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    CSAERTA. Smobilita la Tenda di Abramo e niente più si sa dei 350mila euro per il centro di accoglienza della Vaccheria


    Dalla Caritas ci dicono: gli immigrati bisognosi possono rivolgersi alle nostre mense di Maddaloni e di Capua

    tenda di abramo

    La Tenda di Abramo, il Centro di accoglienza per extracomunitari della Caritas, ubicato a Caserta in Via Borsellino, per la cui realizzazione tanto si prodigò il Vescovo Raffaele Nogaro, non è più in attività.

    I Padri Sacramentini, che sono gli attuali gestori, hanno messo a disposizione i locali per ospitare il cosiddetto G.A.S. ( Gruppo di acquisto Solidale), che dai primi di ottobre promuove incontri settimanali per far conoscere e divulgare la cultura e i prodotti tipici della provincia di Caserta.

    L’iniziativa è sicuramente apprezzabile e vede la collaborazione di Auser Caserta, Aislo, Legambiente Caserta, Confederdia Campania., Italia nostra, Slow Food;  consiste nell’organizzare incontri culturali, visite guidate e ordini online per ricevere prodotti alimentari da parte delle aziende associate.

    Non abbiamo ancora capito i motivi che hanno portato alla chiusura del Centro di accoglienza dove venivano ospitate tante persone in cerca di un po’ di calore umano, di un pasto caldo e di un letto dove riposare.. Il Centro era nato all’epoca della Legge Martelli con questo specifico obiettivo: l’accoglienza  e a Caserta il Vescovo Raffaele Nogaro si era molto battuto affinché immigrati in regola col permesso di soggiorno o clandestini  trovassero ospitalità, nient’ altro solo ospitalità per la notte e un piatto caldo.

    Ma la vita è sempre così dura per chi già soffre e questa ne è una dimostrazione.

    Il Centro viene chiuso. Si parla prima di ristrutturazione poi di nuova gestione, infine di slow food, agricoltura e alimentazione.

    Al telefono ci dicono dalla Caritas che stanno costruendo dei “bagni per immigrati” dalle parti della Stazione Centrale, affinché si possano lavare, e che, se hanno fame, c’è sempre la mensa della Caritas di Maddaloni o, volendo, di Capua.

    Ecco spiegato il motivo per cui si vedono in giro così pochi extracomunitari in città. Gran parte del lavoro…lo aveva già fatto il sindaco Del Gaudio quando al posto dei semafori aveva fatto impiantare quelle belle e funzionali rotonde e aveva cacciato” le orde di barbari”, così li aveva definiti, dai giardinetti di Piazza Pitesti.

    Chiediamo dunque ai diretti interessati che ci vogliano spiegare i motivi della chiusura e all’amministrazione comunale di Caserta che ci delucidi sulla fine che hanno fatto quei 349.346,39 euro concessi al Comune per la riqualificazione di un immobile sito in Caserta, frazione Vaccheria, Località Cugnaletto da destinare all’accoglienza di immigrati extracomunitari richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, definito Centro di accoglienza Il bozzolo e finanziato con Fondi PON Sicurezza dal Ministero dell’Interno, Obiettivo Convergenza 2007-2013, di cui non abbiamo notizia.

    Elda Cicala

     

    PUBBLICATO IL: 26 marzo 2014 ALLE ORE 17:35