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    CANCRO & INQUINAMENTO. La lotta della scienza e le marce


    Pubblichiamo in calce al nostro articolo il commento di un giovane grazzanisano, medico di Sanità Pubblica presso il Policlinico Gemelli di Roma, Paolo Parente, sui rapporti tra tumori e contaminazioni ambientali CASERTA –  Le manifestazioni organizzate per illuminare il problema “rifiuti interrati”, in questi mesi,  sono in costante proliferazione: Aversa, Casal di Principe, Orta di […]

    Nella foto Paolo Parente e la marcia organizzata

    Pubblichiamo in calce al nostro articolo il commento di un giovane grazzanisano, medico di Sanità Pubblica presso il Policlinico Gemelli di Roma, Paolo Parente, sui rapporti tra tumori e contaminazioni ambientali

    CASERTA  Le manifestazioni organizzate per illuminare il problema “rifiuti interrati”, in questi mesi,  sono in costante proliferazione: Aversa, Casal di Principe, Orta di Atella, poi Caivano, insomma, la lista è lunga e nei prossimi giorni se ne programmeranno di certo tante altre.

    E’ fisiologico domandarsi, però, per quale ragione tale attenzione relativa ad una materia così importante sia sbocciata  adesso e non prima.

    Per esempio, le dichiarazioni di Carmine Schiavone, che ripubblichiamo qui sotto, rilasciate  in un interrogatorio dove tira in ballo anche, indirettamente, Grazzanise,  sono abbastanza datate: « Al che io, – esordisce il pentito – al ’90, dissi o loro: oh, ma qua arriva la monnezza che non dovevano fare…”, dice: “no, quello lo sta facendo”, e incominciarono a cacciare nella cassa un centinaio di milioni all’anno, una cosa simile. Insomma era una miseria, in effetti! E C.G. era il rappresentante, lui e un altro di Grazzanise, che ora non ricordo, che si interessava di queste determinate situazioni per il commercio di questa immondizia tossica e non, insomma»

    Lasciamo cadere così il nostro spontaneo interrogativo:  non ci addentriamo nel quesito perché l’articolo ha un altro obbiettivo, ma andiamo con ordine.

    Dietrologia a parte, oggi, nel merito dei moti popolari anti-monezza, pur odiando i cliché, vogliamo sponsorizzare la bontà di  un bel purché se ne parli, motto che ci sta tutto semplicemente perché si tratta di salute, di ambiente, dunque, perché riguarda tutti.

    Si potrebbe tirar fuori il concetto di coscienza ad orologeria, eppure bisogna superare quest’impasse cercando, tuttavia, di agire con ponderazione proponendo richieste realizzabili senza marciare fuori dai  binari delle giuste e disinteressate marce che chiedono, complessivamente, con sincerità, la verità e la pulizia di questa terra.

    Le cifre stimate per la bonifica dei territori che circolano, non sappiamo comunque  quanto attendibili, sono esorbitanti e, qualora corrispondessero al vero, con e senza manifestazioni, ripulire il territorio significherebbe scontrarsi con insormontabili difficoltà economiche .

    Fatta la premessa vogliamo, adesso, porre l’attenzione sul focus del nostro articolo: la scientificità del problema.

    Parallelamente alla presa di coscienza del disastro ambientale non sarebbe opportuno non abbandonare, ora, la ricerca scientifica tesa alla dimostrazione della corrispondenza tra inquinamento scaturito da rifiuti sotterrati (non ci riferiamo ai materassi buttati nelle campagne o ai televisori,  ma ai rifiuti tossici) e i tumori. Fino ad allora dichiarazioni del tipo: “Cancro? Colpi dello stile di vita” saranno all’ordine del giorno.

    Con o senza questa dimostrazione scientifica è giusto, comunque, pretendere la bonifica del terreno per due motivi: 1) è illegale interrare queste sostanze e, quindi, è onesta, pretendendo la legalità, la loro rimozione, 2) scientificità a parte, siamo convinti, quasi da fedeli, ma lo diciamo da profani e paradossalmente anche sostenuti anche da addetti ai lavori, che seppur non dimostrata, la correlazione tra inquinamento e malattia c’è.

    Abbiamo chiesto ad un giovane dottore, grazzanisano ma trapiantato a Roma, medico di sanità pubblica al Gemelli, di inviarci una visione tecnica del problema, e, gentilmente, Paolo Parente, dedicandoci parte del suo tempo ci ha inviato la lettera che pubblichiamo integralmente qui sotto.

    Prima di lasciarvi alla lettura del commento concludiamo il nostro scritto anticipandovi il concetto finale esposto dal dottor Parente:  l’esigenza di un cambio culturale che porti via la camorra dalle nostre menti. Ecco: la legalità bisogna pretenderla ovunque, giorno per giorno.

    Giuseppe Tallino

    «E’ fondamentale la presa di coscienza che nei giorni passati si è ottenuta tramite i media riguardo la nostra terra. È fondamentale: o ci svegliamo oggi, o non ci sveglieremo più.

    E’ altrettanto importante ribadire, però, alcuni concetti: è difficile asserire da un punto di vista concretamente scientifico, con certezza o significatività statistica, che quello che accade nella nostra terra, in ordine ai dati di prevalenza, incidenza e mortalità per patologie neoplastiche, sia solo frutto di becere dinamiche quali lo sversamento illegale dei rifiuti, frutto di anni di pieno controllo della camorra sul nostro territorio, avallato da politici inetti, omertà diffusa, interesse dei pochi o quali i roghi tossici, più volte frutto di palese assenza di civiltà e coscienza da parte di molti.

    Ma è doveroso ricordare, in primis alle nostre coscienze, che al di là della letteratura scientifica,  finora prodotta, se da noi si muore di più che altrove è anche, seppur non esclusivamente ma sicuramente, frutto di tutto ciò.

    Dire il contrario sarebbe essere bugiardi, ciechi, perfidi contro se stessi e la nostra terra.

    L’ambiente, il benessere economico ma anche il senso civico, il livello culturale, come viviamo, quello che mangiamo, la sporca criminalità … tutti determinanti di salute che fanno avere al nostro popolo una aspettativa di vita alla nascita più bassa che in tutta Italia che fa il pari con una mortalità per patologie neoplastiche, invece, tra le più alte.

    E allora seppur difficile bisogna provare a fare chiarezza sugli studi già effettuati e pubblicati e sulle prospettive future: studi epidemiologici che vanno in questa direzione ci sono, ne sono tanti, del 2006, del 2009 [Although the causal nature of the association is uncertain, findings support the hypothesis that waste-related environmental exposures in Campania produce increased risks of mortality and, to a lesser extent, CAs. – Cancer mortality and congenital anomalies in a region of Italy with intense environmental pressure due to waste M Martuzzi,1 F Mitis,1 F Bianchi,2 F Minichilli,2 P Comba,3 L Fazzo3 Occup Environ Med 2009)] del 2011 [ cit.(Studi ecologici dell’incidenza tumorale in un’area interessata da siti di smaltimento di rifiuti in Campania, Italia). È stata investigata l’incidenza oncologica in un’area interessata da pratiche illegali di smaltimento e di combustione incontrollata di rifiuti. Per i 35 comuni di quest’area serviti da un Registro Tumori sono stati calcolati i rapporti standardizzati di incidenza (standardized incidence ratios, SIR) e gli stimatori bayesiani (BIR). Per 10 sedi tumorali sono state eseguite, inoltre, analisi di cluster spaziali e di regressione con un indice municipale di esposizione a rifiuti. SIR in eccesso sono stati osservati per diverse sedi tumorali; i BIR hanno confermato gli eccessi di tumore epatico in due comuni. I tumori epatici e polmonari, le leucemie e i sarcomi dei tessuti molli hanno mostrato cluster significativi. Nell’analisi di regressione il tumore del testicolo ha mostrato un trend in eccesso significativo (RR = 1,18). Ecological studies of cancer incidence in an area interested by dumping waste sites in Campania (Italy)Ann Ist Super Sanità 2011] |

    Ma bisogna fare di più.

    A tali studi, talvolta, hanno partecipato professionisti dell’Istituto Superiore della Sanità, della OMS, del Ministero. Alcuni studi li ha voluti portare avanti il Ministero stesso.

    E – purtroppo- dicono cose forse scientificamente ineccepibili ma contrastanti con l’idem sentire di questi giorni.

    [ “La descrizione del profilo di salute della popolazione campana indica una situazione generalmente sfavorevole rispetto al resto di Italia, tuttavia i tassi di mortalità anche per cause specifiche sono in diminuzione. Lo svantaggio di salute dei residenti nella Regione Campania comporta una differenza di attesa di vita alla nascita inferiore di due anni rispetto alla regione Marche che ha l’attesa di vita più elevata in Italia” … “Per quanto riguarda i tumori maligni nel loro complesso, la mortalità in Campania tra gli uomini è superiore ai valori dell’intera Italia; l’eccesso di mortalità è dovuto al contributo solo delle province di Caserta (solo per gli uomini) e di Napoli (per entrambi i generi). Nella regione risultano in particolare più elevati i tassi di mortalità per i tumori nelle seguenti sedi: fegato, laringe, trachea‐bronchi e polmone, prostata, vescica. Nelle donne sono superiori al riferimento nazionale solo i tassi per tumori del fegato, della laringe e della vescica. Nelle due province di CE e NA si osservano i tassi più alti per molte sedi tumorali. Nella parte meridionale della Provincia di Napoli e nella parte settentrionale della Provincia di Caserta, si osservano eccessi di mortalità per numerose cause, in particolare oncologiche, nonché eccessi di prevalenza alla nascita di malformazioni congenite” …. “In conclusione non viene confermato l’incremento di rischio di mortalità per tumori come segnalato nei media”      …   “Tuttavia nell’interpretazione dei risultati di questi studi si deve tener conto del possibile ruolo di altri fattori di rischio (ad esempio esposizioni legate a stili di vita o occupazione o altre pressioni ambientali), del loro possibile effetto sinergico con le esposizioni ambientali in generale e con quelle determinate dai siti di smaltimento dei rifiuti, queste ultime particolarmente complesse da valutare, soprattutto nel caso delle pratiche illegali” … “In accordo con i più recenti documenti di istituzioni internazionali (come l’Organizzazione Mondiale della Sanità) e articoli scientifici pubblicati, si può affermare che non c’è nesso causale accertato tra lesposizione a siti di smaltimento di rifiuti e specifiche patologie, ma potenziali implicazioni sulla salute non possono essere escluse. Non si può inoltre ignorare lalta percezione del rischio che la popolazione residente presso siti di smaltimento rifiuti avverte e quindi una risposta di sanità pubblica proporzionata al contesto è opportuna.”

    “Situazione epidemiologica della regione Campania ed in particolare delle province di Caserta e Napoli (città esclusa), con riferimento all’incidenza della mortalità per malattie oncologiche”]

    E allora cosa bisogna fare?

    Lo si prenda come un consiglio di un giovane che per lavoro, come tanti è lontano dalla sua terra ma per il quale la lontananza non equivarrà mai all’assenza…

    Occorre passare da un piano meramente emotivo, empatico, teorico a quello pratico… e francamente stavolta non so se è meglio il piano pragmatico realistico o quello pragmatico utopico ( mi scuserete il paradosso).

    Il piano emotivo/empatico ci porterà sempre a dire lottiamo, rivoluzione, lotta, bonifica hic et nunc… Ma sarà difficile fare ciò senza presupposti forti di conoscenza e consapevolezza. Ergo formazione, informazione e quindi azione.

    Il piano pratico realistico ci deve, invece, portare a chiedere cose concrete: un registro dei tumori per tutto il territorio campano, l’individuazione dei responsabili dell’avvelenamento della nostra terra e ulteriori nuovi studi epidemiologici.

    Il piano pratico utopico, ed è fondamentale e paradossale solo alla luce del passato e non del futuro, ci deve portare ad un vero cambio culturale, una bonifica culturale per cui sarà possibile scacciare via la camorra dalle nostre menti e con essa il silenzio,

    l’accondiscendenza, l’inciviltà.»

    Paolo Parente 

    PUBBLICATO IL: 11 ottobre 2013 ALLE ORE 16:06