregno di qualità artistiche evidenti, un archetipo di un’ipocrisia che evoca un perbenismo deteriore che alla fine crea un sipario, il quale quando sta chiuso è gonfio di tresche e di azioni poco chiare, quando è aperto distribuisce parole dense di buoni sentimenti e di integerrimo esercizio della propria esistenza.  Casimiro, lei fa parte della copiosissima schiera di quelle persone che incassano un sacco di quattrini grazie ad incarichi politici. Perchè lei Casimiro di quattrini a Caserta se li è portati via con le carriole e non mi risulta che lei abbia un pedigree degno di Federico Fellini o di un Vincenzo Cerami, morto proprio ieri. Non mi sembra, ancora, che lei fosse l’unico operatore in grado di portare avanti una rassegna come Settembre al Borgo, che è costata alle casse pubbliche tra i 700 e gli 800 mila euro all’anno.

    Dunque, lei sostiene di aver depositato quel marchio per proteggerlo. E scusi, allora, perchè quando è successo, lei non lo ha comunicato in una conferenza stampa, dato che non aveva acquisito la proprietà di un fustino di detersivi, ma della rassegna culturale più importante della Provincia di Caserta?

    L’allora presidente della Provincia in carica De Franciscis, sapeva del suo atto eroico? E i direttori che De Franciscis ha scelto nel 2008 e nel 2009, conoscevano la circostanza di lavorare per una rassegna, per la quale era in corso una procedura ministeriale per l’assunzione della sua proprietà da parte di un privato che all’epoca introitava anche altri soldi pubblici grazie al suo scadente autorato per i programmi Rai?

    Dato che lei si sente un filantropo mecenate, invece di scrivere questa robetta perbenista e codina, perchè non chiarisce se c’erano e chi erano, eventualmente le persone che lei ha messo a conoscenza della sua iniziativa?

    Questa è la lettera che deve scrivere. Altro che formulette dozzinali sulla stampa così o colì.

    Risponda a questo ed eviti di farci la morale, perchè lei, Casimiro, è l’ultima persona al mondo che può permettersi di fare la morale a Casertace.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 18 luglio 2013 ALLE ORE 12:25