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    Che figuraccia Caldoro. Il Consiglio di Stato bolla e annulla il suo divieto alla libera scelta dei pazienti di andarsi a curare gli occhi fuori regione


    Il provvedimento emesso dai giudici di Palazzo Spada lo scorso 29 settembre CASERTA - La notizia riveste un’importanza cruciale. E come tutte le notizie significative, che incidono pesantemente su scelte vitali del cittadino-utente-paziente-malato, viene snobbata, sottovalutata dai mezzi di informazione, perennemente a caccia di pruriginose novelle che vadano a riempire sempre di più lo stronzario […]

    Nella foto Caldoro

    Il provvedimento emesso dai giudici di Palazzo Spada lo scorso 29 settembre

    CASERTA - La notizia riveste un’importanza cruciale. E come tutte le notizie significative, che incidono pesantemente su scelte vitali del cittadino-utente-paziente-malato, viene snobbata, sottovalutata dai mezzi di informazione, perennemente a caccia di pruriginose novelle che vadano a riempire sempre di più lo stronzario della politica da operetta che si fa in questo paese e in questa regione.

    E già, una regione governata da anni da un presidente che ha lo stesso carisma di una sogliola bollita e che, con il compiacente sconto dei giornali asserviti ieri a Bassolino e oggi a Caldoro non viene additato mai per i molti autogoal collezionati anche su questioni delicatissime come quella relativa alla seconda e definitiva sconfitta incassata da Caldoro in Consiglio di Stato dove il governatore, nella sua veste di commissario straordinario di governo per il rientro dal debito della sanità aveva adito per provare a far annullare una precedente decisione del Tar della Campania. Tale sentenza cancellava gli effetti del decreto presidenziale 156 del 31 dicembre 2012 che, in sostanza vietava il libero arbitrio dei cittadini della Campania di andare a curare fuori regione alcune, significative, patologie, tra cui quelle più gravi relative all’oculistica come, ad esempio, le malattie per i disturbi provocati da distacchi della retina e quelle del comparto ortopedico.

    Naturalmente, la Regione Campania ha pensato che un provvedimento stupidamente protezionistico potesse risolvere spicciativamente la questione strutturale della cattiva qualità delle prestazioni elencate nel decreto Caldoro. Ma il Tar, prima, e, alcuni giorni fa, il Consiglio di Stato hanno bollato, senza remissioni come illegittime le restrizioni del decreto Caldoro che rendevano essenziale e obbligatoria le autorizzazione della propria Asl ad uscire dalla Regione Campania per curarsi e operarsi, con la copertura totale o parziale del servizio sanitario nazionale.

    Una partita persa in partenza dato che la libertà del cittadino di scegliere il luogo dove curarsi appartiene al novero solenne e solennizzato dei diritti fondamentali, sanciti dalle costituzioni e dalle carte europee assunte nelle direttive comunitarie, a partire da quella numero 24 del 2011.

    Caldoro incarta e porta a casa.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 3 ottobre 2013 ALLE ORE 16:05