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    CASERTA. Il comune vara l’osservatorio per la salute dei cittadini, quello dell’Asl è stato già un flop


    L’intervento del dottor Rivezzi sulla Terra dei fuochi: “I roghi  hanno rappresentato un inquinamento aggiunto. Dai rifiuti speciali, all’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua alle patologie tumorali il passo è stato breve con effetti durevoli in quanto ci sarebbe una modificazione dell’informazione genetica, visto che le patologie si trasmettono di generazione in generazione.”  Il Coordinatore regionale […]


    L’intervento del dottor Rivezzi sulla Terra dei fuochi: “I roghi  hanno rappresentato un inquinamento aggiunto. Dai rifiuti speciali, all’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua alle patologie tumorali il passo è stato breve con effetti durevoli in quanto ci sarebbe una modificazione dell’informazione genetica, visto che le patologie si trasmettono di generazione in generazione.” 

    Il Coordinatore regionale dell’ISDE (International Society of Doctors for Environment) è il dottor Gaetano Rivezzi, Dirigente Medico Ospedaliero presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.  L’allarme, i Medici per l’Ambiente, lo hanno lanciato nel 2005 quando hanno incominciato a lavorare sul rapporto tra danni alla salute e inquinamento ambientale e organizzato più di un convegno di Patologia Ambientale.

    Rivezzi ha anche pubblicato sul Giornale Internazionale di Ricerca Ambientale una ricerca da lui effettuata sulla presenza di diossina nel latte materno, indagine effettuata su un campione di  24 donne tra Caserta e Napoli,  La Terra dei fuochi produce diossina nel latte materno, effetto devastante sulle piccole creature che si affacciano alla vita. I roghi, dice Rivezzi, hanno rappresentato un inquinamento aggiunto. Dai rifiuti speciali, all’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua alle patologie tumorali il passo è stato breve con effetti durevoli in quanto ci sarebbe una modificazione dell’informazione genetica, visto che le patologie si trasmettono di generazione in generazione. Le sostanze inquinanti, infatti, oltre il provocare un danno acuto in determinate situazioni, possono creare alterazioni epigenetiche che predispongono a malattie nuove, come diabete, obesità, sterilità, tumore al seno, endometriosi, malattie allergiche e cardiovascolari.

    Per questa ragione, dice Rivezzi, il mondo occidentale ha visto modifiche di salute, con una variazione di patologie, una pandemia silenziosa che si manifesta attraverso malattie più subdole e più sensibili. Ma, perché il decreto legge sulla Terra dei fuochi ha escluso i Comuni di Caserta, San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, ai cui confini c’è la località Lo Uttaro? Come mai la popolazione residente in questi comuni viene esentata dallo screening di massa preventivo?

    Intanto il Sindaco di San Nicola la Strada ha provveduto ad inviare una lettera al Ministro dell’Ambiente Orlando e della Salute Lorenzin che, in questo bailamme del totoministri speriamo non vada persa.

    Le questioni sono tante e tutte di estrema gravità. I dati che di qui a qualche mese saranno diffusi, perché finalmente completata l’opera del Registro dei Tumori, confermeranno tale esclusione? O dimostreranno che la nostra situazione è allarmante, come già denunciato da più parti?

    Il Comune di Caserta, intanto, ha istituito l’Osservatorio Comunale della salute dei cittadini con molteplici scopi, tra cui quello di confrontare, incrociare ed integrare i dati ambientali con quelli relativi alla salute dei cittadini. Ma c’è anche l’aspetto della prevenzione, l’Osservatorio, infatti, dovrà monitorare gli elementi che possono contribuire ad un miglioramento della qualità della vita ed essere utilizzati dall’Ente per lo sviluppo di politiche sociali e territoriali.

    Dobbiamo ricordare, però, che già in data 8 aprile 2011 l’ASL di Caserta aveva deliberato la riorganizzazione del Dipartimento di Prevenzione, prevedendo l’istituzione della U.O.C. Monitoraggio rischio ambientale e registro tumori e in data 12 aprile dello stesso anno il Commissario Straordinario disponeva che il Dott. Angelo D’Argenzio, Direttore dell’UOC Epidemiologia e Prevenzione del Dipartimento di Prevenzione della ex ASL Caserta 2, garantisse ad interim nelle more della definitiva organizzazione del Dipartimento di Prevenzione, la funzione di Direttore della UOC Monitoraggio rischio ambientale e registro tumori.

    La Regione Campania nel luglio 2007, aveva già ampliato la quota di popolazione sorvegliata dal Registro Tumori, corrispondente alle popolazioni residenti nella ex ASL Napoli 4 e nella provincia di Salerno, comprendendo anche le province di Caserta e quella di Napoli e aveva previsto l’inserimento nella proposta di bilancio 2008 dello stanziamento di risorse da destinare alle spese di funzionamento dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale per la somma di 1.500.000 euro annui, utili a condurre l’attività e a “reclutare personale dipendente o, se non disponibile, figure professionali esterne reclutate ad hoc”. Tanto è che il Commissario Straordinario dottor Paolo Menduni nel luglio 2011 avviava le attività di rilevazione del Registro Tumori della ASL di Caserta e dava mandato al bilancio di reperire un budget di 150.000 Euro per i primi due anni di attività ( luglio 2012- luglio 2013).

    Insomma, riusciremo mai a capirci qualcosa? E poi, una volta che saremo venuti in possesso di questi famosi dati, non ci resta che piangere perché azioni concrete ancora non se ne vedono.

    Elda Cicala

    PUBBLICATO IL: 17 febbraio 2014 ALLE ORE 17:36