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    CASERTA / Dracula Publiservizi non paga un euro di Tarsu. E Piscitelli fa melina dopo il parere dell’ufficio legale


      Il problema fu sollevato nel novembre scorso dai consiglieri comunali del Pd, Franco De Michele ed Enrico Tresca. La Gallo disse che quella richiesta era fondata e d’altronde ci sono casi esemplari e recenti, come quello di Aversa, in cui chi ha gestito i parcheggi a pagamento è stato obbligato a pagare la tassa […]

    Nella foto, le strisce blu del comune capoluogo e nelle foto in basso Franco De Michele e Giammaria Piscitelli

     

    Il problema fu sollevato nel novembre scorso dai consiglieri comunali del Pd, Franco De Michele ed Enrico Tresca. La Gallo disse che quella richiesta era fondata e d’altronde ci sono casi esemplari e recenti, come quello di Aversa, in cui chi ha gestito i parcheggi a pagamento è stato obbligato a pagare la tassa rifiuti anche per effetto di sentenze del TAR.

    CASERTA – Non sarebbe male per le esangui casse del Comune Capoluogo introitare un bel po’ di quattrini dal pagamento della Tarsu da parte del superconcessionario Publiservizi, che di quattrini ne introita, invece, a palate, nella gestione degli stalli dei parcheggi a pagamento.

    La questione è semplice ed altri comuni come quello di Aversa, l’hanno risolta, forti di solide sentenze e decisioni assunte dal Tar. Chi ha in concessione degli spazi pubblici dove esercita attività di business è tenuto a pagare quanto dovuto, naturalmente in base ai metri quadri occupati, come contribuente alla Tassa sui rifiuti solidi urbani.

    Ed invece a Caserta, Publiservizi non ha mai scucito un euro. Nel novembre scorso i consiglieri di opposizione Franco De Michele ed Enrico Tresca chiesero formalmente un parere alla responsabile dell’ufficio legale del Comune, Lidia Gallo. E il parere arrivò. La Gallo disse che in base ad una giurisprudenza ormai consolidata la Publiservizi avrebbe dovuto pagare.

    Uno adesso si aspetterebbe che, in forza di questo parere, il Comune abbia spedito ai suoi amici della famiglia Natale le cartelle di oggi e quelle di ieri, con la stessa solerzia con cui quelli della Publiservizi rastrellano, giorno per giorno i casertani, riempendoli di multe e cartuscelle, frutto dei gattoneschi agguati che i suoi addetti, gli pseudo vigilini, pagati a percentuale perpetrano ai danni degli automobilisti che sforano anche solo 3 minuti nell’utilizzo degli stalli.

    E invece no. Quando succedono queste cose, quando al Comune di Caserta vengono messi in discussione gli interessi dei veri poteri forti della città, ecco che ti salta fuori un dirigente, che, di solito è lo specifico e storico tutor di quel potere forte. E infatti così è capitato: l’inneffabile Giammaria Piscitelli ha cominciato il suo lavoro per confondere le acque.

    Ha posto il problema dell’identità del rapporto tra Publiservizi e Comune di Caserta. Una concessione, oppure una semplice titolarità allo sfruttamento di spazi pubblici per effetto dell’aggiudicazione di un appalto. In questo secondo caso il pagamento della Tarsu sarebbe dubbio.

    Una cosa è certa. A quattro mesi da quel quesito nulla si sa di ufficiale e la Publiservizi continua tranquillamente a non pagare un euro di Tarsu, mentre tantissime altre aziende, che nelle città italiane svolgono la stessa attività, lo fanno o sono state costrette a farlo, facendo fronte anche agli arretrati.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 29 marzo 2013 ALLE ORE 9:02