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    DECRETO SVUOTA CARCERI: chi, quando e perchè si potrà uscire dalla cella


    Parla l'avvocato penalista Raffaele Gaetano Crisileo

    avv.crisileo

     

     

    Pubblichiamo un’ intervista all’avvocato Raffaele Gaetano Crisileo sulla nuova legge “svuota carceri”:

    In quest’ultimo periodo abbiamo sentito molto parlare dello svuota carceri, ci vuole spiegare cos’è e quando entrerà in vigore?

    Lo svuota carceri è già entrato ufficialmente in vigore sabato 22 febbraio, dopo la pubblicazione in Gazzetta, avvenuta il giorno antecedente, venerdì 21 febbraio. Il provvedimento dovrebbe sfoltire la presenza nelle carceri, in virtù di alcune misure introdotte nel decreto, che vedono sconti di pena aumentati a 75 giorni per ogni semestre, invece dei 45 in vigore fino ai giorni scorsi, ma solo fino al Natale 2015.

    Altre novità importanti, riguardano l’aumento del ricorso al braccialetto elettronico. In aggiunta, viene istituito il Garante nazionale dei detenuti, cambiano le leggi sulle pene alternative, in particolare i termini per l’affidamento in prova ai servizi sociali, e la facilità di espulsione per detenuti stranieri.

    Lei ha parlato di detenuti stranieri e di sovraffollamento , ma effettivamente il problema delle carceri, che portata ha? È cosi serio come vogliono farcelo sembrare?

    I detenuti reclusi nei circa 200 istituti di pena, sono quasi 70.000 a fronte di una capienza regolamentare di 45.000 posti.

    La nostra popolazione carceraria è composta per la maggior parte da detenuti stranieri e tossicodipendenti di cui almeno 2/5 è in attesa di una condanna definitiva, anche se in vero, molti ancora in attesa del giudizio di primo grado.

    Il sovraffollamento genera condizione insopportabili non solo per i detenuti i quali sono chiamati ad adattarsi al regime carcerario, ma anche alla polizia penitenziaria che è costretta ad operare in condizione di criticità.

    Lo Stato, per far fronte al mantenimento dei detenuti, spende più di tre miliardi di euro l’anno, che, con una popolazione carceraria inferiore, potrebbe essere destinata a costruire nuove strutture, ammodernare quelle esistenti, incentivare forme di rieducazione e reinserimento.

    Quali sono le novità che questa legge propone?

    Le novità sono varie e tendono tutte ad incidere sulla permanenza dei detenuti in carcere; in primo luogo cambia la modalità di accesso alla pena alternativa.

    Cosi come diventerà la normalità il ricorso al braccialetto elettronico per tutti coloro i quali saranno sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

    Poi cambia anche la disciplina del reato di spaccio di piccola entità, che prima era considerata una attenuante, oggi diventa un reato a sé stante.

    La novità, però, che ha fatto più notizia tra la popolazione carceraria è che fino al 24 dicembre 2015, lo sconto di pena concesso sale a 75 giorni per ogni semestre, invece dei 45 in vigore in precedenza, in correlazione a condizioni meritorie.

    Acquista, poi, carattere permanente la disposizione che consente di scontare presso il proprio domicilio la pena detentiva se la pena residua non supera i 18 mesi, restando però ferme le limitazione alla concessione di tale misura.

    Per quanto riguarda gli stranieri, invece, saranno allontanati dal territorio nazionale quelli colpevoli di reati la cui pena irrogata è di due anni di pena.

    Nasce anche la figura del Garante dei detenuti che avrà sede presso il Ministero della Giustizia e sarà composto da tre membri, in carica per 5 anni, prorogabili, ed avrà, come scopo, la tutela dei diritti dei detenuti.

    Lei tra le novità ha accennato al braccialetto elettronico, ci vuole spiegare meglio a chi verrà concesso e secondo quali criteri ? E poi qual è la sua utilità?

    Non è la prima volta che se ne parla. Questo argomento, già nel 2001, scatenò polemiche proprio per i suoi costi, tanto da essere definito dalla Corte dei Conti “una spesa anti-economica e inefficace”.

    Il risultato che si sta cercando di ottenere, adesso, è la riduzione della popolazione carceraria, modificando la legislazione sulla detenzione domiciliare, per ridurre, con effetti immediati, il sovraffollamento carcerario.

    Il magistrato o il tribunale di sorveglianza viene dotato di uno strumento nuovo che consente il controllo a distanza del detenuto.

    Il braccialetto elettronico, quindi, consentirà di monitorare a distanza il detenuto, con un minor aggravio sulle forze di polizia, deputate al controllo.

    La legge naturalmente subordina la concessione di questo tipo di controllo alla effettiva disponibilità del braccialetto alle forze di polizia, dato i costi; tutto ciò potrebbe, in un certo modo, limitarne l’utilizzo almeno in un primo periodo, specialmente se di austerity come questo.

    Avvocato, Lei ha parlato di nuove modalità di concessione delle misure alternative, quali sono le novità ? E chi riguarderanno?

    La novità principale riguarda l’accesso all’affidamento in prova ai servizi sociali.

    Prima di tutto è passato da tre a quattro anni il tetto di pena in grado di assicurare l’affidamento in prova ai servizi sociali.

    Questo avviene con apposita istanza al tribunale di sorveglianza competente in relazione, naturalmente al luogo dell’esecuzione della pena.

    Crescono anche i poteri del magistrato di sorveglianza, soprattutto in fatto di urgenza e immediatezza di intervento.

    La misura dell’affidamento in prova al servizio sociale si attua con l’affidamento del condannato ad un servizio sociale fuori dall’istituto, per un periodo corrispondente alla pena da scontare.

    Questo aiuta il soggetto, nel suo reinserimento sociale e viene proposto un sistema in cui il carcere perde la sua centralità come momento dell’esecuzione penitenziaria, per divenire il punto di partenza di un percorso, controllato e assistito, progressivamente aperto a spazi maggiori di libertà e con contatti più frequenti con la società libera.

    Avvocato parliamo adesso dell’aspetto che però ha fatto più notizia negli ambienti penitenziari, ovvero dello sconto di pena ulteriore del quale potranno usufruire i detenuti.

    La liberazione anticipata consiste in una riduzione di pena di quarantacinque giorni per ogni semestre di pena scontata.

    Questo beneficio è concesso a chi è condannato ad una pena detentiva ed abbia, però, dato prova di partecipazione attiva alla rieducazione.

    Con l’entrata in vigore dello svuota carceri, fino al 24 dicembre 2015, lo sconto di pena concesso salea 75 giorni, per ogni semestre, invece dei 45 giorni in vigore in precedenza; questo vale solo se in correlazione a condizioni meritorie.

    In termini pratici ciò significa che, nell’arco di un anno, un detenuto — ma solo un vero carcerato, non uno che ha una misura alternativa — si guadagna, se si comporta bene e il giudice è d’accordo, ben 5 mesi di sconto.

    Sono però esclusi dal beneficio i condannati di mafia e di alcuni gravi delitti.

    Avvocato Lei prima parlando del sovraffollamento, ha detto che buona parte della popolazione carceraria è composta da stranieri, il decreto svuota carceri in che modo incide nei loro confronti ?

    Lo “svuota carceri” interviene sul testo unico sull’immigrazione, aumentando i casi in cui ai detenuti stranieri si applica l’espulsione come alternativa al carcere cercando sempre più di far fronte al sovraffollamento delle carceri italiani.

    Questa misura è applicata anche a chi è condannato per un delitto previsto dal testo unico sull’immigrazione, purché la pena non sia superiore nel massimo a 2 anni o si siano riportate condanne per rapina o estorsione aggravata.

    Inoltre vengono esclusi i condannati per reati particolarmente gravi e, specificatamente, i trafficanti di uomini.

    Quindi sostanzialmente si cerca di rendere più facile la procedura di espulsione, oggi particolarmente difficoltosa, non rinunciando però a perseguire coloro i quali si sono resi responsabili di reati di notevole pericolo sociale.

    Si cerca quindi di rimpatriare i detenuti stranieri, evitando però che si trasformino in deportazioni di massa.

    Avvocato è stato chiarissimo, per quello che riguardo lo spaccio, cosa cambierà ? Molti criticano la nuova norma perché la ritengono meno rigida, ci può spiegare ?

    La “lieve entità” che prima era considerata come attenuante nella detenzione e cessione illecita di stupefacenti, diventa reato autonomo.

    Per il piccolo spaccio, quindi non si correrà più il rischio che nel calcolo della pena, tenendo conto delle circostanze aggravanti come la recidiva, si arrivi ad infliggere pene sproporzionate.

    Cade poi anche il divieto di disporre per più di due volte l’affidamento terapeutico al servizio sociale dei condannati tossico dipendenti.

    Per quello che riguarda invece i minori tossicodipendenti accusati di piccolo spaccio, sono applicabili le misure cautelari che prevedono l’invio in comunità.

    Si ripristina anche una importante differenza tra droghe pesanti e droghe leggere, che erano state originariamente “unificate” nella legge Fini-Giovanardi.

    Per quello che riguarda invece la nuova figura del Garante dei detenuti, che compiti avrà? E chi e come vi si potrà rivolgere?

    Il nome completo di questa nuova figura è Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

    La norma prevede l’istituzione presso il Ministero della Giustizia della figura istituzionale del Garante Nazionale che chiamiamo “Garante dei detenuti”.

    Si tratta di un organo che sarà composto da 3 membri, un presidente e due membri, nominati, previa delibera del Consiglio dei ministri, con decreto del Presidente della Repubblica, e sentite le competenti commissioni parlamentari.

    I componenti del Garante  nazionale  non  potranno  ricoprire cariche istituzionali e incarichi  in partiti politici ed avranno il compito di vigilare affinché le limitazioni alla liberta personale siano compatibili con la Costituzione e con le convenzioni internazionali sui diritti umani.

    Essi potranno accedere in qualunque struttura ove vi siano persone ristrette e chiedere informazioni e documenti ma anche formulare specifiche raccomandazioni all’amministrazione penitenziaria.

    In conclusione ci dobbiamo chiedere: può bastare una legge del genere a ridurre, in modo serio, il sovraffollamento carcerario?

    Secondo noi, no ! Sono anticipi o di una grande riforma del pianeta giustizia, soprattutto in tema di esecuzione e di espiazione della pena, cosa necessaria e di cui tutti devono prendere atto, oppure è l’anticipo di una imminente soluzione intermedia, alla quale inevitabilmente si dovrà arrivare: ci riferiamo ad un condono, come quello del 2006, necessario per adeguarci all’Europa che, più volte, ha stigmatizzato la nostra invivibile e non dignitosa situazione carceraria.

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2014 ALLE ORE 15:00