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    ASL, nonostante il decreto Monti, Tatavitto ancora al suo posto. E poi c’è il caso Balivo


    Nei giorni scorsi, Casertace ha pubblicato in esclusiva il decreto legislativo dello scorso 8 aprile con cui è stato sancito che chiunque abbia riportato condanne di primo grado per reati contro la pubblica amministrazione, non può fare il dirigente. Per Balivo non c’è condanna penale, ma certo una non meno grave condanna della Corte dei […]

    Nelle foto, da sinistra, il funzionario Asl Balivo, Paolo Menduni e il direttore sanitario del Moscati Tatavitto

    Nei giorni scorsi, Casertace ha pubblicato in esclusiva il decreto legislativo dello scorso 8 aprile con cui è stato sancito che chiunque abbia riportato condanne di primo grado per reati contro la pubblica amministrazione, non può fare il dirigente. Per Balivo non c’è condanna penale, ma certo una non meno grave condanna della Corte dei Conti per aver intascato indebitamente 250mila euro di soldi pubblici

    CASERTA - Un’amministrazione pubblica che si definisce tale non dovrebbe essere controllata con la frusta di un decreto anticorruzione, come quello varato dal Governo Monti negli ultimi giorni della sua vita attiva. Ma questa è l’Italia, questo è il Sud e allora come abbiamo scritto nei giorni scorsi dall’8 aprile 2013 chi ha incassato una condanna penale, anche solo di primo grado, non può svolgere la funzione di dirigente se la condanna è intervenuta per uno dei reati, normati dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale: i reati compiuti contro la pubblica amministrazione.

    Nei nostri comuni e nei nostri enti pubblici, al contrario, di dirigenti condannati per questo motivo ve ne sono a iosa. E anche nell’Asl di Caserta non è che stiano messi benissimo.

    Il caso Tatavitto è quello più vistoso: l’attuale direttore sanitario dell’ospedale Moscati di Aversa, ha, infatti, riportato una condanna a 9 anni di reclusione per falso in atto pubblico, distruzione di atti, truffa, abuso d’ufficio e minacce.

    Proprio in questi giorni non a caso si parlava di una rimozione di Tatavitto che doveva essere sostituito da un medico dello stesso ospedale Moscati: Paolo Brusciano, suggerito a Menduni da ambienti del Pdl della città normanna. Ma a quanto pare ancora ieri ed oggi, nei protocolli dell’Asl sono arrivati ancora documenti firmati proprio da Tatavitto.

    Poi c’è il caso Balivo. Il dirigente del settore economico finanziario non ha riportato condanne penali. E’ dentro a qualche istruttoria di indagine, ma per il momento nessuna condanna.

    Ma se dal punto di vista penale non c’è nulla, altrettanto non si può dire per quello che riguarda la giustizia contabile, dato che Francesco Balivo è stato condannato dalla Corte dei Conti per aver intascato – secondo i giudici – indebitamente ben 250.000 Euro. E qui si capisce subito la vulnerabilità e l’insufficienza del decreto legislativo varato dal Governo Monti, 20 giorni fa. E’ assolutamente incredibile che una condanna di primo grado della Corte dei Conti non venga equiparata, relativamente e limitatamente alla possibilità di ricoprire un incarico dirigenziale di tipo apicale, ad una condanna penale di primo grado.

    Dunque, Balivo, può sedere beatamente sulla sua poltrona. Al di fuori del dettato della legge, ci sarebbero 300mila motivi, anzi 250mila motivi di opportunità che dovrebbero suggerire al direttore generale Paolo Menduni di sospendere dalla sua funzione Balivo, almeno fino a quando non ci sarà un verdetto di secondo grado sulla prima condanna della Corte dei Conti.

    Ma questo è un discorso che riguarda l’etica della responsabilità, che riguarda quello che dovrebbe essere il sacrale rispetto di un organismo della pubblica amministrazione, che è Stato e anche Nazione. Della serie, campa cavallo…

    Gianluigi Guarino 

    PUBBLICATO IL: 3 maggio 2013 ALLE ORE 15:46