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    UN TRISTE RETROSCENA – I soliti noti in cerca di visibilità occupano il Comune. Fischi incomprensibili al comitato organizzatore ricevuto dal Primo Cittadino


      Siamo abituati a vedere scene al limite dell’immaginabile. Ma quella di ieri è stata davvero molto triste. Mai, infatti, avremmo immaginato di dovervi raccontare che nonostante i valori richiamati nel corso degli interventi, l’egocentrismo di pochi ha cercato di prevalere sulla cittadinanza. Non ci sono riusciti nemmeno questa volta e vi spieghiamo il perchè: […]

     

    Una foto della manifestazione

    Siamo abituati a vedere scene al limite dell’immaginabile. Ma quella di ieri è stata davvero molto triste. Mai, infatti, avremmo immaginato di dovervi raccontare che nonostante i valori richiamati nel corso degli interventi, l’egocentrismo di pochi ha cercato di prevalere sulla cittadinanza. Non ci sono riusciti nemmeno questa volta e vi spieghiamo il perchè: manifestazione ottimamente riuscita.

    CASERTA - La marcia per la tutela dell’ambiente, di cui abbiamo abbondantemente scritto ieri mattina, è stata un vero e proprio successo. Mai fino ad oggi, infatti, una manifestazione era riuscita a far muovere così tante persone.

    Probabilmente, ma ne siamo quasi certi, questo successo è dovuto principalmente al fatto che all’interno della manifestazione non vi fossero schieramenti politici e partitici, come sempre invece avviene.

    Nè una bandiera, nè esponenti di partiti, nè cori partitici sono stati urlati. Ed è forse stata questa la scelta vincente del coordinamento Caserta Vuole Vivere, promotore ed organizzatore del corteo.

    Della manifestazione, comunque, come abbiamo scritto all’inizio, ve ne abbiamo già parlato.

    Un retroscena, però, è doveroso rendere pubblico.

    Stiamo parlando della fine della manifestazione quando, per intenderci, i relatori hanno lasciato il microfono e sciolta la manifestazione per recarsi in Comune dove ad attenderli vi erano i Sindaci di Caserta, Casagiove, Maddaloni, San Nicola la Strada e San Marco Evangelista.

    Mentre si discuteva nella sala consiliare del Comune della città capoluogo della piattaforma diffusa attraverso internet e anche in forma cartacea attraverso i volantini e i giornali, quello che si consumava giù è stato uno spettacolo alquanto discutibile.

    Noi, vi raccontiamo cosa è successo. Una brevissima considerazione la lasciamo come finale per l’articolo e i commenti li lasciamo alla vostra sensibilità.

    I manifestanti che prima popolavano la piazza, sono andati via via scemando ritirandosi nelle proprie case, consapevoli dell’ottimo risultato ottenuto. Pochi altri, invece, hanno resistito e, forse curiosi, hanno ascoltato gli interventi, non previsti dal comitato, che si sono susseguiti. Tutti hanno voluto dire la propria, senza un minimo di organizzazione tra gli interventi, credendo forse di partecipare ad un’assemblea pubblica, cosa che invece non era. Ed è forse per questo, che diventati molto pochi, si sono portati sul retro del Comune di Caserta, dinanzi l’ingresso.

    Hanno tentato di occupare il Comune intonando cori politici, proprio nella fase clou della discussione che si andava consumando tra il Sindaco e uno dei membri della commissione del comitato. Hanno interrotto, ad onor di cronaca, la risposta del Primo Cittadino alla richiesta di istituire una commissione di cittadini che potessero controllare la regolare attuazione della caratterizzazione di Lo Uttaro.

    Una volta entrati, un gruppo di una 20ina di studenti appartenenti ad una sigla ben nota, hanno preteso di essere ricevuti dal Primo Cittadino che dopo aver congedato la commissione del comitato Caserta Vuole Vivere, li ha ricevuti nella sala.

    Non sappiamo e nemmeno ci interessa più di tanto sapere cosa si siano detti.  Incomprensibili, però, i fishi dei ragazzi all’uscita del comitato dalla Sala, ma, forse, anche questo fa parte del gioco.

    Quello che ci sentiamo di dire è che forse uno dei difetti del comitato organizzatore è stato quello di farsi comprendere.

    Se esiste un coordinamento, che ha al suo interno rappresentanti di tutte le categorie del territorio, anche studenti, che senso ha per delle associazioni andare in Comune ed essere ricevuti dal Sindaco? I patti erano chiari fin dall’inizio e il corteo, si sapeva, era organizzato dal coordinamento per evitare che 1000 associazioni facessero la stessa cosa.

    Perchè allora tanta foga di esibizioni? Non lo sappiamo, ma possiamo immaginare che il fatto di essere stati parte di una grande famiglia e non i capifamiglia, a qualcuno non abbia fatto poi così tanto piacere.

    Sappiamo però per certo, che il comitato andrà avanti. Ha istituito già nei giorni scorsi un tavolo con il Prefetto e ieri lo ha fatto con le amministrazioni comunali. I tavoli saranno permanenti e si riuniranno a cadenza mensile. Si andrà avanti e lo si farà insieme ai cittadini. Discussa oggi la piattaforma, già dal 7 dicembre, infatti, è prevista la prima assemblea pubblica per poter poi dettagliare gli argomenti con il contributo della cittadinanza attiva che vorrà aiutare il gruppo che si preparerà, così, per il successivo incontro con le istituzioni.

    Vorremmo chiedere a questi personaggi di cui abbiamo parlato poc’anzi il motivo della loro partecipazione ad una manifestazione con dei caratteri precisi ed una sua organizzazione. Non sarebbe stato meglio, se si voleva quel momento di notorietà, farne un’altra ovviamente in un’altra data? Forse, ma quasi sicuramente, sarebbe stata l’ennesima manifestazione con le solite 200 persone che siamo abituati a vedere. 200 e non oltre proprio per i motivi che invece hanno spinto le persone a partecipare a questo corteo.

    Nonostante questa brutta pagina di egocentrismo che qualcuno ha voluto farci scrivere, vogliamo concludere ribadendo che la manifestazione è stata un successo e non saranno certo i soliti noti in cerca di quel momento di visibilità a farci cambiare idea.

    Fabrizio Arnone

    PUBBLICATO IL: 10 novembre 2013 ALLE ORE 13:10