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    BLITZ IN 4 ALLEVAMENTI: SEQUESTRI E DENUNCE A GRAZZANISE E S.MARIA LA FOSSA


        Due aziende zootecniche in cui si allevano bufale sono state sequestrate nel Casertano su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere per reati in materia ambientale e per gravi carenze igienico-sanitarie. In altri due allevamenti, per gli stessi fatti, sono stati invece posti i sigilli a aree delimitate; i titolari di tutte […]

     

     

    Due aziende zootecniche in cui si allevano bufale sono state sequestrate nel Casertano su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere per reati in materia ambientale e per gravi carenze igienico-sanitarie. In altri due allevamenti, per gli stessi fatti, sono stati invece posti i sigilli a aree delimitate; i titolari di tutte le aziende stati denunciati

    Nelle giornate del 10 e del 12 dicembre 2013, la Capitaneria di porto di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha proceduto con gli Uffici Locali Marittimi di Castelvolturno e Mondragone, nonché con il Comando Provinciale della Guardia Forestale di Caserta, ad una complessa attività di polizia ambientale in relazione a quattro aziende zootecniche site nei comuni di Grazzanise e S. Maria La Fossa. Le attività investigative, che si sono avvalse del supporto tecnico e specialistico di funzionari dell’Asl e dell’ARPAC territorialmente competenti, si sono essenzialmente basate su approfonditi accertamenti svolti preliminarmente sul territorio, grazie a sofisticate tecniche, quali il telerilevamento effettuato da piattaforme aeree messe a disposizione dal Corpo delle Capitanerie di Porto -Guardia Costiera.

    Gli accertamenti tecnici hanno consentito di elaborare, secondo il modello operativo consacrato con il Protocollo di Salvaguardia Ambientale, una mappa di criticità del litorale domizio e del bacino del Volturno, da tempo oggetto di capillare approfondimento investigativo. Nello specifico, le attività condotte il 10 e il 12 dicembre hanno consentito di rilevare un importante danneggiamento delle matrici ambientali in grado di compromettere il già delicato equilibrio del territorio e, in particolare, del bacino del fiume Volturno.

    Le polizie intervenute hanno proceduto, perciò, al sequestro delle aree in questione e alla denuncia all’Autorità Giudiziaria dei soggetti titolari delle quattro aziende.

    In particolare:

    E’ stata interamente sottoposta a sequestro l’azienda zootecnica “Mirra”, per una superficie di circa 9.000 mq., in quanto sono state accertate le seguenti fattispecie penalmente rilevanti: le acque di lavaggio della sala mungitura, nonché le acque miste a deiezioni animali, liquami e reflui zootecnici, attraverso una pompa di sollevamento e/o condotte in pvc, venivano riversate direttamente nell’adiacente canale di scolo, a sua volta confluente nel vicino fiume Volturno e, quindi, nelle acque del mare. E’ stata, inoltre, rilevata la presenza di un’area adibita a deposito di liquami, per la quale al momento del controllo non veniva esibita documentazione autorizzativa. Infine, nel medesimo deposito di liquami venivano rinvenuti, miscelati alle deiezioni animali, carcasse di capi bufalini in vario stato di decomposizione e di differente età. Inoltre, sono state rilevati in azienda alcuni capi bufalini privi di una o di entrambe le marche auricolari.

    All’interno dell’azienda zootecnica “Corvino”, invece, a causa di importanti e significative violazioni in materia ambientale, si è proceduto al sequestro di alcune aree a causa del “ruscellamento” di liquami zootecnici provenienti dall’azienda, che confluivano nel fosso canale limitrofo nonché a causa di uno scarico abusivo che consentiva ai reflui provenienti dai servizi igienici di confluire tal quali nell’adiacente fosso canale.

    All’interno dell’azienda zootecnica “Luciano” è stata riscontrata la presenza di una vasca di contenimento (“lagone”) dell’estensione di circa 400 mq., adiacente alle aree di stazionamento dei capi bufalini presenti in azienda, che, all’esito dei controlli anche documentali, è risultata abusivamente realizzata. Essa inoltre presentava delle anomalie che consentivano la fuoriuscita di reflui zootecnici confluenti in un canale di perimetrazione, che, dunque, venivano smaltite per assorbimento. In ragione di tale accertamento, la polizia giudiziaria procedeva al sequestro della vasca.

    L ‘azienda “Palazzo”, che si estende su una superficie di circa 11 mq, è stata anch’essa interamente posta sotto sequestro, in quanto vi si verifica smaltimento di liquami provenienti dalle deiezioni dei capi bufalini, confluenti poi, insieme con le acque provenienti dalla sala mungitura, nel canale limitrofo. Le attività di controllo e repressione della Guardia Costiera e del Corpo Forestale dello Stato, in sinergia con l’ASL e l’ARPAC competenti per territorio, proseguono anche su altre aree già oggetto di mappatura aerea della provincia di Casetta, a tutela della salute e dell’ambiente.

    Esse rappresentano un importante e fondamentale fomento di collaborazione interistituzionale.

     

    PUBBLICATO IL: 17 dicembre 2013 ALLE ORE 14:51