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    Concluso il corso di formazione per gli operatori socio-sanitari anti violenza delle forze di polizia: presenti Lembo, Gualtieri e Scafuri


      La kermesse si è tenuta presso il dipartimento di Psicologia della Sun di Napoli in via Vivaldi CASERTA - Questa mattina, venerdì presso il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli, in via Vivaldi a Caserta, introdotta dagli interventi del Procuratore della Repubblica Corrado Lembo, del Questore Gualtieri e del Comandante Provinciale dei […]

     

    Nelle foto, da sinistra il questore Gualtieri e il colonnello Scafuri

    La kermesse si è tenuta presso il dipartimento di Psicologia della Sun di Napoli in via Vivaldi

    CASERTA - Questa mattina, venerdì presso il Dipartimento di Psicologia della Seconda Università degli Studi di Napoli, in via Vivaldi a Caserta, introdotta dagli interventi del Procuratore della Repubblica Corrado Lembo, del Questore Gualtieri e del Comandante Provinciale dei Carabinieri Scaturi, si è tenuta la sessione conclusiva dei lavori del corso di formazione per operatori sociali, sanitari e forze di polizia in materia di reati in danno dei soggetti appartenenti alle c.d. fasce sociali deboli.

    Il corso – che per la seconda edizione si è avvantaggiato della speciale collaborazione della Seconda Università di Napoli e del Centro Antiviolenza Cooperativa E.V.A. – è stato organizzato dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere in attuazione del Protocollo di intesa in tema di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violenze sessuali, sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina siglato in San Leucio di Caserta nel giugno del 201 1, alla presenza e con il patrocinio del Ministro per le Pari Opportunità on. Mara Carfagna, nonché in attuazione del progetto I.A.R.A.

    Il Protocollo è stato sottoscritto tra la Procura della Repubblica, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, le istituzioni universitarie, scolastiche e sanitarie, i servizi sociali regionali e comunali, i centri antiviolenza nonché i centri di accoglienza e sostegno, con lo scopo sia di supportare il fronte investigativo e quello giudiziario in relazione all’accertamento ed alla repressione di questa tipologia dei reati, anche e soprattutto, di potenziare l’azione di tutela delle vittime dei reati, di facilitarne un più efficace accesso alla giustizia e di garantire la vittima anche rispetto ai tempi lunghi del processo. Il Protocollo, in sostanza, vuole promuovere strategie volte a una più ampia e complessiva tutela della vittima, offrendo un sistema integrato di protezione, una rete di coordinamento permanente tra tutti i soggetti aderenti.

    L’esigenza di un corso di formazione di questo tipo deriva dalla particolare delicatezza della materia che richiede l’intervento di polizia giudiziaria e di operatori socio-sanitari specializzati gestione e specificamente formati per il contatto con soggetti che hanno subito violenza o maltrattamenti.

    Nella giornata di chiusura sono stati illustrati i risultati e le criticità emersi nel corso delle sessioni di lavoro tenutesi a partire dal 15 novembre 2013. Per il prossimo mese di aprile è programmato un ulteriore incontro finalizzato a fare il punto sullo stato di attuazione del Protocollo, nella prospettiva di un ulteriore rafforzamento della rete medesima.

    PUBBLICATO IL: 17 gennaio 2014 ALLE ORE 15:04