Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    ASL DI CASERTA – Scusa, Menduni, ma non volevi moralizzare? Tra coordinatori e posizioni organizzative farlocche, la tua azienda è un vero schifo


        Nei giorni successivi agli arresti, prendendo spunto da qualche passaggio dell’ordinanza, in cui appariva vittima delle cospirazioni di Paolo Romano, il direttore generale, arrivando addirittura al punto di negare l’imprimatur di Gianni Alemanno, aveva impartito, urbi et orbi, lezioni di etica pubblica. Avrebbe detto Totò: “Ma mi faccia il piacere!!!”   CASERTA – […]

     

     

    Nei giorni successivi agli arresti, prendendo spunto da qualche passaggio dell’ordinanza, in cui appariva vittima delle cospirazioni di Paolo Romano, il direttore generale, arrivando addirittura al punto di negare l’imprimatur di Gianni Alemanno, aveva impartito, urbi et orbi, lezioni di etica pubblica. Avrebbe detto Totò: “Ma mi faccia il piacere!!!”

     

    CASERTA – Quando il direttore generale dell’Asl di Caserta, Paolo Menduni, tenta, come ha fatto nei giorni immediatamente successivi alla clamorosa ordinanza che ha portato all’arresto del suo predecessore Francesco Bottino, di quello che, al tempo, era il suo direttore amministrativo, cioè Giuseppe Gasparin, di accreditarsi come titolare di metodi, di prassi, di sistemi assolutamente estranei a quel brodo di coltura in cui si sono rafforzati quei burocrati e quei potentati che, in combutta con la politica, hanno fatto strage del danaro pubblico, bisognerebbe ricordargli in che condizioni sia ridotta l’organizzazione interna dell’azienda da lui diretta, soprattutto per quel che riguarda l’incertezza, il disordine, l’illegalità sostanziale diffusa nell’esplicazione delle funzioni di quelle figure professionali che si muovono nel limbo che sta giusto in mezzo tra la categoria degli impiegati d’ordine o di concetto, che sta fra i Travet e i dirigenti delle alte sfere, i padroni del vapore, i mandarini da 10mila euro al mese.

    Disordine, caos, incertezza del diritto.

    Partiamo dai cosiddetti coordinatori: la verifica dei coordinamenti la dovrebbero fare i dirigenti, che poi, a loro volta, dovrebbero inviare il contenuto delle loro valutazioni alla sede centrale dell’Asl. Le nomine dei coordinatori che dirigono una unità operativa non si posso fare per atto monocratico, ma sempre per selezione.

    99 di questi non sono ancora passati di ruolo, sono precari, e dovrebbero essere soggetti a verifica ogni due anni. Tuttavia, questa non è mai avvenuta.

    Passiamo ora, invece alle posizioni organizzative, cioè a quelle mansioni non dirigenziali, ma che comunque implicano una elaborazione nell’ambito della pianificazione nel controllo delle funzioni.

    L’azienda dovrebbe assegnare loro un obbiettivo, prefissare dei punti da raggiungere, ma queste cose non si  sono mai verificate seriamente, dentro ad una forma di espressione sistemica.

    Molte di queste posizioni hanno perso la “cattedra”, cioè il posto di appartenenza, e non hanno più un ruolo definito, perché sono scomparsi il servizio o l’unità operativa, il reparto, in cui svolgevano il loro lavoro.

    In verità, Gasparin, nell’ultimo periodo, avrebbe voluto azzerare tutto, e attuare una riorganizzazione aziendale. Voleva azzerare, cioè, le 180 le posizioni organizzative che fanno capo alle ex Asl Caserta 1 e Caserta 2.

    Sarebbe anche opportuno che il trasparentissimo direttore generale Paolo Menduni rendesse pubblici gli atti di nomina di questi dipendenti, dato che, nell’Asl di Caserta, in diversi affermano che queste procedure nopn siano state ineccepibile, arrivando a sotenetere, addirittura, che non ci siano proprio state.

    Il quadro è reso ancor più esplosivo dal dato relativo alla mancata corresponsione degli emolumenti, collegati a queste qualifiche. Un fatto che determina un grande malcontento, che trasforma l’Asl di Caserta in un vulcano attivo, per il momento dormiente, ma pronto ad eruttare da un momento all’altro.

     

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 4 gennaio 2014 ALLE ORE 16:11