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    I CASERTANI versano di tasse nelle casse del comune più di 130 miliardi delle vecchie lire all’anno


    Il dato è riportato nella nota del consigliere di opposizione Luigi Cobianchi che attacca anche il ricorso, ennesimo, all’anticipazione di cassa rapportato a dati di bilancio che, a suo avviso, ma non solo a suo avviso, sono tutt’altro che fedeli. CASERTA – Dopo qualche settimana tornano ad animare le domeniche i documenti del consigliere di minoranza Luigi […]

    Nelle foto, da sinistra, il consigliere comunale Luigi Cobianchi e il sindaco Pio Del Gaudio

    Il dato è riportato nella nota del consigliere di opposizione Luigi Cobianchi che attacca anche il ricorso, ennesimo, all’anticipazione di cassa rapportato a dati di bilancio che, a suo avviso, ma non solo a suo avviso, sono tutt’altro che fedeli.

    CASERTA – Dopo qualche settimana tornano ad animare le domeniche i documenti del consigliere di minoranza Luigi Cobianchi. Stavolta la sua presa di posizione è tutta incentrata sulla gestione finanziaria del comune. Il documento va letto perché è interessante. Un paio di cose vanno a nostro avviso sottolineate: il calcolo del gettito incassato dal comune, dal pagamento delle tasse, delle imposte e dei tributi comunali, pari a circa 70 milioni di euro all’anno, più di 130 miliardi delle vecchie lire. Veramente impressionante.

    Da valutare per una riflessione anche la polemica sulle anticipazione di cassa a cui si attinge nella misura di un rapporto che va dai 3/12 ai 5/12 rispetto alle entrate accertate dell’ultimo bilancio. Ovviamente le tante incognite che pesano anche su quest’ultimo consuntivo nella città di Caserta, sia realtivamente ai debiti fuori bilancio già scovati e non registrati, ma soprattutto riguardano ai residui attivi sovradimensionati rendono anche l’accesso all’anticipazione di cassa un fatto poco nitido e poco trasparente.

    G.G.

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI COBIANCHI

    Ma dove vogliono arrivare?!

     

    di Luigi Cobianchi

                Se quest’anno il primo giorno del mese corrente non fosse stato festivo, ricadendovi il Lunedì in Albis, e la Giunta Comunale avesse prodotto non il due, ma, per l’appunto, il primo la deliberazione n°41/2013, sinceramente avrei pensato ad un “pesce d’Aprile”.

    E in questa data fatidica, di scherzi ve ne sono stati come non mai, in taluni casi di portata mondiale, diffusi via WEB.

    Per quello che mi riguarda, tuttavia, anche per le facezie preferisco seguire le regole più antiche, nella fattispecie quella per la quale una burla è veramente tale se fa divertire anche chi la riceve, oltre che chi la allestisce: rischiare di far venire un malore a qualcuno – come accade in ben noti, quanto truculenti programmi televisivi – non so se si possa qualificare come “gioco”!

    Non ci bastava lo scempio a cui, impotente, ho assistito durante l’ultimo Consiglio Comunale: pur avendo circa quaranta di febbre, non potevo non partecipare per tentare, quantomeno, di convincere i Colleghi della gravità delle responsabilità derivanti dal votare il Bilancio Consuntivo del 2011, che definire assurdo è poco!

    Come si fa, invero, a non inserire nel conto economico passività di cui si ha piena contezza, trattandole, per contro, come debiti fuori bilancio, pure essendo stati formati in quell’anno ed essendo certi, alla data di approvazione del documento principe di ogni contabilità?!

    Come si può chiedere ad un Consiglio Comunale di approvare priva un consuntivo, salvo, poi, occuparsi, solo in un secondo momento, di debiti che, ove riconosciuti dal Consiglio stesso – unico Organo a tanto deputato dalla Legge, con buona pace di tutti, free climber di specchi compresi – dovevano essere inseriti in quel bilancio?!

    Il problema è che, così facendo, tutto viene stravolto tutto viene…. falsato, in particolare il rispetto degli equilibri pluriennali, quello del Patto di Stabilità ma, di più, quello dei rigidi parametri che il Ministero dell’Interno ha imposto all’Amministrazione Comunale di Caserta quale conditio sine qua non per l’approvazione dell’Ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato, che il Consiglio ha dovuto produrre, per dimostrare al Viminale, almeno nelle intenzioni, di aver intrapreso percorsi nuovi, virtuosi, che mai più faranno ripiombare l’Ente nella condizione di dissesto in cui versa.

    Già il dissesto. Torna la solita domanda amletica: ma era proprio necessario dichiararlo, condannando i casertani a vivere la crisi economica globale in maniera ancor più drammatica, atteso che in nessun’altro Comune d’Italia, di più, in nessun’altra Città Europea esiste una pressione fiscale forte come quella imposta a Caserta dalle scelte dell’Amministrazione in carica?!

    E qui non centra né il Governo Nazionale, né, tantomeno la Regione.

    I Casertani pagano il fio delle Loro scelte politiche, a livello locale.

    Certo, se certi “consigliori” di rilevanza regionale si occupassero del proprio mandato e di null’altro, mettendo pace nel loro animo, una volta e per tutte, tra i proclami da campagna elettorale e le reali intenzioni mostrate impunemente, sin dal primo giorno di espletamento del mandato; se il livello della rappresentanza nazionale, espressa dai Casertani, fosse un po’ meno meschino; se si fosse dato ascolto a chi – come il sottoscritto – pur aveva tentato di ammonire gli Elettori su cosa ci fosse realmente dietro progetti che sanno far vedere le stelle solo nel proprio simbolo, essendosi rivelati un vero attentato alla democrazia, fatto di dilettanti allo sbaraglio, più attaccati alle poltrone – raggiunte per miracolo – di ogni loro predecessore, schiavi di un padrone, che domina, sfruttando la nullità di ciò che sapientemente ha creato, che, certo, riempie le piazze, ma anche Mussolini era maestro nel farlo…; se la Magistratura si ponesse il problema di seguire i voti di camorra che, alle ultime elezioni, non hanno potuto accompagnare chi è stato messo fuori gioco, la storia sarebbe ben altra!

    Un dato è incontrovertibile, e i Casertani devono conoscerlo: ogni anno nelle Casse Comunali entrano circa SETTANTA milioni di euro!

    Ma ci rendiamo conto?! Se ogni singolo centesimo di questa somma prendesse la via giusta, cosa si potrebbe fare ogni anno a Caserta! Strade di velluto, nuove infrastrutture, progetti per il futuro dei giovani, servizi, soprattutto per le categorie meno tutelate – anziani, diversamente abili – degni delle migliori Città Medie Europee.

    Ed invece quest’enorme flusso di danaro alimenta una strana black box, una macchina trituratrice nella quale il danaro pubblico, i nostri soldi, entrano…. per non uscire più! (almeno in apparenza).

    Che fine fanno?! Non si sa. Dopo quasi due anni di Amministrazione, chi doveva comprendere, investigare, correggere, capire non sa dare risposte.

    Certo, se in un solo giorno un Dirigente Comunale può spendere centoventimila euro per nulla e, nonostante le mie denunzie – stemperate di ironia dettata dalla disperazione – chi doveva – e poteva –  intervenire o ha taciuto, oppure, addirittura, more solito, si è scagliato contro di me, allora i conti, tristissimi tornano, eccome!

    Il bilancio consuntivo 2011 chiude esponendo un ulteriore buco di oltre VENTUNO MILIONI di euro. Né si può dire che l’intero ammontare di questo debito sia imputabile all’Amministrazione Ordinaria precedente, ovvero a quella Straordinaria, Commissariale – che sembrò non accorgersi di nulla – atteso che l’attuale Amministrazione ha avuto in carico l’Ente, in quell’anno, per circa sette mesi, cioè più della metà dell’intero esercizio finanziario.

    Nonostante ciò, peraltro, il sub-Commissario Vicario del 2011, continua a sedere nell’OSL di oggi, l’organo che, con quel passato del quale l’Amministrazione Straordinaria si lavò le mani – tanto da non approvare neanche il consuntivo 2010, pur essendo un atto dovuto, anzi il principale atto dovuto – aveva l’onere, per l’appunto, di…..chiudere i conti!

    Tornando all’Amministrazione in carica, dopo aver dichiarato dissesto, ammette che, nel solo 2011, sono stati prodotti altri VENTUNO MILIONI di euro di debiti.

    Una voragine, un dissesto nel dissesto.

    Ma, almeno, questo dato è attendibile, definitivo?!

                No, perché, in realtà, vi sarebbero altri VENTINOVE MILIONI di euro di debiti fuori bilancio, a fronte dei quali l’Ente contrappone crediti la cui esigibilità – per vetustà, mancanza di titoli e quant’altro – definire utopistica è ben poca cosa!

    Ma torniamo al “pesce d’Aprile”. E sì, perché qual è la cura che l’Amministrazione DEL GAUDIO allestisce all’indomani dell’approvazione di questo bilancio?!

    Indebitarsi ancora!

    Con la già richiamata deliberazione n°41/2013 del 2 Aprile u.s., invero, cosa fa la Giunta Comunale (con l’eccezione, in particolare, di oramai ben noti “Cuor di Leone” che, misconoscendo l’istituto delle dimissioni, preferiscono il ricorso a “filoni” di scolastica memoria) nonostante la formale diffida a tanto ricevuta da parte del Ministero dell’Interno (ma, in fondo in fondo, chi sarà mai il Ministro, piuttosto che il suo Staff, avranno pensato i nostri Assessori, in pieno delirio di onnipotenza); ignorando gli specifici richiami ufficiali della Corte dei Conti (oramai neanche più i Magistrati, o, almeno,  le conseguenze delle Loro giuste Sentenze sembrano riuscire più ad incutere timore); disattendendo le censure del Collegio Sindacale dell’Ente (che, peraltro, per il passato ha debitamente segnalato alla Magistratura Contabile almeno questo abuso reiterato) ?!

    Ricorre all’anticipazione di cassa, chiedendo al Tesoriere (che, per Legge non può rifiutarsi, a differenza di quanto potrebbe fare con un semplice Cittadino che domandasse credito, non avendo le adeguate garanzie, e che, certamente, farebbe con un soggetto fallito) altri DICIOTTO MILIONI di euro, preavvisandolo che, in caso di necessità, la richiesta, potrebbe lievitare ad oltre TRENTA MILIONI di euro!!!!!

    Una sola è la certezza, a questo punto, il perché l’intera Amministrazione, appoggiata senza eccezioni – salvo assenze – dalla Maggioranza che la sostiene, abbia stravolto  ogni ordine logico-giuridico, pretendendo che il Consiglio approvasse il Consuntivo 2011, senza occuparsi preventivamente della disamina dei debiti fuori bilancio, materia delicatissima, sulla quale non potevano escludersi, a priori, risvegli di coscienza dell’ultimo momento, con tutte le conseguenze del caso: per chiedere – ed ottenere – l’anticipazione di cassa!

    Atteso che la misura massima dell’importo anticipabile dal Tesoriere è determinata, per Legge, in 3/12 delle entrate accertate nei primi tre Titoli del Bilancio Consuntivo relativo all’esercizio precedente a quello in corso – che, in caso di emergenza, possono lievitare a 5/12 – occorreva necessariamente approvare il predetto documento di contabilità.

    More solito, a questo calcolo contribuiscono i residui attivi, i crediti che il Comune vanta e che abbiamo già definito utopici.

    In buona sostanza: si altera la propria posizione debitoria, sottostimandola pesantemente, non iscrivendo in bilancio passività prodotte nell’anno de quo. Si sovrastimano abbondantemente le entrate, fornendo al Tesoriere dati  “euforici”…..

    Ma dove vogliono arrivare?!

    L’unica speranza è che – al di là dei tristi siparietti della politica, delle logiche assurde di chi, incurante del vero e proprio schiaffo elettorale ricevuto, continua, da cattedre sovracomunali, a perpetuare il perverso gioco dei ricatti incrociati, in vista delle prossime elezioni amministrative (o mi dai il Sindaco qui, o cade l’Amministrazione là), addirittura pre-assaporando la possibilità di personali candidature nel capoluogo, in caso le novelle della spending review cancellassero alcuni scranni, facendo trovare disoccupata (politicamente) più di una cariatide – chi può, tenti almeno di staccare la spina a quello che è diventato un cadavere maleodorante.

    Ahimè, ci credo poco … Tutta colpa dell’ambizione che, se cessa di incarnare l’esortazione, tutta cristiana, ad “aspirare ai carismi più grandi”, per divenire mero e squallido gioco di potere, davvero può generare mostri.

    Purtroppo, cari Concittadini Casertani, compagni con il sigaro in bocca, da una parte; grilli trasformatisi in allegre cicale (che all’inizio almeno ci divertivano con i loro film; ora neanche più questo!) e la razza dei presidenti in via di estinzione (che lottano animati dal proprio istinto alla conservazione) dall’altra, mi sa che davvero per Caserta e per l’Italia tutta il cammino sia peggio della scalata al Križevac, con la differenza che, al vertice di questa, si trova la Croce di Cristo, che tutti accoglie a braccia aperte, riaprendo i cuori alla speranza; mentre in vetta ai colli tifatini – presto deturpati dall’“housing sociale”- piuttosto che a quelli romani, si trova sempre più solo tanta, umana miseria.

    E non mi venite a parlare di saggi: saggi saranno gli Italiani se, messi nella concreta possibilità di scegliere i propri rappresentanti, lo faranno consapevolmente, badando a quanto di buono c’è, anziché tentare esperimenti dagli effetti incerti, se non drammatici.

     

    PUBBLICATO IL: 7 aprile 2013 ALLE ORE 19:20