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    LA MORTE DI DON CRISTOFORO – Dal sogno di Miami di Villaggio Coppola, al tritolo delle torri abusive. Storia in chiaroscuro di una dinastia tra liti, grandi progetti e soprattutto tanti, tanti quattrini


      Con il fratello Vincenzo progettò e realizzò quello che doveva diventare uno dei centri turistici più importanti ed eleganti dell’Italia Meridionale. Ma gli anni successivi disegnarono uno scenario opposto di degrado e di rovina. Il sequestro del figlio di Vincenzo ha rappresentato un momento in cui le strade dei due fratelli si sono separate. […]

    Nelle foto, da sinistra, l’ex ministro Dc, Giacinto Bosco con la cazzuola inaugura i lavori al Villaggio Coppola; l’abbattimento delle Torri e Cristoforo Coppola

     

    Con il fratello Vincenzo progettò e realizzò quello che doveva diventare uno dei centri turistici più importanti ed eleganti dell’Italia Meridionale. Ma gli anni successivi disegnarono uno scenario opposto di degrado e di rovina. Il sequestro del figlio di Vincenzo ha rappresentato un momento in cui le strade dei due fratelli si sono separate. Poi la rivolta cittadina di Castel Volturno e le vicende giudiziarie che hanno portato al sequestro e al dissequstro della Darsena San Bartolomeo.

    SPECIALE DI MASSIMILIANO IVE

     

    CASTEL VOLTURNO – Cristoforo Coppola, il magnate di Pinetamare, titolare dell’ex Holiday Inn Resort (oggi Marina di Castello resort) e del Crown Plaza di Caserta, si è spento intorno alle 9 di stamane, lunedì. Poichè la storia della famiglia Coppola è una di quelle vicende controverse della provincia di Caserta e soprattutto del litorale Domizio, abbiamo deciso di scrivere un breve inciso al fine di ricordare giornalisticamente la figura del noto imprenditore del mattone.

     

    Nella foto, il fratello di Cristoforo, Vincenzo Coppola

    Cristoforo Coppola e Vincenzo Coppola furono i due fratelli che negli anni 60, spinti dal boom economico e dall’esigenza di offrire risposte all’indotto turistico balneare, nonchè all’edilizia privata, realizzarono un villaggio considerato per oltre 40 anni, abusivo, partendo proprio dalla vecchia foce dei Regi Lagni. Dalla vicenda del contenzioso con il Comune di Castel Volturno per la titolarità dei suoli su cui fu realizzato la Darsena San Bartolomeo, alle battaglie storiche dell’ex sindaco Mario Luise, per giungere sino al sequestro dello scalo portuale; alla nomina di un commissario straordinario per la gestione delle aree demaniali di Pinetamare, nella persona del prefetto Mario Ciclosi e all’abbattimento delle otto torri,  sono solo alcuni dei  fatti importanti  e salienti che hanno contraddistinto, appunto la vicenda umana ed imprenditoriale di Cristoforo Coppola.

    Dicevamo 50 anni di contenziosi aperti non solo con il Comune di Castel Volturno, ma anche con lo Stato e la magistratura sia napoletana che sammaritana.

    Dopo poco più di mezzo secolo di battaglie politiche, di prese di posizione dello Stato che negli anni ha tentato di risolvere la cosiddetta questione dell'”occupazione demaniale” e di sanare gli abusi commessi, attraverso la Transazione Stato Coppola, avviata nel 1998 ad opera dell’allora sindaco Antonio Scalzone e vidimata dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, oggi, rimangono in sospeso le grandi opere previste nell’Accordo di Programma, quali la riqualificazione del Castello e la costruzione del nuovo porto di Pinetamare con 1200 posti barca.

    Come ultima annotazione cronistica, l’impero dei Coppola, nel tempo, ha travalicato i confini territoriali di Castel Volturno. I grandi interessi della famiglia si concentrano oggi, proprio su Caserta e dintorni (vedi l’area Saint Gobain) per non parlare, poi,  della base americana di Gricignano realizzata negli anni 90.

     

    LA STORIA DEL VILLAGGIO COPPOLA

     

    CASTELVOLTURNO (Massimiliano Ive) – Il Villaggio Coppola non è altro che una piccola realtà della provincia di Caserta racchiusa nello scrigno naturalistico depredato di Castel Volturno. Cosa si sa e quale è la vera storia di una città che con i suoi 72 Kmq di territorio, col fiume che l’attraversa e 25 Km di spiagge, nonché una pineta che si estende per circa 10 Km di superficie, alla fine degli anni 50 e inizio anni sessanta comincia a trasformarsi da paese agricolo in località a vocazione turistica? Per anni il territorio rimasto incontaminato e caratterizzato solo dalla riforma fondiaria del 1933, quella effettuata da Benito Mussolini e da quelle del Regno d’Italia improvvisamente e incondizionatamente viene catapultato nel boom economico che in quegli anni stava per esplodere in tutta la penisola.

    Un centro storico cittadino particolarmente rustico e degradato si contrapponeva a un territorio con numerose risorse naturali ottime per attrarre turisti. In questo paradiso benedetto da Dio, ma maledetto dai castellani, i fratelli Vincenzo e Cristoforo Coppola imprenditori nel ramo edilizio giocano il tutto per tutto le loro carte, approfittando di un livello culturale bassissimo della popolazione locale e amicizie importanti nell’amministrazione pubblica e nella politica nazionale per costruire il più grande centro turistico dell’Italia Meridionale, che in quel periodo veniva paragonato alla nuova Miami italiana, oggi invece dagli ambientalisti è considerata una città abusiva.

    Chi sono i Coppola? Nel 1962 i fratelli Vincenzo e Cristoforo Coppola, come viene citatato dal giornalista e scrittore di sinistra Aldo De Jaco che espletò nel 1972 un’inchiesta sul Comune Meridionale “Castelvolturno”, sono due imprenditori che da Aversa decidono di trasferirsi a Castel Volturno. Si trasferiscono con le loro attività imprenditoriali di tipo edile e incominciano ad organizzare una vasta lottizzazione su terreni di proprietà di Nicola Cecere (suocero di Cristoforo) e ricadenti nella parte del territorio comunale di più alto interesse turistico per i valori naturali della costa.

    Il primo atto è la delimitazione con filo spinato dell’intera zona che confina a est con la statale Domiziana, a Nord con la nuova foce dei Regi Lagni e a sud con la zona controllata dal corpo forestale dello Stato. Con questa operazione i privati ingabbiano chilometri e chilometri di spiaggia. Da qui con le opportune modifiche alle dune sorgono le Torri e di conseguenza tutto il Villaggio Coppola. Nessun ostacolo impedisce agli imprenditori di edificare le cosiddette “cattredali nel deserto”.

    Mentre Pinetamare sorgeva sotto il controllo strettissimo dei Coppola, il territorio di Castel Volturno all’epoca dei fatti gestito dall’amministrazione Dc diretta da Alfonso Scalzone, cominciava a conoscere i primi viandanti che, con l’ultimazione della Domiziana avvenuta nel 1953, giungevano sul territorio dando origine, con la mancanza di un Prg e di un piano di fabbricazione alla costruzione, a 12.000 costruzioni irregolari, alcune ad uso turistico e altre ad uso abitativo.

    La data di inizio dei lavori per la fabbricazione di Pinetamare è del 7 dicembre del 1965. I Coppola riescono, grazie alle concessioni date dall’amministrazione democristiana dell’epoca a mettere le mani sul pendio Sopra la Marchesa e sul relitto della vecchia foce dei Regi Lagni. Per le torri si dovrà attendere il 30 agosto del 1968 quando furono presentati i primi progetti per il rilascio di 23 richieste di licenza edilizia fra l’altro per ben venti costruzioni tipo grattacielo (alte 12 piani). Il sostegno dell’amministrazione comunale targata Dc, diretta da Alfonso Scalzone, come citano le cronache dell’epoca e i decreti ministeriali emessi in favore del gruppo Coppola dal ministro Giacinto Bosco, uno dei più eclatanti  è quello della trasformazione della demanialità  del territorio Sopra la Marchesa con la sdemanializzazione, consente di avviare la fase realizzativa del Villaggio Coppola.

    Lo stesso ministro della Dc, Bosco, insieme ad alti funzionari del partito e al vescovo di Aversa si fece fotografare quale rappresentante del Governo italiano, mentre inaugurava con la cazzuola il Villaggio Coppola e gli ecomostri. Il gesto dal puro significato politico rappresentava il modello di sviluppo voluto dallo Stato all’epoca sul territorio di Castel Volturno.

    LA RIVOLTA DI CASTEL VOLTURNO - A questo punto mentre a Pinetamare si occupano suoli che il popolo castellano pensava fossero destinati ad essere utilizzati dai castellani stessi, scoppia una rivolta popolare. Dall’opera storico letteraria “Castelvolturno, la storia, la cultura, i monumenti e le famiglie” edito dalla Parresìa,  scritta dal professore Alfonso Caprio, sono raccontati quei momenti di tensione vissuti in prima persona dall’autore nella sua infanzia.  Dopo lo straripamento del Volturno e la miseria del popolo castellano che si vedeva defraudato dei propri beni proprio dallo Stato e dal Comune nella primavera del 1969 si ribellò, dando vita a quello che sarà poi definito “il maggio casertano”.

    La scintilla che diede l’avvio alla rivolta fu la rimozione del cippo comunale commemorativo del pilota Mario Ricci, posta nel centro del paese, per impiantarvi una pompa di benzina, che doveva essere gestita da un privato non di Castelvolturno. L’affronto all’identità storica dei castellani già messa in cantiere sui suoli dai Coppola e poi quest’umiliante gesto teso a cancellare la memoria storica di un eroe caduto di Castel Volturno in favore dei forestieri “arraffa tutto”, fece si che con il richiamo della campane della chiesa Annunziata che suonarono in continuazione dal 10 al 18 maggio facesse scendere in piazza tutti i castellani per rivendicare i diritti cancellati dall’amministrazione scudo- crociata di Alfonso Scalzone.

    Barricate e picchetti armati sorsero lungo le vie del paese, si assaltarono gli uffici dell’esattoria, del consorzio di bonifica quelli del dazio e si occupò il Comune. I negozi chiusero le serrande per solidarietà, nonché le scuole e gli edifici pubblici. Il ponte sul Volturno fu bloccato e l’Italia come riportano le cronache dell’epoca dei giornali nazionali fu divisa in due.

    All’epoca intervennero il prefetto e le forze speciali, ma la rivolta durò circa una settimana. Dopo due anni di governo straordinario con i sindaci facenti funzione Michele Piazza e Pasquale Sementini, si passò all’amministrazione di sinistra diretta da Mario Luise, all’epoca comunista che cominciò così la sua battaglia politica contro gli abusi.

     

    ANNI 80- Gli anni ottanta rappresentano gli anni del contrattacco dei Coppola. Cristoforo Coppola viene eletto consigliere comunale di maggioranza della Dc che sorregge le sorti dell’amministrazione comunale diretta da Lorenzo Marcello. Inizia nel 1985 dopo la morte del padre dei due fratelli Coppola, Francesco Coppola la scissione delle società di Pinetamare, vengono create la Mirabella che gestisce metà parco Torri e il complesso turistico a sinistra della Foce dei Regi Lagni, e la Fontana Blu che gestisce il parco Fontana Bleu e Rio Blu, per litigi interni familiari.

    Nella foto, Mario Luise

    Iniziano i guai giudiziari, le opposizioni ai processi sugli abusi commessi e si gioca sul nuovo ruolo degli eredi che vivono in prima persona e sulle proprie spalle le vicende giudiziarie del gruppo. Emblematico fu il presunto e misterioso rapimento-scomparsa-sequestro di Francesco Coppola, che rese anche più difficili i già labili rapporti familiari tra Vincenzo e Cristoforo.

     

    VILLAGGIO COPPOLA ANNI 90 – Dopo ventenni di dominio incontrastato della Balena Bianca, il partito della Dc, il Villaggio Coppola all’inizio degli anni 90 torna ad essere al centro della cronaca locale in quanto il sindaco Mario Luise, non più Pci, ma Ds viene eletto con la lista di Io Amo Castelvolturno e tenta di nuovo di affrontare la questione Pinetamare, che intanto con la scissione della Snc Coppola Pinetamare in Mirabella Spa controllata da Vincenzo Coppola e il figlio Francesco e la Fontana Bleu Srl  gestita da Cristoforo Coppola e il figlio Francesco è divenuto l’ecomostro che oggi conosciamo.

    Con la sottoscrizione di 90 richieste di abbattimento il primo cittadino dichiara guerra all’abusivismo creato dai Coppola. Una nuova forma di lotta viene messa su anche dalla destra di Castel Volturno che guidata all’epoca da Antonio Boccone, Mario Menale, Tommaso Morlando, Vincenzo De Simone e Peppino Papararo, sferra una serie di iniziative di carattere politico contro l’impero dei Coppola. Dalla documentazione storica dell’Msi e dalla rassegna stampa dell’epoca di An e della Fiamma Tricolore vengono menzionate le interrogazioni politiche dei militanti locali sugli abusi commessi a Pinetamare e un’interrogazione del parlamentare missino Antonio Parlato pubblicata sul quotidiano il Domani porta la vicenda del Villaggio Coppola in seno al parlamento italiano.

    Dalla relazione investigativa del procuratore Donato Ceglie della Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere e dalla Relazione Antimafia della Campania vengono denunciati in parlamento gli abusi dei privati di Pinetamare. La vicenda delle licenze firmate dal sindaco “analfabeta” Michele Piazza finiscono sul tavolo del leader del movimento Gianfranco Fini e il porto della Darsena e il complesso Torri viene sequestrato dall’autorità giudiziaria. Il circolo di An e dell’Msi-Ft  il primo guidato da Tommaso Morlano, oggi referente politico del centro studi officina Volturno, e l’altro da Mario Menale difendono a spada tratta la battaglia dello Stato che intanto ha sequestrato il parco Valentina e la località Rio Bleu e Fontana Bleu. Mario Menale con il circolo missino “Tora Tora Tora” ispirandosi al grido dei Kamikaze  giapponesi diviene la spina nel fianco dei Coppola e nello stesso istante anche di Mario Luise sindaco di Castel Volturno. Cortei e comizi elettorali vengono organizzati contro i privati proprio sotto i grattacieli e gli alberghi di lusso.

    Una valanga di denunce vengono espletate per la questione dell’apertura della strada di uscita sulla Domiziana dell’Holiday Inn per la quale vengono abbattuti una serie di alberi di pino e per l’inaugurazione del battello fluviale il Cymba, dove i Coppola sono stati ritratti in una foto seduti a tavolino con le autorità locali e governative. Nel contempo iniziano i duelli a distanza tra gli eredi Coppola e il colonnello della guardia Forestale Nicola Di Fusco, poi sostituito dal referente della sezione operativa del commissariato di Governo, Nicola Costantino. Di Fusco insieme ai precedenti membri della destra entra a fare parte dell’intervento parlamentare dell’onorevole di An-msi Antonio Parlato, il quale nelle sedi parlamentari fa encomi e sostiene l’azione politica del partito diretta da Tommaso Morlando. Nel 1996 muore Vincenzo Coppola e il 13 ottobre del 1998 con una richiesta ufficiale del sindaco Antonio Scalzone uscito vincitore dalle elezioni autunnali del 1997 si registra la nomina del commissario straordinario di Governo per la gestione delle aree demaniali di Castel Volturno Mario Ciclosi, poi sostituito da Giancarlo Trevisone.

    PUBBLICATO IL: 21 maggio 2013 ALLE ORE 17:26