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    CASERTA – TELEMEDICINA, In appena otto uscite svolto un lavoro di 6 mesi di ospedale: tempi e costi ridotti al minimo


    COMUNICATO STAMPA – Un lavoro che solitamente richiederebbe 6 mesi in ospedale svolto in appena 8 uscite di telemedicina. Stesso discorso per i costi: una sola giornata di degenza costa allo Stato da 800 a 1.000 euro. E’ stato calcolato che con la telemedicina e la teleassistenza si potrebbero ridurre i costi dei 2/3.   […]

    Nella foto, l’utilizzo del controllo di un pacemaker da remoto. Servizio unico in Italia

    COMUNICATO STAMPA – Un lavoro che solitamente richiederebbe 6 mesi in ospedale svolto in appena 8 uscite di telemedicina. Stesso discorso per i costi: una sola giornata di degenza costa allo Stato da 800 a 1.000 euro. E’ stato calcolato che con la telemedicina e la teleassistenza si potrebbero ridurre i costi dei 2/3.

     

    CASERTA - I Servizi Integrati di telemedicina (SIT), inaugurati a luglio dal presidente della Provincia, On Domenico Zinzi, e da lui fortemente sostenuti, si sono affermati come una realtà assolutamente unica e positiva nel panorama sanitario nazionale.

    Il primo camper con a bordo il mammografo ha già raggiunto molti centri dell’alto casertano, Mignano Monte Lungo, Conca della Campania, Galluccio, Presenzano, Rocca D’Evandro, San Pietro Infine e Vairano, via via che i comuni hanno individuato le aree da destinare.

    Usando semplicemente un telefonino per trasferire i dati, è stato possibile fare ogni volta una ventina di mammografie, refertate e stampate su lastra, in tempo reale, nella radiologia dell’ospedale di Caserta.

    In tutti i comuni raggiunti dal servizio è stata registrata sempre una grande partecipazione popolare, che ha spinto il responsabile dei SIT, Aniello Leonardo Caracciolo, direttore dell’uoc di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, ad estendere quanto più possibile i servizi offerti già in questa prima fase, con la fattiva collaborazione dei medici di base.

    Da ottobre la carovana del SIT, oltre alle mammografie, offre la possibilità di eseguire ecografie. Più di recente è stato avviato uno screening cardiologico e sabato scorso, a Vairano, è stato dato il via al controllo remoto di pace-maker e defibrillatori, per cui i portatori di un device Medtronic, oltre a fare elettrocardiogramma e visita cardiologica, hanno potuto controllare lo stato di funzionamento del dispositivo al quale è affidata la stimolazione elettrica del loro cuore.

    In appena 8 uscite, coordinate dalla dottoressa Lucia Potenza, sono state effettuate già 120 mammografie, che normalmente in ospedale si eseguono in 6 mesi. In 30 casi sono state messe in evidenza diverse patologie, che in un caso hanno condotto fino alla diagnosi di carcinoma, in linea con i dati statistici nazionali.

    A questi, che già rappresentano numeri significativi, bisogna aggiungere 90 ecografie e la Telecardiologia, coordinata dai dottori Michele Viscusi e Angela Martone, che all’esordio registra ben 35 screening cardiologici e il controllo di 5 pace-maker, che, tra l’altro, ha già permesso di correggere il malfunzionamento di un device.

    Per tutta l’estate i Servizi Integrati di Telemedicina hanno avuto una vasta eco mediatica, conquistando il web, dove la notizia dell’inaugurazione è stata per due mesi tra le più “cliccate” tra tutti i siti di lingua italiana e spagnola.

    Nella configurazione appena descritta i Servizi Integrati di Telemedicina costituiscono una realtà unica nel suo genere non solo in Campania, ma in tutta Italia. Una sicura eccellenza, che trae le sue radici proprio dal disagio di tanta gente di avere accesso ai servizi di cui ha più bisogno, in un momento in cui l’offerta di salute non può più essere soddisfatta in modo adeguato, come testimonia anche la forte migrazione di pazienti fuori regione.

    Lo aveva detto, infatti, il Presidente Zinzi all’inaugurazione: “Questo progetto di telemedicina nasce per i territori della provincia di Caserta più lontani dai centri più attrezzati. In queste zone non c’è un ospedale o un presidio di particolare rilevanza. Siamo convinti che l’iniziativa debba essere estesa a tutta la provincia di Caserta”.

    L’assessore Provinciale all’Agricoltura, Stefano Giaquinto, ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo ulteriore del progetto, tanto che oggi i Servizi Integrati di Telemedicina sono gli unici ad essere stati realizzati per intero in ambito pubblico in attuazione della Misura 4.11 del  POR Campania.

    Determinante il ruolo della Croce Rossa, che supporta il servizio con il coordinamento dell’Arch. Domenico Iovane, con i medici specialisti volontari Raffaella Ricciotti e Luigi Mazzariello e ogni volta con una squadra di crocerossine e decine di volontari, provenienti dalle sedi Cri di Mondragone, Marcianise, Caserta, Curti, Capua, Vairano, Maddaloni, Teano e Pietravairano. Alla Croce Rossa è affidata anche la gestione informatica, curata dagli ingegneri Pasquale Raucci e Francesco Renga, e l’accettazione, disposta da Maria Luisa Borzacchiello e Maria Palma Ceraldi. Responsabile della logistica Pasquale Izzo.

    I SIT raggiungono paesi lontani dal circuito dei fondamentali servizi sanitari, migliorando la vita  di persone tra le più svantaggiate della nostra già complicata provincia. E’ sufficiente che ci sia la linea per il telefonino. “Per questo, afferma Concetta Leonetti, coordinatrice dei SIT, ci hanno suggerito un motto per definire i Servizi Integrati di Telemedicina: ovunque salute”.

    Grande, quindi, l’impatto sociale, che in questo caso si associa a concreti risparmi della spesa pubblica e, non ultimo, a effetti positivi sul mondo del lavoro e dell’impresa. Una sola giornata di degenza costa allo Stato da 800 a 1.000 euro. E’ stato calcolato che con la telemedicina e la teleassistenza si potrebbero ridurre i costi dei 2/3.

    Secondo tutti gli analisti, non solo a causa della crisi economica, i prossimi anni saranno caratterizzati da una costante e progressiva diminuzione dei servizi a carico dello Stato.

    L’esperienza della Provincia di Caserta in telemedicina attraverso i SIT è certamente tra le più avanzate in ambito pubblico in Italia. Questa nostra terra di contraddizioni sta vivendo, così, da protagonista un cambiamento epocale nel modo di pensare il Welfare State.

    PUBBLICATO IL: 12 novembre 2013 ALLE ORE 23:44