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    CANCELLO ED ARNONE, stangata Arpac al comune per le fogne. Emerito si oppone, ma i lavori costeranno 250 mila euro


    La cifra necessaria per sanare la disfunzione sarà tripartita: 50 mila euro saranno  elargiti dal comune di Grazzanise, una quota, da definire, proprio dal comune di Cancello ed Arnone, e la cifra restate dalla Regione Campania. Il commissariato invece si accollerà gli oneri di progettazione CANCELLO ED ARNONE - L’Arpac  durante la sua attività di […]

    La cifra necessaria per sanare la disfunzione sarà tripartita: 50 mila euro saranno  elargiti dal comune di Grazzanise, una quota, da definire, proprio dal comune di Cancello ed Arnone, e la cifra restate dalla Regione Campania. Il commissariato invece si accollerà gli oneri di progettazione

    CANCELLO ED ARNONE - L’Arpac  durante la sua attività di controllo del territorio, nel sopralluogo effettuato lo scorso 27 novembre, ha riscontrato, in via S.Maria a Cubito una violazione dell’art 124 comma 1 dell’art. 133 comma 2 D.Lgs 152/06, che, in pratica, riguarda le autorizzazione degli scarichi fognari e prevede una sanzione che va dai 6 mila a 60 mila euro.

    Emerito, con la delibera di giunta n°65, votata 4 giorni fa, ha dato mandato all’avvocato Antonio Sasso di difendere l’ente.

    Abbiamo contatto il primo cittadino per chiedere spiegazioni, per capire meglio l’entità della presunta infrazione contestata dall’ente regionale addetto all’ispezione ambientale.

    “L’immissione del collettore fognario di Grazzanise nelle nostre condotte  – ha dichiarato Pasqualino Emerito, -praticamente, ne ha aumentato la portata. Il dimensionamento del raccoglitore di Cancello ed Arnone, però, costruito negli anni 2000, probabilmente, non era, a nostro parere, adeguato a questo ingrossamento.  Altro elemento che avrebbe potuto incidere sulla concretizzazione della violazione – ha continuato il sindaco – è la costruzione del collettore fognario sulla banchina, cioè sul tratto di terreno che insiste tra la carreggiata e il fosso laterale, e non sulla strada. Siccome S.Maria a Cubito è una via altamente trafficata e percorsa anche da mezzi pesanti, le continue sollecitazione del manto hanno determinato proprio lo smottamento della banchina laterale dove è stato posizionato il tubo. In sostanza il cedimento ha fatto allascare l’incastro dei tubi, allentamento che poi ha determinato la fuoriuscita del liquido costatato dall’Arpac.”

    In realtà il comune aveva già individuato l’anomalia e per riparare la perdita ha pure partecipato ad una conferenza di servizi con Grazzanise e con il commissario  Massaarotti dell’impianto Idrogest.

    La cifra necessaria per sanare la disfunzione si aggira intorno ai 250 mila euro, ma, a quanto pare  Cancello ed Arnone non è in grado di affrontare da solo la spesa.

    “Abbiamo fatto una riunione in Regione Campania – ha dichiarato il sindaco – presso l’area Ambiente, con il dottore Palmieri, durante la quale  è stato convenuto che Grazzanise parteciperà alla spesa dell’intervento con 50 mila euro. Un’altra somma dovrà essere elargita dal nostro comune.  La parte più sostanziosa dell’importo sarà erogata dalla Regione. Il commissariato, invece, si è assunto l’onere della progettazione dell’intervento da realizzare.”

    A dire il vero, oltre alla questione banchina, c’è anche un’altra teoria che spiegherebbe la fuoriuscita del liquame dal collettore. “ E’ possibile – ha aggiunto Emerito - anche che i pozzetti dell’impianto di Grazzanise realizzati non con prefabbricati ma in opera, forse con l’armaggio in legname, non sono stati successivamente disarmati e questo avrebbe potuto contribuire alla costituzione di un tappo  con la conseguenziale perdita  dei liquami dalla parte retrostante del condotto.”

    Ad inizio articolo abbiamo scritto che la violazione riguarda l’autorizzazione degli scarichi fognari, ma oggetto delle dichiarazioni di Emerito, come avete potuto leggere, sono state le fuoriuscite del materiale fognario e le sue attinenti possibili cause. Perché? C’è una semplice connessione tra i fatti: sgorgando il liquido in una parte del territorio diversa da quella autorizzata (relativa all’impianto idrico che dovrebbe poi sfociare nei Regi Lagni) si viene, in pratica, a creare uno scarico non consentito, non previsto… non autorizzato

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 3 gennaio 2014 ALLE ORE 12:47