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    ASCOM CASERTA – Ecco quello che proverà a fare nel 2014 per invertire la rotta


    Questi i punti salienti del programma commerciale ideato per il 2014: sviluppo turistico, viabilità e trasporti, rivitalizzazione del centro storico, politica degli eventi, ordine pubblico     CASERTA – Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, la Confcommercio casertana fa un dettagliato bilancio del 2013 uscente. “Il nostro obiettivo – si legge in una nota stampa diffusa […]

    Questi i punti salienti del programma commerciale ideato per il 2014: sviluppo turistico, viabilità e trasporti, rivitalizzazione del centro storico, politica degli eventi, ordine pubblico

     

     

    CASERTA – Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, la Confcommercio casertana fa un dettagliato bilancio del 2013 uscente.

    Il nostro obiettivo – si legge in una nota stampa diffusa in queste ore –  è quello di portare nell’agenda del governo comunale, i temi e i problemi che ciascun operatore economico incontra nella propria attività quotidiana: intendiamo offrire proposte per incidere sulle politiche riguardanti il settore, ipotesi di soluzione, argomenti e progetti su tematiche che riteniamo prioritarie per il settore del commercio a prescindere dall’ambito“.

    Non la ricetta per eccellenza – si legge ancora – ma alcuni ingredienti, alcune tessere del mosaico più complesso che chi è chiamato a governare deve comporre a beneficio della collettività. Vogliamo far sentire la nostra voce perché non si usi più l’alibi che non vi sono interlocutori, che non giungono proposte, che non ci siano nero su bianco dei suggerimenti”.

    Secondo l’Ascom locale, l’economia della provincia di Caserta, succube di una crisi economia mondiale, non ha retto o non ha avuto la capacità di mantenere i livelli occupazionali, per i quali si è registrata una flessione del 16%. 101, invece, le imprese casertane che hanno dovuto chiudere i battenti.

    Si legge ancora nella  nota che significativi effetti negativi per il comparto agroalimentare sono arrivati dopo la grande campagna mediatica sulla “Terra dei Fuochi”; inoltre, la mancata realizzazione di una legge del commercio regionale, che manca da tredici anni, ha fatto sì che insediamenti come il  “Centro Commerciale Campania” e non ultimo l’”Outlet La Reggia” potessero trovare allocazione nella provincia di Caserta.

    A tal proposito, è necessario tener presente lo stretto legame che da sempre lega il commercio alle dinamiche urbanistiche, con particolare riferimento alle sinergie, alle opportunità, ma anche alle problematiche, che si vengono a creare con l’insediamento di queste grandi strutture di vendita, ponendo in particolare l’accento sugli effetti sociali, economici ed ambientali derivanti dalla loro localizzazione.

    L’insediamento di queste strutture  pone problemi ed opportunità che dovevano essere adeguatamente valutati con la consapevolezza che detti insediamenti hanno portato effetti sulle attività economiche e sulla loro evoluzione futura, in termini sia di viabilità, che di tutela delle risorse naturali, di qualità della vita e di abitudini di consumo – spiega Mario D’Anna, presidente dell’Ascom Caserta –  Per tal motivo noi ci siamo contrapposti in modo forte ricorrendo anche al Tar sia per il primo insediamento che per l’attuale ampliamento”.

     

    Riportiamo di seguito, in versione integrale, i punti salienti del programma commerciale che l’associazione di categoria casertana ha ideato per l’anno entrante:

     

    Sviluppo Turistico

    Confcommercio ritiene che il Comune di Caserta debba pertanto programmare in modo rilevante lo sviluppo economico per il prossimo quinquennio nel settore turistico, in  quanto la città, per  la sua posizione centrale rispetto ad un territorio ricco di realtà a rilevante interesse naturalistico, oltre che per il proprio patrimonio storico e culturale e per la propria vocazione al turismo balneare, può definirsi in tutti i sensi crocevia di rilevante interesse turistico.

    Per poter raggiungere compiutamente questo traguardo, è necessario che l’Amministrazione Comunale realizzi un piano strategico che riesca a delineare, con il contributo di tutti i soggetti interessati, una precisa identità turistica del territorio. Si devono cioè, mettere in atto politiche tendenti alla valorizzazione del patrimonio ambientale del territorio, che potrà consentire di sfruttare al meglio le potenzialità degli impatti economici che la valorizzazione di una risorsa culturale innesca, sostenendo, altresì, tutti gli altri processi produttivi.

    Pertanto, linea prioritaria di intervento è quella che conduce a favorire la filiera del turismo (alberghi, teatri, pubblici esercizi, musei, produzione enogastronomica ed artigianato locale, etc) e del patrimonio museale e culturale.

    Importante è il ruolo di supporto e di aiuto che il Comune deve fornire alle imprese del settore attraverso importanti sinergie fra i settori del commercio, tra la produzione artigianale con il settore turistico e dell’accoglienza, attraverso la creazione di pacchetti ed itinerari tematici, legati all’offerta del territorio come la Reggia, San Leucio, Casertavecchia etc. ed un’adeguata programmazione e pubblicizzazione di eventi e manifestazioni di varia natura.

    Necessaria e la realizzazione delle infrastrutture necessarie per il miglioramento dell’accoglienza turistica, segnaletica turistica adeguata, infopoint distribuiti nei punti nevralgici della città(stazione, centro storico etc.), collegamenti tra i vari siti, parcheggi di scambio, serviti da bus navetta per evitare la congestione del traffico.

    Puntando anche ad eventi  come EXPO 2015 un evento straordinario che produrra’ la circolazione e la permanenza nel nostro paese di circa 21 milioni di visitatori nell’arco dei sei mesi , un’opportunita’ anche per Caserta.

     

    Mobilità – Trasporti – Viabilità

    La rete delle infrastrutture, nel nostro territorio evidenzia uno dei maggiori gap alla crescita e allo sviluppo. Parallelamente alla popolazione, agli standard sociali, ai trend economici è necessario far corrispondere una progressiva infrastrutturazione che soprattutto in relazione al sistema dei trasporti e di quello della viabilità urbana.

    Occorre quindi procedere ad una approfondita analisi delle problematiche viarie, studiandone i flussi veicolari d’ingresso e di uscita della città, per trovare adeguate soluzioni che tengano però conto di tutti gli interessi in gioco.

    Ogni politica dei trasporti non può prescindere da un esame approfondito della viabilità nell’area cittadina. In particolare, è indispensabile valutare le motivazioni che determinano la  viabilità sul piano della sua rilevanza sociale ed economica. Infatti, senza dati precisi, ogni provvedimento atto a ridurre il traffico dei mezzi privati rischia di penalizzare la viabilità legata direttamente ad attività produttive che non può essere sostituita con il trasporto pubblico. Questo permetterebbe di avere una idea del costo sociale del traffico nel territorio comunale sia in relazione ai singoli cittadini che faticano a trovare parcheggio nella loro attività quotidiana (lavorativa o di semplice fruizione dei servizi cittadini) che, ancora di più, in termini di mancata attività economica per le imprese presenti nelle aree della città a più alto tasso di traffico.

    Si può affermare, per quanto riguarda la viabilità non direttamente legata alle attività produttive, che l’amministrazione pubblica deve porsi come obiettivo di fondo quello di rendere competitivo il mezzo pubblico rispetto a quello privato. Il raggiungimento di tale obiettivo può rendere più agevole la viabilità, riducendo i tempi di spostamento e nello stesso tempo migliorare le condizioni dell’ambiente con la diminuzione dei tassi di inquinamento.

    Ne trarrebbe giovamento anche la viabilità legata alle attività economiche, sicuramente agevolata da una migliore fluidità dei flussi di traffico, con una conseguente riduzione dei costi di trasporto.

    E’ indispensabile operare nella direzione di migliorare le velocità commerciali relative alla viabilità legata ad attività produttive e nello stesso tempo, affrontare il problema delle soste parassitarie abusive.

    Per quanto riguarda il mezzo privato, evidenziamo che le politiche basate esclusivamente sui divieti non hanno risolto i problemi legati alla congestione del traffico, alle soste abusive ed all’inquinamento. Infatti, senza porsi il problema del potenziamento dei mezzi pubblici e dell’adeguata realizzazione delle infrastrutture per facilitare lo scorrimento dei mezzi privati, risulta inefficace qualsiasi intervento limitativo.

    E’ quindi necessario l’approfondimento di un piano parcheggi che contribuisca a risolvere il problema della sosta dei veicoli attraverso la realizzazione di parcheggi, mirati e destinati a funzioni precise: per residenti, per operatori commerciali, di scambio, pertinenziali, ecc.

    Un altro problema causa di contrasti fra le varie componenti della società è quello legato alla realizzazione della cosiddetta zona pedonale che vengono imposte senza alcun criterio logico e presentate come portatrici di benefici effetti per l’innalzamento del livello di qualità della vita.

    Al contrario la realtà è ben diversa; le aree a traffico limitato possono avere una loro utilità, ma solo a condizione che:

    -        le zone pedonali e le chiusure al traffico, ancorché utili, vengano concordati con portatori di consenso ed operatori coinvolti;

    -        vengano costruiti parcheggi funzionali  di corrispondenza;

    -        si individuino percorsi alternativi per i veicoli;

    -        la zona sia collegata al resto della Città da una rete di servizi di trasporto pubblico capace ed efficiente;

    -        si attrezzino opportunamente per l’uso pedonale;

     

    In sostanza è utile la creazione di aree pedonali solo se inserite in un contesto di realizzazione di aree di traffico organizzato (vaste aree che vedano al loro interno la presenza di un’area pedonale, parcheggi, area a traffico limitato) e viste come un nuovo modo di vivere lo spazio cittadino e come stimolo a potenziare l’immagine della Città.

    L’applicazione della teoria del blocco del traffico (chiusura al traffico tout court di determinate vie o zone) è sicuramente inutile e dannosa.

    Occorre facilitare infine anche l’utilizzo di mezzi alternativi di trasporto quali le biciclette,  dall’attuazione di tali politiche di razionalizzazione dell’impiego del mezzo pubblico e privato. Per questo va incentivata la realizzazione di piste ciclabili continue da e per il centro.

     

    Centro Storico

    Immagine e decoro del centro storico devono diventare parole d’ordine nella politica delle Istituzioni pubbliche e private, infatti aspettiamo con grande entusiasmo questo finanziamento che dovrà arrivare dalla regione di circa un milione centomila per l’adeguamento e restyling di via Mazzini e corso Trieste.

    In questo senso è necessario prevedere interventi di arredo urbano per due ordini di motivi: per una migliore fruizione da parte della cittadinanza e per garantire un’immagine adeguata nei confronti di turisti e visitatori.

    -        Occorre regolamentare il restauro e la manutenzione delle abitazioni del centro storico,

    -        panchine, fioriere, un’adeguata rete di cartellonistica stradale rappresentano infatti un biglietto da visita, imprescindibile per la promozione del nostro territorio.

    -        Occorre poi procedere  alla ristrutturazione e al recupero funzionale di molti monumenti e  palazzi , al  completamento dell’illuminazione stradale in maniera capillare e omogenea.

    -        completamento della pavimentazione delle strade che collegano i vari monumenti di interesse storico, le piazze .

    -        Importante è la vigilanza su questi affinché vengano scongiurati fenomeni di sciacallaggio. La stessa vigilanza va effettuata sul rispetto della regolamentazione sui rifiuti urbani e sull’igiene.

    -        Evitare fenomeni di parcheggio anche selvaggio nei siti a maggiore fruizione turistica.

    -        E’ necessario anche per il centro storico un piano coordinato della viabilità che regoli zona ztl aree pedonali e parcheggi. Si possono prevedere piccoli bus navetta verso aree di parcheggio di interscambio con orari certi.

    -        Promuovere l’insediamento e il commercio di prodotti artigianali e lo sviluppo di tutti i servizi nel centro storico.

    Anche qui una pianficazione su base comunale del commercio risulterebbe utile per evitare il fenomeno, cui purtroppo si assiste di sovente, di aperture e chiusure delle attività commerciali. Il tutto per evitare la congestione “commerciale” delle aree provocando il malcontento e/o il successivo abbandono residenziale della popolazione.

    Il centro deve avere però una offerta merceologica composita e completa altrimenti il consumatore si dirige altrove. Non possiamo permetterci un’offerta monotematica.

    A questo proposito possiamo anche imparare da come è organizzata l’offerta merceologica nelle gallerie dei centri commerciali artificiali dove niente viene lasciato al caso e si cerca di mettere a disposizione tutte le principali merceologie richieste.

    Strumenti quali ricerche di mercato, analisi dei fabbisogni dei consumatori e altro ancora, possono essere utili a favorire l’orientamento degli aspiranti imprenditori verso una diversificazione dell’offerta merceologica. Si ritiene utile pensare ad un Piano del Commercio che, superando l’attuale limitazione agli aspetti che riguardano il commercio su aree pubbliche e ampliando il raggio d’azione a tutto il comparto del commercio.

    L’autorità comunale a fianco delle categorie interessate si impegni a ribadire l’importanza del centro storico come centro commerciale per vocazione  la quale va rafforzata e favorita ma non solamente con enunciazioni strategiche, bensì attraverso una serie di strumenti operativi che sappiano cogliere le esigenze emergenti e gli aspetti più qualificanti della ricapitalizzazione dei nuclei della nostra Città.

    Questo presuppone uno sforzo progettuale rivolto all’arredo urbano, al piano del traffico, alle isole pedonali, ai parcheggi e a tutte quelle forme di recupero che servono ad incentivare un rapporto umano tra cittadino e centro.

    In generale, occorre, ragionare su azioni di attrattività, accessibilità, animazione e qualità ambientale.

    In particolare per quel che concerne l’azione della attrattività, si richiama al Comune l’opportunità di prestare maggiore cura ai numerosi monumenti, alla illuminazione ed arredi urbani più capillari ed omogenei.

    L’accessibilità, invece, deve essere considerata come una vera e propria leva di marketing a vantaggio dei commercianti del centro e della periferia.

    La qualità ambientale è  strettamente correlata all’accessibilità ed alla attrattività; a fronte di questo, si richiede all’Amministrazione di definire un nesso tra qualità ambientale ed immagine urbana per perseguire due importanti finalità: ravvivare il centro cittadini, in termini di frequentazione e permettere al servizio offerto dai commercianti di avere un target sempre più ampio.

    Il commercio va quindi interpretato come servizio alla residenza, come animatore della vita di relazione e come amplificatore delle funzioni di opzione commerciale offerte.

    Occorre quindi creare servizi ai gestori di negozi o pubblici esercizi ed ai loro clienti per far in modo che tutti, possano vivere al meglio il centro cittadino. Probabilmente è necessario anche ripensare il ruolo sociale (e di riflesso economico) degli spazi urbani storicamente sede di relazione e scambi. I ciclici spostamenti dei flussi umani nelle varie aree del centro per il passeggio, scandito per fasce d’età, per stagioni e per trend differenti danno un chiaro esempio di quanto sia necessario ripensare la struttura sociale ed economica della città in maniera dinamica.

     

    Politica Degli Eventi

    Sempre nella logica di incrementare l’attrattività verso potenziali visitatori e affinché i cittadini vivano davvero la propria città è necessaria una nuova politica degli eventi, strutturata e organica che sia in grado di creare iniziative di richiamo durante tutto l’arco dell’anno.

    Le manifestazioni esistenti necessitano di essere messe a sistema perché tutti comprese le attività commerciali e le strutture ricettive possano raccoglierne i frutti e partecipare attivamente alla loro valorizzazione.

    Servono idee ed eventi nuovi  e la riconferma di eventi che gia hanno prodotto sul territorio benessere come PERCORSI DI LUCE , LEUCIANE ETC.ETC. che ci contraddistinguano e valorizzino le nostre specificità e le ricchezze offerte dal nostro territorio.

    Maggiore condivizione di pari passo con una più razionale programmazione degli eventi significa una maggiore efficienza dei servizi (anche di quelli commerciali) nei confronti dei fruitori degli eventi. 

     

    Controllo del Territorio e Ordine Pubblico

    La sicurezza nel vivere luoghi pubblici, nella sua percezione da parte del frequentatore, è un elemento qualificante per qualsiasi luogo. Per lo sviluppo delle località turistiche o commerciali rappresenta un valore, al pari di altri, sui cui investire e da cui non si può prescindere.

    Si ribadisce quindi  la necessità di un efficace presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, soprattutto negli orari notturni e nelle località più isolate e l’utilizzo di telecamere di sicurezza nei punti nevralgici della città. A questo proposito proprio lo sviluppo della rete wi fi potrebbe essere di notevole aiuto per agevolare l’attività di sorveglianza sul territorio

    Ecco questa è quello che occorrerebbe per poter guardare lo sviluppo di questa’ città e migliorare la nostra posizione nelle classifiche nazionali del sole 24ore, e diventare competitivi come territorio, ristabilendo quei parametri che restituirebbero al commercio al turismo e ai servizi dignità economica, noi siamo pronti a dare il nostro apporto e le Istituzioni?

     

    PUBBLICATO IL: 30 dicembre 2013 ALLE ORE 20:14