Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    CASERTA/ Dopo il disastro-acqua di CASOLLA e CENTURANO, ci si chiede: che fine ha fatto la determina di revoca alla Napoletanagas


        Il provvedimento di revoca fu emesso nel novembre scorso ma se ne è persa traccia. Quello avvenuto alla fine della settimana scorsa è uno dei più gravi guasti mai verificatisi in città. Migliaia di famiglie sono state private dell’erogazione idrica CASERTA – Il provvedimento di revoca del servizio idrico alla Napoletanagas fu emesso […]

     

     

    Il provvedimento di revoca fu emesso nel novembre scorso ma se ne è persa traccia. Quello avvenuto alla fine della settimana scorsa è uno dei più gravi guasti mai verificatisi in città. Migliaia di famiglie sono state private dell’erogazione idrica

    CASERTA – Il provvedimento di revoca del servizio idrico alla Napoletanagas fu emesso alla fine di novembre dello scorso anno, ma sembra diventato una grida di manzoniana memoria. Il problema sentito dai cittadini non solo per le motivazioni del Municipio  che l’hanno portato al varo del provvedimento, quanto piuttosto per i gravi disservizi che quotidianamente si verificano in città ed il grande spreco che i casertani pagano profumatamente. Le condutture perdono circa il 50% dell’acqua fornita dalla regione Campania.

    Il danno di parco Cerasole che ha bloccato il popoloso quartiere nelle giornata di Venerdì e che  ha allagato di fatto tutte le strade del quartiere è stato uno dei  più gravi degli ultimi tempi.

    Nello stesso giorno anche  Casolla, è rimasta a secco fino a mezzogiorno del sabato successivo.

    “La cosa più grave è che i residenti non sono stati avvisati – scrive i responsabile cittadino del PD Mauro Desiderio –  La carta del servizio idrico della Napoletana gas diventa sempre più carta straccia, in totale spregio delle esigenze e dei diritti dei Cittadini, che pagano bollette salate senza ricevere un minimo di rispetto.”

    Dopo i comunicati stampa e la pubblicazione della revoca della concessione, a distanza di più di cinque mesi non si sa niente del provvedimento, ne se la Napoletana gas lo abbia impugnato.

    Nel comune di Caserta è altrettanto mistero  la volontà degli amministratori se sono intenzionata a gestire con sue risorse la fornitura dell’acqua o si farà una nuova gara.

    La revoca era stata emessa  perché la giunta comunale di Pio Del Gaudio riteneva  esaurito il  concessorio con  la Napoletanagas e quindi richiedeva  la restituzione degli impianti a far data dalla effettiva cessazione del servizio.

    La revoca della concessione dal punto di vista tecnico  arrivava  con dieci anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale nonostante che  nel corso di questi quattro lustri di gestione privata sono state individuate delle incongruenze nel contratto stesso specie sulla durata.

    Tra le cause della revoca non era  citato alcun disservizio, ma un problema burocratico legato al testo unico degli enti locali in particolare all’art. 113  che sul piano transitorio fissava, come regola generale la  scadenza automatica al 31 dicembre del 2007 delle concessioni affidate senza rispettare procedure di evidenza pubblica, contemplando però alcune eccezioni.

    Tra queste quella prevista nella determina: “Che la società Napoletanagas, a quanto risulta, non è mai stata quotata in borsa (o perlomeno non nel listino ordinario o allargato); nè è dato sapere con assoluta certezza se, al 2003, lo fosse Italgas, che la controlla, nel qual caso, ratione temporis, dovrebbe ritenersi esclusa l’automatica caducazione del rapporto concessorio col Comune di Caserta al 31 dicembre 2007. Tuttavia, on line è possibile reperire alcuni documenti concernenti il bilancio consolidato 2002 del gruppo Italgas in cui si dà atto che, a seguito di OPA volontaria totalitaria lanciata da Eni s.p.a., che ebbe esito positivo, “con decorrenza 7/2/2003 il titolo Italgas è stato revocato dalla quotazione di Borsa”;

    E’ su questo punto che la Napoletanagas avrebbe potuto  far valere le sue ragioni ed opporsi al provvedimento, infatti fa capo alla Snam che è regolarmente quotata in borsa.

    Fu il 9 aprile del 1991 sindaco Giuseppe Gasparin, che  il Consiglio Comunale di Caserta, affidò in concessione alla Napoletanagas S.p.a., la gestione del servizio di distribuzione dell’acqua potabile.

    Il contratto stabiliva la “concessione in esclusiva, su tutto il territorio comunale, del pubblico servizio di distribuzione acqua potabile mediante tubazioni per usi domestici, artigianali, commerciali, industriali ed agricoli”. Il  servizio fu affidato per la durata di 30 anni, decorrenti “dal primo giorno del mese successivo a quello in cui avvenne la consegna formale dell’acquedotto.

    Tobia

    PUBBLICATO IL: 24 aprile 2013 ALLE ORE 11:44