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    CONSORZIO RIFIUTI, 7 mesi senza stipendio. I dipendenti a Di Domenico: “Ma non avevi promesso di farci vedere gli estratti conto e i saldi del Conto corrente?”


        Botta e risposta tra i liquidatori e i dipendenti. I primi parlano della complicatissima vicenda dei soldi avuti dai comuni per pagare i debiti e di cui nulla di concreto si potrà sapere fino al 30 giugno. I dipendenti “Non ci crediamo, le vostre, altre promesse non mantenute”. CASERTA – Un botta e […]

     

     

    Nella foto, da sinistra, Pina Flagiello e Carmen Russo

    Botta e risposta tra i liquidatori e i dipendenti. I primi parlano della complicatissima vicenda dei soldi avuti dai comuni per pagare i debiti e di cui nulla di concreto si potrà sapere fino al 30 giugno. I dipendenti “Non ci crediamo, le vostre, altre promesse non mantenute”.

    CASERTA – Un botta e risposta drammatico, in cui non si discute di questioni di principio, ma della carne viva, della vita ormai stravolta di centinaia e centinaia di famiglie dei dipendenti del Consorzio Unico di Bacino dei rifiuti senza stipendio da ben 7 mesi.

    L’ultima nota, scritta ai dipendenti stessi e affissa nella sede di Teverola, dal commissario liquidatore Lorenzo Di Domenico e dal sub commissario Gaetano Farina Briamonte, non è certo risolutivo di una questione che dipende solo dalla volontà dei comuni che hanno ricevuto soldi dalla Cassa Depositi e Prestiti di utilizzare queste risorse per colmare gli annosi debiti, spesso milionari, contratti negli ultimi anni con il Cub.

    Al riguardo, la situazione secondo Di Domenico e Farina Briamonte è tutt’altro che chiara, dato che i comuni hanno ricevuto solamente il 50% del dovuto ai sensi del decreto legge 35/2013.

    Secondo i commissari liquidatori, i comuni dovrebbero dare priorità ai crediti più antichi e cioè proprio a quelli contratti con il Consorzio. E qui viene il brutto, perchè da un lato Di Domenico e Farina Briamonte affermano che occorrono comunque, dei tempi tecnici affinchè i comuni possano contabilmente verificare le somme da devolvere al Cub, mentre dall’altro lato, scrivono i due commissari, “nonostante le innumerevoli missive inviate non e’ dato sapere quanti e quali enti abbiano effettivamente formulato richiesta per l’estinzione in favore del Cub“. Ora, fermo restando queste difficoltà, il decreto legge 35 e la sua successiva conversione in legge, secondo i commissari potranno trovare piena attuazione, nella loro parte procedurale, solo dal 30 giugno in poi.

    Una lettera che non ha assolutamente soddisfatto i dipendenti del Cub, i quali hanno immediatamente prodotto, a loro volta un documento di replica. I commissari, in sostanza, hanno chiesto loro una tregua fino al 30 giugno, chiedendogli di non occupare le sedi. Una richiesta che viene rispedita al mittente.  “Questa lettera – scrivono i dipendenti del Cub –  appare come l’ennesima presa in giro finalizzata a prendere e perdere ulteriore tempo. Il Commissario, infatti, ha comunicato piu’ volte a seguito degli incontri intercorsi coi dipendenti, che il pagamento degli emolumenti era previsto ad ore“.

    La delusione è palpabile. I dipendenti speravano almeno nella miseria di una mensilità. Ed invece, niente. “. Ci chiediamo
    come sia possibile che non si abbia nemmeno la sommaria percezione delle somme da incassare. Appare a nostro avviso – continuano i dipendenti in agitazione – determinante, sapere quanto denaro e’ sul conto ( e/o sui conti), dato che piu’ volte il Commissario ha detto che era disponibile a far visualizzare tramite estratto conto ai dipendenti, le somme erogate dai Comuni. Ad oggi tale visualizzazione non e’ mai avvenuta”.

    Immaginiamo la scena: Di Domenico, la sua dirigente preferita Carmen Russo, la mitica Flagiello, accerchiati e accerchiate dai dipendenti, si lasciano andare: “Non ci credete che non ci sono soldi? Potete tranquillamente consultare gli estratti conto dalla home banking“.

    E allora, Di Domenico, le chiediamo noi di Casertace, perchè adesso si tira indietro? Cosa ci vuole, quattro numerini di codice e una stampata eventuale per evitare che trecento persone la schiaccino sulla sua scrivania per sbirciare dal display del Pc le somme presenti o non presenti.

    L’ultimo appello dei lavoratori è speculare a quelli già formulati nei giorni scorsi: “Ancora una volta chiediamo che le istituzioni tutte, Prefettura in primis, e gli organi istituzionali, facciano pressing sui Comuni al fine di un immediato pagamento al Cub finalizzato alla retribuzione degli emolumenti (sette ad oggi)”.

     

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 25 giugno 2013 ALLE ORE 12:24