Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    CASERTA / Cifre, dettagli, sperperi, 7 determine del comune per gli allegri cottimi fiduciari alle scuole cittadine


           Ancora una volta è il consigliere comunale Cobianchi ad aver realizzato una lodevolissima analisi di queste spese. Ma a questo punto, Cobianchi, se proprio vuol diventare un  punto di riferimento della politica cittadina deve sopportare il sacrificio di una scrittura più sobria. Il grande obiettivo del cambiamento deve, infatti, rimandarci a Socrate […]

     

    Nelle foto, da sinistra, il consigliere comunale Luigi Cobianchi e il sindaco Pio Del Gaudio

     

     

     Ancora una volta è il consigliere comunale Cobianchi ad aver realizzato una lodevolissima analisi di queste spese. Ma a questo punto, Cobianchi, se proprio vuol diventare un  punto di riferimento della politica cittadina deve sopportare il sacrificio di una scrittura più sobria. Il grande obiettivo del cambiamento deve, infatti, rimandarci a Socrate e non ai piacere epicurei di una pur gratificante e piacevolissima scrittura barocca. Altrimenti tutto questo serio e durissimo lavoro, operato dal consigliere, rischia di essere vanificato. 

     

     

    Caserta – Se riuscirò a convincere Luigi Cobianchi che la legittima, comprensibile promozione di un ego, robustamente blindato di cultura, preparazione, cognizione qual è quello che Cobianchi si porta dietro, è un pelo meno importante dell’obiettivo storico, quasi escatologico, di cambiare qualcosa nella qualità della politica meridionale, nella concezione che le persone hanno della stessa, nel metro valutativo con cui il popolo sovrano considera il modo con cui viene speso il danaro pubblico da politici di professione o da dirigenti di vecchia filibusta, allora Cobianchi può diventare un fattore di innovazione decisivo della politica casertana. 

    Più Socrate, meno florilegio. Lo comprendo, Cobianchi: davanti allo sperpetuo della ragione, della cultura, del semplice buon senso, la promozione dell’ego diventa una necessità emotiva.

    Ma qui, caro Cobianchi, c’è da cambiare Caserta e allora, la qualità senza precedenti delle tue prese di posizioni, delle tue analisi iper tecniche, degli interrogativi che ti poni, attraverso una disciplinatissima, rigorosissima trattazione delle materie di cui ti occupi, ha la necessità di incrociare la missione laica del grande filosofo dell’antichità che inventò la maieutica perchè attraverso la semplice comprensione di quello che era il suo pensiero, pieno di ragione e di ragioni, si poteva migliorare l’uomo.

    Ecco, Cobianchi, quello che Lei ha scritto oggi, cogliendo i molti tratti oscuri, complessi dei 70 mila euro che il comune di Caserta ha tirato fuori per alcuni lavori, realizzati a fine anno, in 7 scuole della città, è un contenuto senza precedenti. Nessun politico in questa città, almeno negli anni in cui il sottoscritto ci ha lavorato, aveva espresso opinioni difformi dall’uso del danaro pubblico realizzato dall’amministrazione comunale con tale chirurgica perfezione.

    Eppure, quella sua necessità, ripeto comprensibile, e in cui spesso anche io mi riconosco, di dover dare riconoscimento, auto riconoscimento, al suo pensiero, finisce per vanificare in parte il suo sforzo, perchè, sarà anche un mondo sbagliato, sarà anche una società che vive allo stato brado, ma 30 mila caratteri dattiloscritti li ha potuti sostenere il sottoscritto e Caserta C’è, ma  nessun altro in questa città.

    Dunque, Cobianchi, Lei ha una possibilità storica: diventare un leader politico a Caserta. Ha cultura, competenza e autostima a sufficienza per farlo. Ma deve moderare la sua prosa fluviale. Poi, se proprio ci vogliamo sfogare, ci incontriamo io e Lei in una birreria, immaginando che essa sia una caffè della scapigliatura milanese,  e ci abbandoniamo al piacere metafisico del divertimento lessicale, linguistico e culturale.

    Ma così non serve. Comunque, io questo lungo scritto glielo pubblico perchè è bello da leggere per quella ristretta nicchia di persone che considera la ragione, i contenuti, la cultura, gli unici elementi per migliorare la specie umana. Ma siamo in pochi, troppo pochi. La platea va allargata. E Socrate ci insegna come si fa.

    Gianluigi Guarino

     

    CLICCA QUI PER LEGGERE LE 7 DETERMINE CON CUI L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SPENDE 70MILA EURO DI COTTIMI FIDUCIARI PER LAVORI SCOLASTICI

     

     

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA LUNGA PRESA DI POSIZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE COBIANCHI SUI COTTIMI FIDUCIARI PER LE SCUOLE DELLA CITTA’

    Le Scuole da Diecimila (euro) e una (lunga) Notte….

    (Per chi avesse ancora dubbi sull’importanza di mandare i figli a scuola….

    ….Sì, ma come maestranze edili!)

    I Regali di Natale dell’Allegra Brigata del PEG (5a ed ultima puntata)

    (…E dopo la lunga notte, alle prime luci del giorno…

    …il Patrimonio Comunale appariva liquefatto, come un sorbetto lasciato per troppo tempo al sole…)

     

    di Luigi Cobianchi


    Buona Domenica, carissimi Concittadini Casertani!

    Eccoci qua per il nostro appuntamento che, oramai, è divenuto consuetudine.

    In molti speravano che, tutto intento nelle ultime, concitate ore che precedono il voto, avrei, almeno per una volta, disertato l’incontro con Voi.

    Si vede che c’è chi ancora mi conosce poco: non c’è attività professionale, elezione, carica di Partito che tenga. Di fronte all’impegno che ho assunto, un anno e nove mesi orsono, con tutti Voi, tutto il resto passa in secondo piano. Caserta über alles, Caserta sopra ogni cosa!

    Ovunque il buon Dio volesse portarmi in futuro, in ogni ruolo, in qualsivoglia incarico, la mia Città sarà sempre con me; avrà il posto privilegiato che le compete nell’ambito della mia, sia pur modesta, azione politica; sarà destinataria di ogni mia attenzione.

    Pronti ad ascoltare il mio nuovo racconto della collana “Christmas Gifts”, “I Regali di Natale”?! Ed allora mettetevi comodi e… cominciamo.

    Era sempre quel lungo inverno dell’anno di Grazia 2012. Tutti si preparavano a vivere quel giorno fatidico, carico di aspettative, il 31 Dicembre, in cui si cerca affannosamente di archiviare l’anno vecchio – assieme al quale si vorrebbero cancellare tutti i mali del mondo – mentre, con tutto l’entusiasmo di cui si è capaci, ci si appresta a salutare quello nuovo che viene.

    Un rito destinato a perpetuarsi, almeno sino a quando chi ci governa non avrà cancellato anche l’ultima traccia di speranza che sopravvive in noi, annientandoci. Ma, da Cristiano, sono persuaso che ciò non potrà mai accadere, nella convinzione evangelica che le forze del male non praevalebunt.

    Certo, dipende anche da noi, atteso che è l’uomo che costruisce, giorno per giorno, sulla Terra, la Città di Dio, piuttosto che la civitas diaboli. Ed anche il voto è un mezzo per orientare il nostro destino – oltre a quello delle generazioni future – verso l’uno o l’altro lido.

    Bene, mentre i comuni mortali erano tutti presi dalla frenesia degli ultimi acquisti, pregustando le delicatezze del cenone – sempre più esiguo, in verità – e lo spettacolo – non sempre a lieto fine – dei fuochi pirotecnici, gli instancabili “condottieri” del Comune di Caserta erano lì, a lavorare e lavorare e lavorare, come operose formiche, gettando, dall’alto del Palazzo Castropignano uno sguardo di sprezzante disappunto verso le stolte cicale che, giù dabbasso, si preparavano ai bagordi.

    Vero è che alcuni dei baccanali – quelli che avvenivano ai piedi della Casa Comunale – erano stati organizzati proprio dalle zelanti formiche, quasi a voler tenere ulteriormente distratte le cicale attraverso musiche e danze che, evocando – rinnovandole – le spensieratezze estive, nascondessero loro la dura realtà dell’appropinquarsi dei rigori del Generale Inverno.

    1952, 1953, 1954, 1955, 1956, 1957 e 1959: i numeri delle Determinazioni Dirigenziali che, assieme a quelle esaminate nelle scorse settimane, fanno prova di un arduo cimento, della fertilità delle menti di coloro che, in un solo giorno, hanno saputo moltiplicare pani, pesci e non solo!

    E pensare che c’è chi osa anche criticare quelli che, per contro, meriterebbero un encomio.

    Sindaco, quando ritornerà a Caserta dai suoi lunghi e sempre più frequenti soggiorni a Farmville, vi provveda!

    Potrebbe istituire, non so, un Ordine Familiare, come quello dei Reali Inglesi, il Pio Ordine dell’(Af)fido d’Oro, piuttosto che quello del “Gaudium et Spes” (anche se di speranze, per i Casertani, finché permarrà un siffatto stato di cose, ne vedo davvero poche).

    D’altronde, è giusto mettere sullo stesso piano grigi, meschini funzionari, noti solo per la propria tirchieria, che si ostinano a parlarci di spending review – quelle horreur! – mentre ci sono esempi così fulgidi di magnanimità?!

    Chi dice che non si investe nella Scuola, che i tagli colpiscono sempre il sistema scolastico, a Caserta si ritrova smentito drasticamente dai fatti.

    E’ proprio così, se pensate che anche le determine di cui vi narro oggi hanno ad oggetto l’edilizia scolastica.

    Nonostante la crisi, l’Ente, invero, riesce a tirare fuori ben 70.000,00 euro – avete capito bene – SETTANTAMILA euro per le scuole.

    More solito, in applicazione del principio “del buon (?) padre di famiglia” questa cifra è equitativamente distribuita su sette interventi da diecimila euro cadauno, per non scontentare nessuno: ditte a parte, dalle “Scuole Medie Giannone”, alle “Scuole Medie D. Alighieri”; dalle “Scuole Medie Vanvitelli di via Ruta”, alle “Scuole Materne via Fabricat Puccianiello; dalle “Scuole Materne S. Clemente, Area 167, S. Barbara”, alle “Scuole Materne via De Cillis Casolla, via Rossi Sommana, p.zza Cavour” per finire con la “Scuola Materna p.co Aranci 167” c’è stato un pensiero per tutti, sotto il grande albero di Natale di piazza Dante.

    Che anzi, i doni erano così numerosi da richiedere che quest’anno, in Città, gli alberi di Natale triplicassero, con l’aggiunta (sempre a ridosso della casa Comunale, perché i simboli sono simboli!) di uno a piazza Redentore e  di un altro a piazza Generale Amico.

    Il solito “critico a tutti i costi” mi dirà, rendendosi sempre più fuori luogo: ma non era meglio investire tanto danaro tutto assieme? Con una cifra simile, a momenti si possono gettare le fondamenta di una nuova struttura e cominciare ad erigere il grezzo del primo livello….!

    Pensate, una scuola tutta nuova, moderna, antisismica…..

    Già e le esigenze del restauro (e dei “restauratori”) dove le mettiamo?!

    E, poi, un poco per uno non fa male a nessuno! Già, ma…. Neanche fa il bene della Città!

    Comunque, prima di esprimere giudizi, andiamo a vedere come sono stati utilizzati questi soldi. Magari ci ricrediamo!

    In verità non c’è molta fantasia nei preventivi di spesa che “assistono” le determinazioni che ci occupano: sono più o meno redatti tutti con il metodo del “copia ed incolla”.

    Tutti si aprono con la precisazione che abbiamo già esaminato nei capitolati di cui vi ho narrato nelle “puntate precedenti”: i lavori elencati sono intesi, ai fini della contabilità, “a misura”.

    A dire il vero c’è un grosso elemento di novità: finalmente troviamo, per ciascuna lavorazione, un prezzo unitario con un riferimento ad un Preziario non meglio specificato (non si può chiedere troppo!) e – udite, udite – una unità di misura per le “Quantità”: il metro quadro! L’unità del Sistema Internazionale.

    E che vuoi di più!

    Così, per le determinazioni n° 1952, 1953, 1954, 1955, 1956, 1957…. ma non per l’ultima, la 1959 che, proprio per questo, merita un esame a parte, atteso che in essa ricompaiono e “prosperano” le ben note espressioni iniziatiche “H/peso” pari ad “1,00 ”, e “Quantità” sempre uguale ad “1,00 ”, numero puro (nel senso matematico, non relativamente ai suoi costumi, alla castità).

    Al riguardo mi torna in mente un mio Professore, all’Università, il Quale, un giorno, nel ben mezzo di una lezione di Teoria delle Coniche se ne esce con: “Sapete qual è la differenza tra un Professore di Analisi [Matematica] ed uno di Geometria?! Beh, Per il professore di Geometria un numero è un numero, non parla, sta scritto sulla lavagna, fermo e muto. Per un Professore di Analisi no, camminano, hanno vita propria, si accoppiano e…. figliano; parlano, anche perché, altrimenti, li fanno parlare loro….”.

    Forse il problema è tutto lì: con buona pace dei miei Docenti, non riesco ancora a far parlare i numeri!

    Due cose, invece, accomunano tutte le determinazioni in esame.

    La prima. Un oscuro algoritmo di proporzionalità inversa: al diminuire del costo unitario di ciascuna voce di capitolato – per la semplicità delle lavorazioni che comprende ed il non particolare pregio dei materiali da utilizzarsi – aumentano le quantità.

    Sicché, nella medesima scuola (determina 1952), se una “Rasatura e stuccatura di superfici già predisposte, con premiscelato a base di leganti cementizi, additivati, perfettamente levigato, dello spessore non inferiore a 3 mm su pareti verticali ed orizzontali Rasatura e stuccatura a base di leganti cementizi” costa 7,96 €/m2, se ne commissiona l’applicazione per m2 200; ovvero, se una “Finitura con rasante minerale premiscelato a base di legante cementizio e inerti applicato a mano su sottofondo esistente con spessore non inferiore a 3 mm Finitura con rasante premiscelato a base di legante cementizi” costa 8,23 €/m2 se ne ordina la posa in opera su m2 250.

    Ma se passiamo a lavorazioni meno costose, come quella rubricata “Fondo fissante, ancorante ed isolante a base di silicato di potassio ed inerti minerali, a norma DIN 18363, idoneo per superfici miste (minerali ed organiche), applicato a pennello Fondo fissante, ancorante ed isolante a base di silicato di potassio”, che costa “solo” 2,29 €/m2, se ne dispone l’applicazione su una non meglio precisata superficie di  m2430, che lievitano a m2650 per la “Tinteggiatura con idropittura di superfici a tre mani a coprire, esclusa la preparazione delle stesse. Su superfici interne con idropittura traspirante ed idrorepellente”, che costerebbe 5,48 €/m2.

    Mi direte voi, grazie, evidentemente in questa scuola la maggior parte delle pareti abbisogna solo di una tinteggiatura, mentre solo in alcuni ambienti occorre un intervento più drastico, che preveda anche rifazioni e/o integrazioni degli intonaci.

    Già, ma atteso che il fondo fissante si dà esclusivamente sulle superfici che devono essere tinteggiate, al fine di favorire l’aggrappo delle pitture, mi spiegate come mai si passa il fissativo su m2430, per poi tinteggiare m2650?

    Ma, soprattutto, è possibile che tutte le scuole si trovino nelle medesime condizioni, per cui meno costoso è l’intervento, più aumenta la commessa in termini di metri quadri? Seguendo l’ordine delle lavorazioni sopra indicato abbiamo la seguente variazione di superficie espressa in m2: 280, 290, 650, 700 (det. n° 1953); 350, 430, 400, 500 (det. n° 1954); 280, 290, 600, 700 (det. n° 1955); 250, 250, 480, 700 (det. n° 1956); 250, 250, 400, 500 (det. n°1957);

    La seconda. I prezzi indicati nei capitolati sono al netto di imposte, tasse, oneri previdenziali, assistenziali ecc.

    E l’IVA? Nessun riferimento. In altre parole il Comune commissionerebbe lavori – more solito in cottimo fiduciario, pur in assenza dei caratteri di necessità ed urgenza tassativamente prescritti – e non pagherebbe all’Impresa l’IVA?!

    Vero è che a caval donato…..

    Dicevamo che, tra tante determine apparentemente tutte uguali, ciascuna presenta elementi di tipicità.

    Cominciamo, allora, ad esaminare la prima di quelle che ci occupano quest’oggi: quella contraddistinta dal n°1952.

    Nel corpo dell’atto dirigenziale si legge che le opere a farsi consistono nell’ “Eliminazione delle infiltrazioni di acqua dalle coperture; Ripristino di intonaci ammalorati; Attintatura delle aule”. (Il tutto, come nella determinazione che abbiamo analizzato la settimana scorsa – quella degli “Aristoratti” – “…per consentire l’apertura del nuovo anno scolastico” che – oramai lo sappiamo – a Caserta, almeno secondo i Dirigenti Comunali, non inizia – stante la data dell’atto in esame – a metà Settembre, bensì addirittura a Gennaio! Se, invero, i lavori propedeutici al regolare svolgimento delle lezioni sono stati commissionati il 31 Dicembre, prima che possano essere ultimati – senza voler mettere in discussione l’eccezionale rapidità degli esecutori – saranno occorsi alcuni giorni, almeno una settimana, non fosse altro che per consentire ai materiali applicati di svolgere le proprie reazioni, soprattutto di essiccazione, che comportano tempi morti.)

    Sennonché, nel preventivo allegato alla determina, non si fa cenno ad alcun lavoro di impermeabilizzazione o, più in generale, di ripristino delle coperture, bensì esclusivamente a rifazione di intonaci, a tinteggiature, oltre che a due ulteriori interventi, uno consistente nella “Sistemazione di rivestimento bagni” e l’altro nella “Fornitura e posa in opera di telai in alluminio e rete metallica”.

    I più malpensanti tra di Voi, che superano anche il sottoscritto, si chiederanno: ma che legame c’è tra i rivestimenti di un bagno e l’eliminazione di infiltrazioni da un tetto?!

    Tutto qui il dubbio iperbolico?! Semplice: non avete mai visto una scuola con un bagno sul tetto?! Panoramico, arioso, soleggiato. Cosa vuoi di meglio dalla vita?!

    Certo, a questo punto, se le tubazioni dovessero avere perdite, l’acqua – o ciò che è – filtrerebbe dal tetto!

    D’accordo – mi diranno i più attenti tra Voi – ma, allora, per eliminare le infiltrazioni dovrei riparare i tubi: ciò comporta demolizioni – e, quindi, rifacimenti – dei rivestimenti. Se si intervenisse – come indicato – solo sulle piastrelle la perdita persisterebbe…. Vero!

    Che sciocco, ora ho capito. Come non pensarci! Non sono i tubi a perdere, ma il tetto del bagno, ovviamente in caso di pioggia: l’acqua si accumula sul pavimento che funge da copertura di alcuni vani della scuola, nei quali va a penetrare…

    A meno che, per favorire il ricambio d’aria, secondo “le prescrizioni dei sopralluoghi ASL” il bagno pensile non sia “a cielo aperto”, nel qual caso a maggior ragione la rifazione della finitura del pavimento, che funge da tetto per alcune aule della scuola, prescritta dai nostri ottimi tecnici, appare indubbiamente indispensabile, sempre che, realmente, siano riscontrabili infiltrazioni, in caso di precipitazioni meteoriche.

    Ma, con riferimento alle due ultime voci di capitolato che abbiamo elencato, v’è un ulteriore aspetto perplesso: all’inizio dell’elenco di lavorazioni da effettuarsi – come già ricordato – vi è la precisazione che essi sono a misura, e tale criterio è seguito sino alla voce contraddistinta dal numero “4” inclusa, sicché, una volta tanto, capiamo qualcosa anche noi comuni mortali. All’improvviso, tuttavia, nel passare al punto n°“5” – ove troviamo l’oramai “famosa” “Sistemazione di rivestimento bagni” – si compie un brusco ritorno al passato rappresentato dalle determinazioni esaminate nelle scorse settimane, con il riapparire – come in un incubo – di quelle incomprensibili “unità di misura”,  “H/peso” pari ad “1,00 ”, e “Quantità”, sempre uguale ad “1,00”,  il tutto per un importo complessivo di 700,00 euro.

    D’improvviso, quindi, si abbandonerebbe la contabilizzazione “a misura”, per passare a quella “a corpo”, comprendente lavorazioni complesse, non previste (almeno tal quali) nei prezzari contabilmente rilevanti.

    A conferma di ciò, la scomparsa di qualsiasi riferimento a qualsivoglia Elenco Prezzi.

    Lecito?! Sì, a condizione di conformarsi a quelle regole di compilazione che rendono un capitolato intellegibile per tutti (o, almeno, per gli addetti ai lavori): in luogo del richiamo al preziario di riferimento che, alle nostre “latitudini” è quello relativo al più recente Tariffario per  le OO.PP. della Regione Campania, pubblicato sul BURC, si inserisce la dicitura  “np”, che sta per nuovo prezzo, affiancata da un numero progressivo (in caso vi siano più voci da specificare), che richiama ad un’allegata analisi dei prezzi, dettagliata, che faccia comprendere sulla scorta di quali considerazioni, parametri di riferimento, costi unitari si sia arrivati alla determinazione del prezzo finale per la lavorazione in esame, eventualmente scomposta in una serie di attività più elementari, rubricate nel tariffario ufficiale.

    In mancanza – come nel caso di specie – in che modo si può valutare la sussistenza del sinallagma, la congruità della spesa?!

    Settecento euro per la “sistemazione” di un rivestimento di un bagno sono pochi, molti?! Tutto sta a capire cosa si intende realmente commissionare, quali siano i prezzi di riferimento ma, soprattutto, cosa voglia dire il solito “1,00”, relativo alle quantità. Un bagno?! In tal caso, è troppo chiedere quanti sono i metri quadri oggetto di intervento?! Vero è che, di fronte ai “Rubinetti d’Oro”, queste appaiono quisquilie. Per contro, l’opera appare necessaria: in mancanza, sai che pugno nell’occhio nel vedere il monocomando di design, da duemila euro, in un servizio dalla pavimentazione sconnessa?!

    Discorso del tutto analogo per la voce successiva del “Preventivo di Spesa” in esame, contraddistinta dal n° “6”: “Fornitura e posa in opera di telai in alluminio e rete metallica”, “H/peso” pari ad “1,00 ”,  per una “Quantità” di “1,00 ”, al costo di 1.100,00 euro.

    Anche qui, se con quel laconico “1,00” si intende un telaio, a meno che non si tratti di una parete finestra, per di più piuttosto estesa, non si comprende come si possa arrivare ad una cifra così esorbitante: vivaddio, parliamo di un telaio, non di un infisso, magari munito di vetri camera!

    Cosa se ne faccia, poi, la scuola di metri e metri di rete metallica, tanti da sommare un simile importo totale da pagarsi, non è dato di saperlo.

    Forse il Dirigente Scolastico ha intenzione di far realizzare un pollaio dove tenere ovini per consentire agli allievi di compiere esercitazioni pratiche nelle ore di Applicazioni Scientifiche, piuttosto che di bere un bell’ovetto fresco a pranzo, in tempi di cibi precotti dall’incerta provenienza?! Mah!

    Le determinazioni n°1953, 1954 e 1955, pur proponendosi i medesimi obbiettivi di quella appena esaminata –  ed a parità di importo complessivo stanziato (sempre 10.000,00 cadauna) – non prevedono né la sistemazione dei rivestimenti di bagni pensili, al fine di eliminare le infiltrazioni dalle coperture, ne la creazione di pollai.

    La determina n°1956, ferme restando le finalità e la spesa prevista, nel preventivo allegato aggiunge la voce, sempre contabilizzata “a corpo”, “Sistemazione cubetti di porfido ingresso edificio scolastico” con la solita, laconica indicazione “H/peso” pari ad “1,00 ”, “Quantità” uguale ad “1,00”,  il tutto per un importo complessivo di 1.000,00 euro.

    Anche in questo caso ci sarebbe tanto da dire: stante la dizione “Sistemazione” cosa dovremmo intendere, che il rivestimento a cubetti in porfido è già in opera e va solo consolidato, semmai con applicazione di opportuno fugante, o, al più, integrato di eventuali elementi mancanti?!

    Se è così, MILLE euro appaiono una follia! A meno che non ci riferiamo a cose diverse: noi ai “bolognini”, più comunemente detti “sanpietrini”, realizzati con la ben nota roccia vulcanica effusiva, a pasta vetrosa o microcristallina, ricca in quarzo e con modesti tenori di feldspati e miche; mentre nel capitolato comunale si prevede, evidentemente, l’utilizzo di quella varietà rara, caratterizzata da un colore rosso acceso e di difficile lavorazione, in ragione della durezza, che i Romani chiamavano lapis porphyrites, proveniente dall’Egitto, da cave di proprietà imperiale sul Mons Porphyrites o Mons Igneus, un massiccio montuoso oggi chiamato Jebel Dukhan.

    Altra determinazione, altra peculiarità. Passiamo alla n°1957. Oggetto perfettamente identico, stesso stanziamento (10.000,00 euro), nuovi lavori “a corpo” inseriti tra le voci del preventivo “a misura”. Niente rivestimenti di bagni, né pollai, né, tantomeno, sanpietrini. No. Qui il fatto è serio: si comincia aggiungendo  una “Pulizia grondaie e pluvialli [sic!]”. Superfluo ripetersi, oramai conoscete la musica: “H/peso” uguale ad “1,00 ”, “Quantità” pari ad “1,00”,  il tutto per un importo complessivo di …..

    …Fermiamoci un attimo. Quanti di Voi nel recente passato hanno commissionato la pulizia di una grondaia? E quanto avete speso?! Cento euro?! Duecento euro?!

    Ma qui il Committente è nobile, non può fare figure meschine… Si tratta pur sempre dell’Amministrazione Comunale, mica di un pezzente come me! Ed allora gli euro diventano MILLETRECENTO!

    Che non si siano rivolti a Bert in persona, lo spazzacamino di Mary Poppins?! Certo, oramai avrà i suoi anni!

    D’altra parte, al di là dei tratti orizzontali, non è così semplice pulire le sezioni verticali delle grondaie…. Immaginate il nostro anziano Bert, armato di un mega-scovolo, come quello per le bottiglie, ma lungo metri e metri, abbarbicato ad un tubo?! Peraltro i pluviali da trattare sono tanti, come precisato in determina, che non per nulla usa un plurale “rafforzativo” (pluviale, quando è uno; pluvialli (sic!), quando sono di più).

    Tuttavia, ciò che lascia letteralmente esterrefatti è la voce successiva: “Pulizia Area Esterna”, “H/peso” pari ad “1,00 ”, “Quantità” uguale ad “1,00”. Costo?! 980,00 euro.

    Poco, molto, non entro nel merito. Ma mi chiedo, non bastavano i 4.500,00 euro, stanziati con la determinazione n°1960 – di cui ci siamo occupati la scorsa settimana – per “Lavori di bonifica e pulizia in vari plissi [sic!] scolastici.”, che già di per sé rappresentavano un (ingiustificabile) addendum, rispetto a quanto il Comune paga per l’appalto del servizio ordinario di pulizia?

    Dulcis in fundo, veniamo alla determinazione dirigenziale n°1959 che, come accennavo all’inizio, merita una trattazione a parte.

    A parità di oggetto e di stanziamento complessivo (sempre 10.000,00 euro) il “Preventivo di Spesa” che assiste (?) la determina – pur aprendosi con la dichiarazione “programmatica” che precisa che i lavori indicati devono intendersi “a misura”, confermata, alla fine dell’elenco, dall’indicazione “Parziale Lavori a Misura euro” – reca una serie di voci, apparentemente trattate con una contabilità “a corpo”, ciascuna proponente le espressioni tanto inconferenti, quanto consolidate  “H/peso” pari ad “1,00 ” e “Quantità” uguale ad…. “1,00”.

    Andiamo ad esaminare le lavorazioni in dettaglio: “Lavori di spicconatura di intonaco e realizzazione di nuovo intonaco”. Costo, DUEMILA euro, senza alcuna possibilità di valutarne la congruenza. Certo, a giudicare dai prezzi riportati nelle precedenti determinazioni per interventi del tutto assimilabili (7,96 €/m2) si deduce che l’intervento abbia avuto un’estensione di almeno m2250; “Stuccatura e Rasatura”, per euro DUEMILACINQUECENTO che, al prezzo di 8,23 €/m2 restituiscono oltre 300m2; “Fondo fissante e tinteggiatura a tre mani sulle pareti” (chissà chi ha controllato il numero di mani) al costo di DUEMILA euro che, al prezzo di (2,29+5,48) €/m2 = 7,77€/m2, danno una superficie di 250 m2.

    L’elenco prosegue con “Manto impermeabile costituito da membrana bituminosa per eliminazione infiltrazioni di acqua piovana” (finalmente una voce congruente con l’oggetto principe delle determinazioni in esame), al costo di MILLE euro, senza possibilità di comprendere se si intenda commissionare la sola fornitura, od anche la posa in opera, ma, soprattutto, senza che sia specificato il tipo di guaina che si vuole venga applicata (con particolare riferimento al suo spessore), il numero di strati eventualmente sovrapposti ad incrocio, ecc..

    Dopo di che troviamo un intervento che è tutto un programma: “Sistemazione area esterna al plesso scolastico”. Il tutto per MILLECINQUECENTO euro. Cosa voglia dire, non si sa. Auspico che almeno chi ha commissionato i lavori ne avesse una pur vaga idea. Se ci si riferisce ad attività di pulizia, valgono ovviamente le considerazioni che ho svolto poc’anzi.

    Ed, infine, anche per la scuola oggetto della determina in esame, si prevede la “Pulizia di grondaie e pluviali con i relativi pozzetti di raccolta delle acque piovane”, per la “modica” spesa di altri MILLE euro.

    Non ripeto le osservazioni espresse per la determinazione precedente, relativamente all’analoga voce. Mi chiedo, tuttavia: cosa sarebbero questi “pozzetti di raccolta delle acque piovane”? Nientemeno a Caserta avremmo scuole dotate di impianti così ecologicamente avanzati da sfruttare l’acqua piovana, opportunamente trattata, per gli usi igienici?! Non mi risulta!

    Orbene, se non si tratta di una mia disattenzione ma, semplicemente, non esistono sistemi così avveniristici, di cosa parliamo?

    E con questo potremmo anche chiudere con la disamina dei regali di Natale dell’“allegra brigata del PEG”.

    Ma non posso esimermi dall’esprimere “ad alta voce” un’ulteriore osservazione: come più volte ribadito, l’importo stanziato per ciascuna delle determinazioni che abbiamo esaminato è pari a 10.000,00 euro, per un totale di SETTANTAMILA euro, tondi, tondi.

    Sennonché nessuno dei preventivi allegati raggiunge detto importo, tranne quello relativo alla determina n°1959. Partendo dalla determinazione n°1952 ed arrivando a quella contraddistinta dal n°1957 abbiamo, invece: €9.996,20; €9.940,00; €9.980,90; €9.825,50; €9.982,70; €9.983,50.

    Totale (det. n°1959 compresa) €69.708,80.

    Ed il resto, pari a €(70.000,00-69.708,80) = € 291,20?!

    Mancia, una mancia da trecento euro. In favore di chi?! Boh!

    Che ne dite, a questo punto tiriamo le somme di quanto sono costati i regali di Natale di cui Vi ho narrato sino ad oggi?!

    €(1.089,00+30.000,00+10.000,00+10.000,00+10.000,00+10.000,00+10.000,00+10.000,00++10.000,00+10.000,00+10.000,00) = €121.089,00.

    Oltre CENTOVENTUNOMILA euro.

    Ogni commento sarebbe scontato e, quindi, superfluo.

    Quanto a me, penserete che abbia nuovamente deciso di cambiare mestiere, emulando Bert, oppure dandomi all’edilizia (sempre in esclusiva per il Comune di Caserta, con nomina fiduciaria e diretta, dettata dall’urgenza…. di accontentarmi).

    E invece no! Non vorrei deluderVi, ma dopo tanto peregrinar….ho deciso di continuare ad essere…. semplicemente me stesso.

    Concludo citando ancora una volta il grande Totò: “…non voglio onori e titoli né diventar Signore. Voglio, di questo Pubblico, restare il servitore”.

    E, di fatti, se è vero – come è vero – che, con oggi, abbiamo esaurito i “Christmas Tales”, grazie alla fertilità dei miei “ispiratori”, con buona pace di chi continua a lanciarmi strali, ci vedremo Domenica prossima. Stesse reti. Vivaddio…. LIBERE!!!!

     

     

    PUBBLICATO IL: 25 febbraio 2013 ALLE ORE 12:08